Trasporti
«Allah è grande» Nardella scherza e scatena un putiferio
Al meeting di Cl grida la frase al primo cittadino di Venezia e apre un caso politico. Lui si scusa: «Non volevo offendere»
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FIRENZE. La bacheca di Dario Nardella sindaco di Firenze è sommersa di commenti. E anche di inviti: «Venga domani, a Legnano, alle 14,30 a ripetere quelle parole - Allah Akbar (Allah è grande) - durante il funerale di Bruno (Gulotta). Vediamo se la gente la prende a ridere». L’informatico 35enne morto nell’attentato di Barcellona verrà sepolto domani. E a molti non è piaciuto il siparietto che Nardella mette in scena martedì pomeriggio al meeting di Rimini “per l’amicizia fra i popoli”. Nardella vede avvicinarsi il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e non resiste alla tentazione. Il collega ha annunciato che «noi spariamo a chi urli “Allah Akbar” in piazza San Marco “ e al toscano l’occasione sembra troppo ghiotta: «Allah Akbar» e giù risate. La sceneggiata viene rilanciata da Repubblica.it e in un momento si scatenano i social. La polemica (un pizzichino anche strumentale a destra) è servita.
I due sindaci non sembrano accorgersi di aver appena alzato un vespaio. Ma la condanna di Facebook è implacabile. Non a caso, Nardella intorno alle 18 posta, sulla propria bacheca, un post di scuse, nel tentativo di arginare la polemica. «Mi scuso per alcune espressioni riprese in un video pubblicato online. Non era mia intenzione offendere alcuna persona, né tanto meno la comunità musulmana né scherzare sulla sua religione, né evocare i tragici fatti di questi giorni. Anzi, durante quel video prendevo le distanze dalle dichiarazione del collega Brugnaro sui musulmani rilasciate durante il suo intervento a un incontro al Meeting di Rimini. Chi mi conosce e conosce la mia amministrazione sa il modo con cui dialoghiamo con tutte le comunità religiose, inclusa quella musulmana moderata, come testimonia anche il Patto di cittadinanza che per primi abbiamo siglato in Italia».
Il problema è che le scuse a molti sono piaciute meno del video. Nardella, però, non parla. Tramite ufficio stampa, conferma che quello che aveva da dire lo ha affidato a Facebook. In realtà, di domande ce ne sarebbero molte. Come si può pensare, ad esempio, di fare battute sul terrorismo nella settimana in cui ci sono stati tre attacchi nei quali, oltretutto, 2 italiani sono stati ammazzati (a Barcellona) e un’altra (toscana) è rimasta ferita in modo serio (in Finlandia). E anche se non mancano i commenti in difesa di Nardella, sotto il post di scuse cresce il disagio e la protesta di chi si domanda «perché il sindaco si scusa con la comunità musulmana e non con i morti del terrorismo» che sono «le vittime di chi quelle parole le urla come grido di battaglia» prima degli attentati.
Approfitta dello scivolone, subito Giovanni Donzelli, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale in Toscana per definire «imbarazzante» l’episodio di cui Nardella è stato protagonista. Mentre Tommaso Grassi, consigliere regionale di Sinistra Italiana arriva perfino a chiedere le dimissioni del sindaco di Firenze. Proprio nella giornata in cui la città presenta la mappa delle zone “sensibili” da proteggere con barriere, fioriere e percorsi a ostacoli da possibili attacchi terroristici.
I due sindaci non sembrano accorgersi di aver appena alzato un vespaio. Ma la condanna di Facebook è implacabile. Non a caso, Nardella intorno alle 18 posta, sulla propria bacheca, un post di scuse, nel tentativo di arginare la polemica. «Mi scuso per alcune espressioni riprese in un video pubblicato online. Non era mia intenzione offendere alcuna persona, né tanto meno la comunità musulmana né scherzare sulla sua religione, né evocare i tragici fatti di questi giorni. Anzi, durante quel video prendevo le distanze dalle dichiarazione del collega Brugnaro sui musulmani rilasciate durante il suo intervento a un incontro al Meeting di Rimini. Chi mi conosce e conosce la mia amministrazione sa il modo con cui dialoghiamo con tutte le comunità religiose, inclusa quella musulmana moderata, come testimonia anche il Patto di cittadinanza che per primi abbiamo siglato in Italia».
Il problema è che le scuse a molti sono piaciute meno del video. Nardella, però, non parla. Tramite ufficio stampa, conferma che quello che aveva da dire lo ha affidato a Facebook. In realtà, di domande ce ne sarebbero molte. Come si può pensare, ad esempio, di fare battute sul terrorismo nella settimana in cui ci sono stati tre attacchi nei quali, oltretutto, 2 italiani sono stati ammazzati (a Barcellona) e un’altra (toscana) è rimasta ferita in modo serio (in Finlandia). E anche se non mancano i commenti in difesa di Nardella, sotto il post di scuse cresce il disagio e la protesta di chi si domanda «perché il sindaco si scusa con la comunità musulmana e non con i morti del terrorismo» che sono «le vittime di chi quelle parole le urla come grido di battaglia» prima degli attentati.
Approfitta dello scivolone, subito Giovanni Donzelli, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale in Toscana per definire «imbarazzante» l’episodio di cui Nardella è stato protagonista. Mentre Tommaso Grassi, consigliere regionale di Sinistra Italiana arriva perfino a chiedere le dimissioni del sindaco di Firenze. Proprio nella giornata in cui la città presenta la mappa delle zone “sensibili” da proteggere con barriere, fioriere e percorsi a ostacoli da possibili attacchi terroristici.
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