Il Tirreno

Toscana

Il sindaco in bermuda respinto al ristorante

di Donatella Francesconi
Il sindaco in bermuda respinto al ristorante

Il primo cittadino si lamenta su Facebook del trattamento ricevuto al Club nautico Ma il giorno stesso aveva vietato di viaggiare a torso nudo sulla Passeggiata a mare

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VIAREGGIO. Al mattino ha annunciato le sanzioni del Comune per il decoro cittadino, abbigliamento compreso; la sera è incappato nel “dress code” del Club Nautico Versilia e si è dovuto alzare dalla tavola dove si era seduto indossando dei bermuda. È l’incidente diplomatico che si è consumato martedì sera tra il sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, ed il ristorante del Club Nautico Versilia, presieduto da Roberto Brunetti, patron di “Tirrena Scavi”, imprenditore che ha acquistato all’asta il Centro Congressi Principe di Piemonte, finito nel fallimento della società pubblica Viareggio Patrimonio.

«Arriviamo, ci fanno sedere ad un tavolo sulla Terrazza sul mare», è la ricostruzione che il sindaco affida alla propria pagina Facebook nottetempo, «chiacchieriamo con altre persone che conosco ad un tavolo vicino, rilassati e contenti di rivederci finalmente con calma. Ad un certo punto mi avvicina il cameriere imbarazzato e mi comunica che , considerato che non indosso pantaloni lunghi, non posso stare in quel locale». Segue spiegazione: «Non lo sapevo, sono in libera uscita - dico - anch’io sono una persona normale, con una vita normale, con dei vestiti normali». Il cameriere, è ancora la ricostruzione di Del Ghingaro, «prende tempo, ma dopo pochi minuti ritorna e mi chiede gentilmente di uscire, perché le regole di quel locale sono quelle».

La serata finisce con primo cittadino ed amici a cena in un altro locale della Darsena. Mentre la mattinata di ieri inizia con la bufera mediatica e lo stesso Del Ghingaro che dichiara: «È colpa mia...Magari non dovevano farmi accomodare al tavolo e poi farmi alzare». Il rebus è presto risolto: all’ingresso del Club Nautico, e nella bacheca, è scritto a chiare lettere che per il ristorante, la sera, è richiesto il pantalone lungo. Maurizio Scacciati, gestore del ristorante oltre che una delle anime dello storico Club, spiega al “Tirreno”: «Due soci hanno fatto notare al personale che c’era una persona a tavola il cui abbigliamento non era quello previsto dal regolamento. A quel punto il personale non ha potuto fare a meno di intervenire per fare rispettare la regola. Il sindaco Del Ghingaro è sempre il benvenuto, comunque».

Il primo cittadino di Viareggio - sottolinea Marco Brusco, ex comandante delle Capitaneria d’Italia e vice presidente del Club - «ha una tessera frequenza, come altre autorità di livello, sul territorio. Ci sono regole che al Club ci sono sempre state. Se in qualche periodo si sono un po’ allentate ciò non toglie niente al fatto che con la nostra gestione le abbiamo ripristinate e le facciamo rispettare».

Il sindaco di Viareggio, ex Pd, eletto con una coalizione di liste civiche nel 2015, ed oggi aderente al Movimento democratici progressisti, sottolinea il proprio disappunto per l’essere stato ammesso al tavolo sulla bella terrazza del Club, per poi esserne stato allontanato. Ma i soci paganti del Club, emerge alla fine, se protestano hanno ragione: «Siamo dispiaciuti - continua Brusco -: ma il sindaco è venuto, ci sono delle regole, il personale le ha fatte rispettare di fronte a dei soci». In virtù della spesa che si sostiene per il posto barca e visto che non c’è Yachting Club italiano che non adotti regole ferree in materia di abbigliamento. Uno per tutti quello di Posilippo (Napoli): «Per i signori sono sempre d’obbligo i pantaloni lunghi. L’accesso con tuta sociale, comunque sempre in maniche e pantaloni lunghi, è consentito per una consumazione al bar».

I commenti sui social network hanno imperversato per tutta la giornata, e possono essere riassunti con “chi di decoro ferisce, di decoro perisce”, perché ogni ambiente ha la propria regola. E se in Passeggiata il torso nudo è bandito e multato, al Club Nautico il pantalone a mezza gamba fa saltare la cena.

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