Il Tirreno

Toscana

Vendemmia anticipata e la pioggia salva la vigna

di Lara Loreti
La vendemmia alla Regola a Riparbella
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La vendemmia alla Regola a Riparbella

Il Pinot nero è il principe del raccolto, seguono Chardonnay e uve per bollicine Frescobaldi: «È un’annata difficile, ma che darà grandi soddisfazioni»

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LIVORNO. Voleva la testa del grappolo e l’ha avuta. L’afa, che ci ha fatto boccheggiare per mesi, ha vinto, ma solo il primo round. Il vero podio se l’è aggiudicato la pioggia, che nei giorni scorsi ha rinfrescato l’aria dando la giusta, delicata spinta di cui le vigne toscane avevano bisogno. Invocata, desiderata, sognata. Definita dai più poetici: “pioggia d’oro”. Ebbene, lunedì scorso, il 7 di agosto, in Toscana è iniziata la vendemmia. Con 11-12 giorni di anticipo rispetto al passato, anche in confronto con le annate più calde, tipo il 2015. E c’è chi aveva cominciato a raccogliere l’uva già dai primi del mese. Tralci assetati, zolle arse, grappoli gonfi, acini ansiosi di rotolare... Ed ecco i vignaioli toscani rimboccarsi le maniche – si fa per dire – e scendere tra i filari per la raccolta manuale dell’uva. Il principe della vendemmia anticipata è il Pinot nero, utilizzato per gli spumanti, seguito dallo Chardonnay e da altri vitigni a bacca bianca. Resiste per il momento il Vermentino: dovrebbe essere pronto dopo Ferragosto, verso il 20. A seguire i vitigni rossi più precoci, come Syrah e Merlot. C’è ancora da aspettare invece per lo strenuo Sangiovese. Gli esperti prevedono, nonostante tutto, una grande annata, pur con le difficoltà del caso. Condicio sine qua non, è che le temperature si mantengano – come sembra – nell’ordine dei 30 gradi. E ora, chi lavora in vigna aspetta e prega per il proseguo delle danze: tra mercoledì e giovedì dovrebbe arrivare un nuovo acquazzone. «Speriamo sia una carezza e non un pugno», gioca con le metafore Gino Carmignani, presidente del Consorzio di Montecarlo di Lucca, il territorio che ha dato il via alla vendemmia.

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Ma vediamo più da vicino che cosa sta succedendo nelle campagne toscane. Partiamo proprio da Montecarlo. Tra i primi a “tagliare il nastro” c’è l’azienda Montechiari di Moreno Panattoni: «Da lunedì 7 a giovedì 10 agosto abbiamo vendemmiato nei due ettari e mezzo che coltiviamo a Pinot nero, l’uva che usiamo per il nostro Brut “Donna Catherine”. Le uve sono pulite e sane, ma la resa è bassa, come conseguenza della siccità. Gli acini sono piccoli essendo mancata l’acqua al momento giusto, l’acidità è regolare e il grado di zuccheri molto elevato, in linea con la stagione: credo proprio che faremo un ottimo metodo classico. Tra una settimana sarà il turno dello Chardonnay».

Spostiamoci verso l’interno e suoniamo il campanello di casa Frescobaldi: anche qui, sulle colline di Pomino, è iniziata la vendemmia del Pinot nero che dà eleganza alla lanciatissima bollicina “Leonia”. Lo spiega il marchese Lamberto Frescobaldi: «Dall’8 agosto abbiamo raccolto il Pinot nero anche per cautela, considerando che cosa è successo in Trentino e in Franciacorta dove una grandinata ha messo in ginocchio il raccolto. I nostri mosti del Pinot nero sono belli, profumati, poco colorati, proprio come dovevano essere. Questa è una vendemmia non facile, ma che può dare soddisfazione agli specialisti, non a chi pensa che la vigna sia un soprammobile e che il lavoro si faccia in cantina. Noi, al contrario, ci siamo dati molto da fare sul campo: dove le piante erano cariche le abbiamo alleggerite per non stressarle, abbiamo lavorato i terreni per impedire la perdita di umidità e uniformarli, riempiendo le crepe, dando acqua dove ce n’era bisogno e così via».

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Da una collina all’altra. Già raccolti e sistemati in cassette lo Chardonnay e il Viogner alla Fattoria Montellori, nei vigneti sopra Fucecchio, a 500 metri, dove cresce l’uva che dà vita al rinomato spumante Pas Dosé. «Nel 2015, che è stata un’estate molto calda, avevamo iniziato il 16 agosto, nel 2016 il 19 dello stesso mese – ricorda il patron Alessandro Nieri – Quest’anno invece siamo partiti il 7 agosto: la nostra fortuna è stata che in collina a luglio un po’ di pioggia (35 millilitri) è scesa. Ma il grande caldo ha comunque anticipato la maturazione delle uve. Il rischio per la nostra bollicina metodo classico è che si possa perdere acidità: vediamo che cosa succede durante la fermentazione, ma per ora è tutto ok, la qualità c’è tutta. Mercoledì 16, invece, cominceremo la raccolta del Sauvignon, poi procederemo con i rossi».

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Trepidante attesa nel Bolgherese, dove i vignaioli trascorrono giornate di grande concentrazione. Lunedì 14 agosto lo staff di Campo alla Sughera farà i campionamenti dei vini per valutare quando iniziare la vendemmia. Alla Regola di Riparbella, invece, si partirà mercoledì 16 con il Gros Manseng, l’uva bianca dello spumante: «L’ultima pioggia è stata essenziale perché ha fermato l’eccessiva maturazione – dice il produttore Flavio Nuti – e ci ha permesso di aspettare qualche giorno prima di cominciare». In campo da lunedì 14 agosto anche lo staff di Caiarossa guidato da Emilio Mancini e dall'enologo francese Julian Renaud, sempre a Riparbella.

C’è fermento anche in Maremma: Tenuta Monteti a Capalbio inaugura oggi la vendemmia: «Siamo partiti con il Merlot per il rosato – spiega l’enologo Christian Coco – poi da venerdì 18 procederemo con la raccolta dell’Alicante». Subito dopo Ferragosto, invece, via alla vendemmia anche nella Tenuta Ammiraglia Frescobaldi: «Volevamo anticipare e cominciare i primi del mese – dice il marchese – ma il tempo più mite ci ha permesso di rimandare di qualche giorno. Raccoglieremo il Syrah per il nostro rosato Alìe. Poi intorno al 20, via con il Vermentino».

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