Sicurezza
«Così abbiamo estratto i bimbi dai detriti che li soffocavano»
I vigili del fuoco di Pisa, Livorno e Firenze a Ischia: «I fratellini hanno lottato come leoni e ci hanno aiutati a salvarli». La testimonianza del piccolo Ciro: «E ora una pizza con i vigili del fuoco»
ISCHIA. «Bugiardo, avevi detto che mi levavi di qui! ». La voce di Mattias è un cappottino rosso in un fermo immagine in bianco e nero. Il bimbo, 7 anni appena, è ricoperto di macerie, a poca distanza da Ciro, il fratello maggiore, che ne ha 11. È l’alba di ieri e il piccino parla con i vigili del fuoco che sono al lavoro per salvarlo. La polvere quasi lo soffoca, i detriti gli ricoprono il viso mentre giace rannicchiato in quel che resta della sua cameretta.
La casa dove si trovava, nel cuore di Ischia, gli è crollata addosso, sbriciolata come una fetta biscottata dopo la scossa di magnitudo 4 che lunedì sera ha sconvolto l’isola, causando due morti e decine di feriti. Ma la rete di un letto ha creato una intercapedine, una sorta di ponte sui corpi dei fratellini. I calcinacci sono piombati sopra quella copertura e sotto s’è creato uno spazio di sopravvivenza. Mattias vuole vivere, proprio come suo fratello. E ce la mette tutta per non farsi sopraffare. Accanto ha un custode amorevole e tenace, Ciro, che non lo molla: il più grande dei due parla con i pompieri, collabora con loro, dà indicazioni sulla sua posizione, su cosa e come fare. Piccolo uomo, cresciuto in pochi istanti. I due bimbi combattono contro crolli, polvere, destino.
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A fare il tifo per loro, c’è il fratellino Pasquale, sette mesi, salvato dai vigili del fuoco nel corso della notte. E poi ci sono loro, i pompieri dell’Usar, l’unità di soccorso Urban Search and Rescue giunti da Pisa e Firenze, e da Livorno anche con l’unità cinofila. Nel gruppo degli angeli toscani c’è Alessandro Susini, di Marina di Pisa, in forze al comando della città della Torre pendente, alle spalle 32 anni di mestiere. Una vita fatta di interventi, soccorsi, salvataggi in extremis, emozioni.
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«È stata durissima – racconta il veterano – soprattutto perché ci siamo dovuti muovere su un terreno friabile: come ci spostavamo di un passo, c’era il rischio di nuovi cedimenti. È stato un incredibile lavoro di squadra. E alla fine ce l’abbiamo fatta. Tutto grazie a loro: quei bimbi hanno lottato come due leoni. Avevano tanta voglia di farcela e hanno dato coraggio anche a noi». Alessandro ha la sensazione di poter tenere i secondi e i minuti chiusi nel cavo della mano. Quasi trattiene il respiro per non sbilanciare il peso sul suolo su cui lui e i suoi compagni in divisa toscani, laziali e napoletani operano in un equilibrio così precario. E pensare che solo fino poche ore prima era in Toscana, a casa...
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QUELLA CHIAMATA AL BUIO
È una notte come tante quando arriva la telefonata: c’è un terremoto ad Ischia. Feriti, dispersi, forse morti. Ragazzi, forza, pronti a partire. L’unità Usar è la prima ad essere allertata. E un primo gruppo di vigili del fuoco parte già di notte: da Pisa e Firenze le squadre raggiungono Grosseto, dove, all’aeroporto militare, un grande elicottero della Marina le aspetta per portarle sull’isola campana. Poi, nella prima mattina di ieri, è la volta di altri toscani. Tra loro c’è Saverio Accurso, veterano del comando di Livorno, al lavoro col suo cane pompiere Ulla.
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DESOLAZIONE E RABBIA
Il colpo d’occhio, all’arrivo, è devastante. Alcune frazioni dell’isola delle vacanze, rinomata per la sua sciccheria, meta di vip, sognatori e intellettuali, scelta da registi, l’ultimo Gabriele Muccino, come set per film e spot pubblicitari, è ridotta a un cumulo di pietroni e calcinacci. «Sui fabbricati, qui nella località Fango, sopra Casamicciola, ci sono lesioni molto importanti – dice Ruggero Putoto dell’Usar di Pisa, prima missione a L’Aquila per il sisma del 2009 – per essere state causate da una scossa magnitudo 4». E monta la rabbia. Come è potuto accadere un disastro del genere? Il bilancio è di oltre 40 feriti. E le vittime potevano essere di più. Ma il lavoro caparbio dei vigili del fuoco e di tutte le altre forze di soccorso ha evitato il peggio. Il salvataggio dei fratellini ne è l’esempio più bello.
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LAVORO DI SQUADRA
Una sinergia totale tra Toscana, Lazio e Napoli. «È stato un tutto un “tira, sposta, reggi, passa. . . » . Così Susini descrive il lavoro svolto ad Ischia ieri mattina. «Noi colleghi ci davamo il cambio ogni 10-15 minuti – spiega il vigile del fuoco – Ci sono stati diversi avvicendamenti durante gli scavi per via del caldo e per il fatto che le operazioni sono state molto impegnative. Tutti quei detriti sminuzzati hanno creato molta polvere». Il salvataggio più difficile è quello di Ciro: il ragazzino sfodera intelligenza, forza d’animo e resistenza, ma sul finale non ce la fa più. Rischia di soffocare: la polvere gli ha ostruito le vie respiratorie e non gli permette più di vedere. «Prima di essere estratto, gli abbiamo messo la mascherina dell’ossigeno – racconta Susini – Era davvero provato, abbiamo avuto paura perché le forze lo stavano abbandonando. Ma lui ha reagito. E poi, appena portato in salvo, è stato reidratato e gli è stato immediatamente fatto un lavaggio del viso. Che emozione estrarre quei piccini vivi e tutto sommato in buone condizioni».
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TU CHIAMALE SE VUOI EMOZIONI
La cosa che ha commosso di più i vigili del fuoco è stata proprio la forza di quei bimbi. «Sono stati molto reattivi entrambi – osserva Susini – Ci hanno dato un grande contributo negli spostamenti per capire come e dove si sentivano intrappolati, interagivano di continuo. E anche quando non si vedeva la faccia, cercavano di mostrare mani e piedi, e continuavano a parlare per non perdere il contatto. Non si davano per vinti, anzi, si arrabbiavano. Sono stati delle vere forze della natura».
E lo sono stati anche i vigili del fuoco. Instancabili. Dopo questa ennesima missione, il corpo ancora risponde agli input, ma lo spirito è esausto. Poche ore di riposo. Poi si riparte.
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RECUPERATO DAI TOSCANI IL CORPO DI UNA VITTIMA
Hanno scavato per tutto il pomeriggio di martedì 24 agosto, poi alle 19, la missione più dura s’è conclusa: sono stati i vigili del fuoco toscani a recuperare il corpo senza vita di una delle vittime del sisma di Ischia, una donna di 65 anni originaria di Brescia. Tra i 34 pompieri arrivati da Pisa Firenze e Livorno, c’era anche il cane labronico Ulla col conduttore Saverio Accurso. All’opera squadre dell’Urban Search and Rescue (Ricerca e soccorso urbani), con alle spalle dolorose missioni, tra cui il sisma dell’Aquila del 2009 e quello di Amatrice e del centro Italia dello scorso anno. «A Ischia girano tanti adesivi “I love L’Aquila”», spiega Alessandro Susini. Uno in particolar modo commuove tutti: è sul casco del pompiere che ha estratto vivo il piccolo Pasquale.
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