Il Tirreno

Toscana

«Io, pilota dell’amore porto i cuori in cielo». Federico guida i Piper che trasportano parole

Melania Carnevali
Il Piper di Coluccini porta in cielo un annuncio di nozze
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Il Piper di Coluccini porta in cielo un annuncio di nozze

«Fui io a volare sopra l’Olimpico per l’addio di Totti». Da 500 a 2000 euro per riempire l’azzurro. «E una volta trasportai una strana scritta in latino...». La Aertraining è la società che garantisce il servizio: dalla politica alla pubblicità

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Mettere i cognomi, dice, è vietato. «Ci vorrebbe il consenso per la privacy». Messaggi offensivi poi non se parla: «Lassù deve volare solo poesia». Per il resto non c’è freno alle parole. «Anche se poi – riflette– effettivamente scrivono quasi tutti “ti amo”». Anzi: ti amooo, con tre o, come se volessero la riproduzione di Umberto Tozzi in cielo a cantare come un cardellino.

«Ed è una bella sensazione: all’emozione di volare, si aggiunge quella di essere portatore di un messaggio», racconta Federico Coluccini, pilota di 32 anni di Camaiore, 1.600 ore di volo alle spalle, di cui 800 passate sui Piper che trascinano messaggi dall’aeroporto del Cinquale (Massa-Carrara) nei cieli di un po’ tutta Italia. Ha iniziato da piccolo a giocare con gli aeromodellini e non ha mai smesso: i modellini sono solo diventati più grandi. A 26 anni era già istruttore di volo nella scuola della Aereal bunners, eppure non ha mai lasciato il suo primo lavoro nei cieli.

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«Ormai lo faccio da quasi dieci anni – racconta –: ma non porto solo messaggi d’amore. Ci sono anche le pubblicità, le campagne politiche, gli incoraggiamenti sportivi». Fu lui, a maggio, a volare sopra lo stadio Olimpico a mezz’ora dal fischio di inizio di Roma-Genoa con la scritta “Grazie capitano” chiesta dalla clinica Mater Dei per omaggiare Francesco Totti nel suo addio alle scarpette da calcio. «Sai, io in genere non incontro le persone che ci commissionano questi viaggi. Arrivo a banner fatto, salgo e volo, sapendo che lì sotto alzeranno tutti gli occhi».

E ci saranno lettere come frammenti di vite terrene, storie d’amore soprattutto. Quelle magari cercate e ricercate fino allo sfinimento tra quei mille amori in cui manca sempre qualcosa, il brivido essenzialmente, la pelle d’oca, e poi eccola scoppiare dentro come un infarto, quella cosa: basta un piccolo gesto, come cantava Gino Paoli, «così logico», per capire che è proprio lui o proprio lei, che da qualche parte esisteva davvero allora, e che adesso «non ci sarà più un altro amore». Come Nicco che ha voluto dire a Giada che è la donna della sua vita e non può proprio vivere senza, o Peter che ha chiesto, in inglese, a Charlene di sposarlo e non avrebbe accettato un no, o quella persona rimasta senza nome e senza volto che nel 2013 fece volare sopra il cielo di Viareggio una scritta in latino: “Ubi iacet dimidium, iacet pectus meum”, “dove giace la mia metà, là giace il mio cuore”. Quaranta metri di fiaba.

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Ma su quelle lettere lassù sono state riflesse anche vite logorate, sentimenti interrotti, di quelli che possono «amare solo col tormento» come scrisse Dostoevskij. Molti sono disposti a pagare 500, 600, anche mille o duemila euro (il costo va in base alla distanza) solo per chiedere perdono di qualcosa. «Una volta – racconta Federico – ho portato tra Forte dei Marmi e Massa il messaggio di un uomo che aveva conosciuto una donna sui social network ma, per non so quale motivo, non potevano vivere la loro storia. Non poteva nemmeno essere sicuro che fosse in spiaggia, ma ha voluto portarlo lo stesso». E cosa c’era scritto? «Non ricordo. Però ricordo la sensazione che avevo, che poi è quella di tutti i voli: l’emozione che dà il cielo dove svolazza un messaggio».

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A occuparsi di tutto il resto è la società per cui lavora Federico, la Aertraining, azienda a conduzione familiare di Brescia nata nel 1983, gli anni del boom dei voli commerciali. La tv non era così attraente per le pubblicità, così Vito Patacchio, padre dell’attuale proprietario, Giuliano, come altri piloti professionisti dell’epoca, decise di comprarsi un Piper per portare messaggi nei cieli d’Italia da un ancora piccolo e sgangherato aeroporto Orio al Serio. Da allora l’azienda è cresciuta fino a rimanere una delle poche del genere, quasi l’unica, in Italia, con basi in Toscana, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Campania, Lazio.

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Nel 2013 alzarono sul cielo della Versilia il messaggio pro Silvio Berlusconi che poi scatenò il putiferio. Anche alcuni messaggi d’amore sono diventati leggenda. «Una volta – racconta Giuliano Patacchio – il messaggio per un matrimonio passò casualmente sopra un altro matrimonio, dove la sposa aveva lo stesso nome dell’altra sposa. Scoppiò il finimondo. Abbiamo passato ore a dimostrare che non c’erano tradimenti, che era stato una semplice casualità».

Di messaggi d’amore ne partono circa cento all’anno dalle varie basi («se fossero di più non sarebbe più romantico», dice Patacchio). E sono loro a preparare i banner. «In genere bastano due ore». Sono lettere di tessuto incollate una accanto all’altra su fettucce. Venti, trenta, anche quaranta metri di messaggio, alto un metro e settanta. Un palazzo di lettere. Così, se il messaggio passa e il diretto interessato non lo vede, beh allora questo amore non sarà da fare.
 

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