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Prato, passeggia col velo islamico: fermata

Prato, passeggia col velo islamico: fermata

La legge c’è dal 1977 ma adesso assume un nuovo significato. In Italia non si può circolare a volto coperto e chi lo fa è passibile di una sanzione. Non si può circolare, dunque, neppure col velo...

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La legge c’è dal 1977 ma adesso assume un nuovo significato. In Italia non si può circolare a volto coperto e chi lo fa è passibile di una sanzione. Non si può circolare, dunque, neppure col velo islamico se la persona che lo indossa non è così riconoscibile. A Prato una donna di fede islamica è stata portata in Questura perchè camminava in una strada del centro, via Cavallotti, indossando il nihab, che è il tipico indumento arabo che lascia coperti solo gli occhi. Gli agenti l’hanno fermata mentre si apprestava ad entrare in un negozio. Una volta condotta in questura, le hanno contestato la violazione della legge Reale del 1977 secondo la quale «è vietato l’uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo». Scatterà una sanzione, il cui importo non è stato specificato ma che potrebbe essere di importo elevato. In un caso simile, a Pordenone, nel novembre dell’anno scorso, la multa era stata di ben 30mila euro. La donna musulmana si era rifiutata di togliersi in niqab nella sala consiliare del Comune di San Vito al Tagliamento, dove era in corso il consiglio comunale, e per questo era stata denunciata e condatta a 4 mesi di reclusione, convertiti nella maxi multa.

La giurisprudenza sull’argomento è assai incerta. Finora molti giudici hanno ritenuto che niqab e altri copricapo in grado di celare l’identità della persona fossero legittimi in quanto usati per motivi religiosi.

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