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Spariti i soldi per salvare Viktor

Spariti i soldi per salvare Viktor

Il padre del bimbo malato è accusato di appropriazione indebita: in ballo 28mila euro

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PISTOIA. Un bimbo affetto da una grave malattia, una schiera di persone che si adopera per aiutarlo e raccogliere soldi. Una onlus, presieduta dal padre del piccino, creata ad hoc per raccogliere fondi. La storia commuove Pistoia e non solo. Ma a un tratto qualcosa va storto: dalla gara di solidarietà al un procedimento penale nei confronti del padre in cui si ipotizza il reato di appropriazione indebita.

Partiamo dall’inizio. Il bimbo in questione è Viktor Medaglia, affetto da neurofibromatosi, al Children’s Harvard Hospital di Boston negli Stati Uniti. Alla presidenza dell’associazione, Annet Onlus, era stato posto il padre stesso del bambino, Antonio Medaglia, 58 anni, con piena facoltà di operare sul conto corrente bancario aperto per raccogliere le offerte. Tutto questo accadeva nel 2011 ed è andato avanti per circa un anno riuscendo a far confluire sul conto corrente aperto presso la filiale di Porta Carratica della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, circa ventottomila euro.

Oggi peròla vicenda torna alla ribalta per altri motivi. C’è un procedimento penale in corso nei confronti del padre. Naturalmente il signor Medaglia avrà la possibilità di difendersi: in sede processuale, facendo valere le sue ragioni, e se vorrà anche tramite il nostro giornale che ieri ha cercato di contattarlo.

A presentare la denuncia alla procura di Pistoia è stato il pratese Luigi Masciello che per primo si era adoperato per costituire l’onlus, di cui era vice presidente, quando aveva saputo del caso del piccolo che poteva essere curato solo a Boston. «Di Viktor mi aveva parlato casualmente la nonna – racconta Luigi Masciello – E mi aveva detto che il nipotino aveva una gravissima malattia, che aveva bisogno di cure costose e all’avanguardia e che l’unico ospedale disposto a provare a curarlo era quello di Boston che chiedeva trecentoventimila euro, ma che la famiglia non aveva soldi per portarlo in America». «Ho preso a cuore il caso ed ho proposto la costituzione dell’associazione per vedere se riuscivamo a sensibilizzare privati ed aziende a fare delle donazioni – continua Masciello – Il padre del bimbo ha accettato ma ha preteso di esserne il presidente e di avere la delega ad operare sul conto. Io ero contrario perché ritenevo che ci sarebbe potuto esser una sorta di conflitto di interesse, ma poi mi sono fatto convincere e ci siamo messi all’opera».

Il caso di Viktor, che oggi ha 13 anni, diventa dunque pubblico: i giornali e anche le televisioni si occupano di lui. Arrivano quindi i primi bonifici. Alcuni di poche decine di euro, altri anche di qualche migliaio. «Il bambino va più volte negli Stati Uniti e ad offrire i viaggi gratis è l’Alitalia anche se sulla gratuità lo abbiamo saputo solo dopo perché il padre ci diceva che pagava» racconta Masciello.

«Nel 2012 la Fondazione Rockfeller che fa da tramite fra il Children’s Harvard Hospital e noi dell’Associazione Onlus Annet ci comunica che neppure i medici di Boston sono in grado di aiutare il bambino e quindi di non portarlo più», ricorda Masciello. Ed ecco che cominciano ad emergere le prime cose che non tornano. L’associazione, che nel frattempo aveva aperto una sede a Pistoia in via Cesare Battisti, scopre che le utenze e l’affitto non vengono più pagate. Quindi viene chiusa. «Abbiamo cercato in tutti i modi di avere un resoconto da Antonio delle entrate e delle uscite sul conto dell’associazione, ma è stato tutto inutile per le risposte sempre vaghe e ambigue, così ho deciso di presentare denuncia alla procura», aggiunge Masciello.

Ad occuparsi della delicata vicenda è il sostituto procuratore della Repubblica, Giuseppe Grieco che incarica la Guardia di Finanza di fare le indagini e così si scoprono le movimentazioni fatte dall’uomo sul conto corrente (chiuso l’11 aprile 2012), molte delle quali non verrebbero ritenute consone rispetto alla finalità per cui il conto era stato aperto. Di qui il decreto di citazione a giudizio per appropriazione indebita. La prossima udienza è stata fissata per il 4 dicembre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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