Gioco
Diecimila ragazze bellissime nella mia vita: vi racconto i retroscena di Miss Italia
Da 16 anni Raffaello Zanieri presenta le selezioni del concorso di bellezza più famoso. "Liti, accuse e drammi: ma anche sogni e tanta energia"
C’è un uomo che tutti gli uomini invidiano, perché ha conosciuto diecimila miss. Conoscete altri che possano vantare un numero del genere? La cifra non è proprio alla virgola, ma è realistica. Il calcolo l’ha fatto lui per noi: Raffaello Zanieri presenta le selezioni e i casting di Miss Italia dal 2001, e nel corso degli anni dalla Toscana ha spaziato in Liguria e nell’Umbria, più le serate di Miss Italia nel Mondo. Totale diecimila: bellezza più, bellezza meno. Svettanti e minute, formose e magrissime, sveglie e ingenue, fortunate sfortunate. Tutte rigorosamente su tacco “almeno 12”, costume di ordinanza e con un ricco repertorio di sogni nel cassetto. Le belle del Duemila. Zanieri ci fa da guida in questo territorio delle meraviglie, svelando segreti e agguati, perle e misteri.
Mai corteggiato. Centinaia e centinaia di selezioni, migliaia e migliaia di ragazze... Zanieri è stato Tyrone Power (insomma, un bellone) nella fiction dedicata da Rai1 alle Sorelle Fontana. Ci sa fare, ma giura di non avere mai ricevuto avances dalle concorrenti, sebbene per un paio di anni sia stato fidanzato con una ragazza (galeotto fu il concorso) che aveva conosciuto... a Miss Toscana. Dispensa consigli e se necessario dà loro anche qualche sana “bacchettata” per aiutarle a dare il meglio di sé, a cominciare dal portamento.
Cosa conta. «A Miss Italia conta molto la bellezza – dice – ma anche la forza, la capacità di presentarsi con grinta e naturalezza. Tre doti sono fondamentali: energia, qualcosa da raccontare e forte personalità. Altrimenti rischiano di essere solo una tra tante belle».
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La risposta del bambino. Cascia (Umbria): «Mi pare fosse una finale. Cercavo come al solito di coinvolgere il pubblico durante lo spettacolo. Sale sul palco un bimbetto, avrà avuto 7 o 8 anni, che voleva vedere le concorrenti da vicino. Gli chiedo come si chiama e qual è la sua città. Risposta: «Nicola di Bari». Ovazione del pubblico... ci scherzai per tutta la sera.
Il terremoto e la passerella. «Sono stato a Cascia anche pochi giorni fa. Il terremoto ha reso tutto diverso, da una parte la distruzione, dall’altra le ragazze e la voglia di andare avanti. Miss Italia è anche questo. Hai ricordi belli di una città e poi ci torni e non è più quella che hai lasciato, trovi un disastro. Ho vissuto il terremoto in Umbria in diretta, con i messaggi che le ragazze si scambiavano sulla chat di WhatsApp. Il loro spavento mentre le case stano cominciando a crollare è stato agghiacciante».
I soliti genitori. Le situazioni più assurde alla fine riguardano i genitori. Troppo carichi di aspettative. «Se la figlia vince, va tutto bene. Se non vince, partono le critiche. “È tutto truccato”, mi sento dire. Ma poi passa; e magari tornano per tre anni di seguito; segno che si fidano». Un esempio?
Lei non voleva. Francesca Testasecca, di Foligno, non ne voleva sapere di iscriversi al concorso. «Le ho chiesto io di iscriversi; è diventata Miss Italia nel 2010. Anche Miriam Leone si vedeva benissimo che poteva vincere. Anche la nostra (è di Prato) Rachele Risaliti, Miss Italia in carica, aveva una marcia in più oltre alla bellezza».
Quando muore una miss. Era una concorrente della Lombardia, un tumore se l’è presa e portata via. «L’avevo conosciuta a Miss Italia nel Mondo, in Sud Africa. Non riesco a dimenticarla».
Miss contro. «L’anno scorsa una ragazza è stata accusata di avere fatto un furto dalla mamma di un’altra miss. Invece era stata una sua amica a perdere il telefono, o il portafoglio. Non ricordava dove lo aveva messo. Ma sono volate parole pesanti...».
Il sassolino nella scarpa. Anche il rapporto di Zanieri con Miss Italia conosce una fase interlocutoria, proprio come le sorti del concorso. «Non sarò alle semifinali – dice – non ho trovato l’accordo con la Miren, pur avendo continuato a collaborare con l’agenzia Syriostar di Montecatini che organizza le fasi regionali. Credo di poter dire con tranquillità che di Miss Italia, nei contenuti autoriali, ha un po’ perso la strada. È un concorso di bellezza non un talent-show... invece negli ultimi anni si tende a snaturare la manifestazione. Così si rinuncia alla semplicità e al vero messaggio di Miss Italia, che è quello di cercare belle ragazze in grado di fare emergere nel mondo dello spettacolo».
Cercasi riscatto. Come può rinascere Miss Italia? «Cambiando format, riportando le selezioni tra la gente. Ci vorrebbe un format con una striscia tv quotidiana e due serate finali. Ora le finaliste sono solo trenta: c’è il rischio che una regione non sia nemmeno rappresentata».
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