Gioco
Il boom di Sarahah, la app per sapere cosa pensano gli altri di noi
Non è chiaro fino in fondo a cosa serva, ma è già la app di maggior tendenza dell’estate. Si chiama “Sarahah” ed è una casella che consente di ricevere messaggi sulla base di due semplici regole. Chi scrive: a) resta anonimo; b) ha l’ultima parola, dato che non gli si può rispondere. Dunque a che serve?
Quando l’ha inventata nel 2016 l’ingegnere saudita Zain al-Abidin Tawfiq pensava a uno strumento per datori di lavoro interessati a ricevere segnalazioni anonime dai dipendenti. All’epoca Sarahah (che in arabo significa “Sincerità”) era un sito e aveva conosciuto qualche popolarità nei paesi arabi. A giugno scorso la trasformazione in app per il telefonino. A luglio il successo globale, in un contesto lontano dagli uffici e cioè – secondo il suo creatore – grazie a Snapchat, il social popolare tra i giovani, che proprio in quei giorni si era aperto ai link esterni.
Oggi Sarahah guida la classifica delle app gratuite più popolari su Android e Ios. Per scrivere un messaggio si cerca il destinatario nella app oppure, anche senza installarla, si clicca sul link (“nome.sarahah.com”) che quest’ultimo ha divulgato. Così i messaggi anonimi possono arrivare da chiunque. Sembrano foglietti sotto il parabrezza: “Mi piaci”, “Ti odio”. La molla del successo pare proprio questa: sapere cosa gli altri pensano di noi. E, subito dopo, condividere con un clic lo screenshot del messaggio sui social e con gli amici.
Stalking? Cyberbullismo? Vedremo. Per ora – dalle prove fatte in redazione – arrivano più complimenti che insulti. E lo sconforto nasce semmai quando non arriva proprio un bel niente. Insultatemi pure, ma almeno consideratemi.
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