Lutto
L'albergo chic non gli paga 30 ore al mese di straordinari
CARRARA. Il lusso è una piramide. Dall’alto sembra leggera, essenziale, ma scarica tutto il suo peso sulle fondamenta. Questo Andrea lo ha imparato nella sua prima estate da bagnino in un hotel a...
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CARRARA. Il lusso è una piramide. Dall’alto sembra leggera, essenziale, ma scarica tutto il suo peso sulle fondamenta. Questo Andrea lo ha imparato nella sua prima estate da bagnino in un hotel a cinque stelle a Forte dei Marmi. Doveva passarla ad assisterla i facoltosi bagnanti a bordo dell’acqua azzurra, si è ritrovato a servire pure ai tavoli. «Qui si lavora duro, è un posto serio», la spiegazione.
E questo Andrea lo aveva capito subito. Fresco di brevetto, prima esperienza di lavoro dopo la scuola, ha rifiutato un posto sottopagato da 500 euro in un bagno. Avrebbe fatto da galoppino al bagnino ufficiale. Così si è presentato all’albergo. «Può capitare che tu debba fare qualcosa in più. Sai, i clienti a bordo piscina si trattengono, mica li puoi lasciare». No Andrea non li avrebbe lasciati. È un ragazzo serio. «Però quelle ore in più non sono pagate. Ma è poca roba».
Trenta ore soltanto il primo mese, non pagate. E non perché i clienti si fermano di più. No, è la direzione che vuole così. Si fanno i rientri e man mano che passano i giorni Andrea passa sempre meno tempo in piscina. Serve aiuto a scaricare gli alimenti. Va Andrea. Bisogna servire ai tavoli. Va Andrea. Minimo 10 ore di lavoro al giorno. «Sei un po’ distratto come cameriere», lo rimbrottano. Ma lui non ci sta. «Sono qui per fare il bagnino, non ho mai servito ai tavoli». E rivuole le sue 30 ore. Il lavoro non è un regalo.
E questo Andrea lo aveva capito subito. Fresco di brevetto, prima esperienza di lavoro dopo la scuola, ha rifiutato un posto sottopagato da 500 euro in un bagno. Avrebbe fatto da galoppino al bagnino ufficiale. Così si è presentato all’albergo. «Può capitare che tu debba fare qualcosa in più. Sai, i clienti a bordo piscina si trattengono, mica li puoi lasciare». No Andrea non li avrebbe lasciati. È un ragazzo serio. «Però quelle ore in più non sono pagate. Ma è poca roba».
Trenta ore soltanto il primo mese, non pagate. E non perché i clienti si fermano di più. No, è la direzione che vuole così. Si fanno i rientri e man mano che passano i giorni Andrea passa sempre meno tempo in piscina. Serve aiuto a scaricare gli alimenti. Va Andrea. Bisogna servire ai tavoli. Va Andrea. Minimo 10 ore di lavoro al giorno. «Sei un po’ distratto come cameriere», lo rimbrottano. Ma lui non ci sta. «Sono qui per fare il bagnino, non ho mai servito ai tavoli». E rivuole le sue 30 ore. Il lavoro non è un regalo.
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