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Toscana

In casa con il “branco” poi la stuprano in due

In casa con il “branco” poi la stuprano in due

Ha conosciuto i suoi aguzzini, marocchini clandestini, in Passeggiata a Viareggio Forse è stata narcotizzata. Manifestazione contro la violenza a Massarosa 

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VIAREGGIO. Adesso c’è solo da sperare che vicino a lei ci siano persone che sappiano come rimettere insieme i pezzi. Perché una violenza sessuale da adolescenti richiede un percorso lungo e difficile. È accaduto in Versilia, nel mezzo dell’estate balneare. Ai danni di una ragazzina alla quale la vita ha già mostrato più di una difficoltà. I suoi aguzzini sono due uomini, entrambi cittadini del Marocco, tutti e due in Italia senza permesso di soggiorno. Ma nell’abitazione dove la violenza si è consumata, di uomini ce n’erano in tutto cinque.

I carabinieri della Compagnia di Viareggio hanno arrestato il più anziano del gruppo: Mohamed Jarmouni, 34 anni. Ed il Tribunale di Lucca ha convalidato l’arresto, disponendo per l’uomo la permanenza in carcere. Le indagini proseguono per individuare il complice, molto più giovane di Jarmouni. Ma il referto dell’ospedale, dove l’adolescente è stata portata dalla madre nella notte, non lascia – purtroppo – alcun dubbio su quanto accaduto in quella abitazione. Dove la ragazzina è arrivata chiusa in un’auto guidata dal più anziano del gruppo e quasi del tutto addormentata. Al punto da far pensare che possa essere stata addirittura narcotizzata.

Una vicenda che chiama in causa un intero sistema di sostegno alle famiglie con minori che si trovino in difficoltà. La ragazzina, infatti, aveva mostrato di non voler rimanere nella casa famiglia dove era stata collocata dai servizi sociali del Comune di residenza. Ma nessun provvedimento era stato preso. Ed anche la sera della violenza, la giovanissima era tornata tardi, alle 22, rispetto all’orario di rientro. Da qui il tentativo di telefonare alla madre, non è chiaro se perché intercedesse con i gestori della casa famiglia o se per farsi venire a prendere, e l’incontro con il gruppo di stranieri, conosciuti. Il tempo di offrirle un passaggio e la giovane si è addormentata in auto. Quando l’hanno fatta scendere per un momento si è svegliata, per poi riaddormentarsi una volta all’interno e risvegliarsi intorno all’una di notte, a violenza avvenuta.

Non più tardi di qualche settimana prima, una donna – in questo caso anche lei cittadina del Marocco, regolarmente soggiornante in Italia – era stata costretta subire la violenza di due connazionali conosciuti in una serata di svago in Passeggiata, a Viareggio. In questo caso i due autori delle violenze – poco più che ventenni – sono stati arrestati dal personale della polizia di Stato del commissariato di Viareggio. Nei loro telefoni cellulari gli agenti hanno trovato le immagini della violenza compiuta.

Un clima di tensione, quello che si respira in una Versilia stretta tra spaccio, furti nelle abitazioni, aggressioni a scopo di rapina (l’ultima, domenica pomeriggio, sulla spiaggia libera della Lecciona). E se Torre del Lago, frazione del comune di Viareggio, pensa alle ronde dopo un’affollata assemblea di piazza che ha sfidato le temperature degli ultimi giorni, Massarosa domani scende in piazza. Con una manifestazione organizzata dall’associazione “Massarosa rinasce”, contro la violenza sulle donne, e con riferimento anche a quest’ultimo episodio. Appuntamento che ha visto l’adesione di tutte le forze politiche del centro destra.

«C’è un sentimento di disagio percepito – intervengono così il sindaco di Massarosa, Franco Mungai ed il suo vice, Damasco Rosi – che ha portato alcuni cittadini ad organizzare una manifestazione che ci auguriamo possa essere veramente apolitica e apartitica. E che il tema della stessa sia e rimanga la lotta contro la violenza e il rispetto della legge. La legalità e la sicurezza non hanno colori o bandiere e la loro affermazione può passare solo attraverso una forte coesione tra cittadini e forze politiche, senza distinzioni e senza divisioni». Mungai ha anche annunciato di «star valutando con l’avvocatura se sussistono le condizioni per la costituzione di parte civile del Comune di Massarosa all’interno del processo. Qualora ciò fosse possibile procederemo».

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