La manifestazione
l’allarme dei comuni toscani
Vaccini: in nidi e materne rischio espulsioni a marzo
di Cinzia Chiappini
FIRENZE. Troppe pratiche, in troppo poco tempo e il personale dei comuni potrebbe non riuscire a smaltire tutto il carico di lavoro previsto dalla nuova legge sull'obbligo vaccinale. Con gravi...
2 MINUTI DI LETTURA
FIRENZE. Troppe pratiche, in troppo poco tempo e il personale dei comuni potrebbe non riuscire a smaltire tutto il carico di lavoro previsto dalla nuova legge sull'obbligo vaccinale. Con gravi ripercussioni, soprattutto per i più piccini che rischiano di essere espulsi da nidi e scuole dell'infanzia a metà dell'anno scolastico. C'è preoccupazione nei municipi della Toscana per gli effetti della nuova legge sui vaccini. La responsabile scuola di Anci Toscana, Cristina Giachi, vicesindaca di Firenze, ha chiesto al ministro della Salute Beatrice Lorenzin di non scaricare tutti gli oneri burocratici sui Comuni e a “Repubblica” ha detto che i municipi «non hanno il personale per farlo». La norma impone che tutti i minori da 0 a 16 anni al momento dell'iscrizione a scuola presentino una documentazione per attestare l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie o in alternativa un'autocertificazione. Con una discriminante: se dalla primaria in su prevale il diritto allo studio, per cui le famiglie inadempienti rischiano "solo" una sanzione, per nidi e scuole dell'infanzia chi non ha le carte in regola non viene ammesso. Cosa che apre il campo a possibili complicazioni. Lo spiega dal direttivo di Anci Simone Millozzi, sindaco di Pontedera, che parla di «una mole di lavoro impressionante per i comuni» e segnala il rischio di «espulsione a metà anno» per gli under 6. Per questa fascia di età, la prima scadenza è fissata 10 settembre: entro quella data le famiglie dovranno consegnare la documentazione richiesta ai servizi educativi e alle scuole per l'infanzia. Chi non riuscirà a mettere insieme tutti gli attestati potrà presentare un'autocertificazione salvo poi consegnare i documenti forniti dall'azienda sanitaria o dal pediatra entro il 10 marzo 2018. Ed è proprio questo il momento in cui potrebbero scattare le espulsioni, nel bel mezzo dell'anno scolastico. Nonostante gli allarmi di Anci, l'assessore Regionale alla Sanità Stefania Saccardi si dice certa che in Toscana «ci siano le condizioni per rispettare la legge». E questo perché, spiega «l'amministrazione regionale ha previsto che pediatri di famiglia di possano rilasciare le attestazioni sulle vaccinazioni, sgravando le famiglie», e ha autorizzato accordi a livello locale tra aziende sanitarie e municipi. Così le anagrafi possono trasmettere alle Asl (quelle dotate di un sistema informatico aggiornato) l'elenco dei bambini, le aziende sanitarie controllano e segnalano ai comuni solo i bambini che ne sono sprovvisti. «A Firenze lo hanno fatto» garantisce l'assessore Saccardi citando proprio il municipio da dove la vicesindaco Giachi ha lanciato l'allarme.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google