Il Tirreno

Toscana

«C’è un cadavere in mare»: il poliziotto la rianima

di Lara Loreti
«C’è un cadavere in mare»: il poliziotto la rianima

Calambrone: Andrea Cellai si butta in acqua e recupera l’anziana ormai asfittica. «Il corpo galleggiava: le ho praticato il massaggio cardiaco finché ha ripreso a respirare»

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LIVORNO. «Era morta, morta. Il corpo galleggiava in mare, non dava segni di vita. Mi sono tuffato tra le onde e l’ho portata a riva: non respirava. Ho iniziato a massaggiarla con foga. Pian piano, dopo 2-3 minuti, il battito ha ripreso. È stata un’emozione incredibile. Come mai ne avevo provate prima». Andrea è ancora trafelato, la voce tremula, ha l’affanno mentre racconta il salvataggio mozzafiato di cui è stato protagonista ieri, tra Calambrone e Tirrenia (Pisa). Quarantotto anni, livornese doc, di professione Andrea Cellai fa l’assistente capo nella squadra Volanti della questura di Livorno: in 30 anni di servizio ne ha viste di tutti i colori. E ne ha salvata di gente. Due anni fa ha ripreso al volo un giovane che stava affogando nei fossi del quartiere della Venezia, a Livorno. Ma quello che è successo ieri ha qualcosa di speciale, quasi di miracoloso.

Sono le 16 del pomeriggio martedì del primo agosto. La spiaggia di Tirrenia è solcata da un’emorragia di azzurro. L’aria è gonfia d’afa, entrare in acqua è l’unico modo per ottenere refrigerio. Tra le decine di bagnanti che cercano sollievo a ridosso del mare c’è anche lui, Andrea Cellai: è andato al mare con il suo amico e collega Francesco, al bagno Vicente, accanto a quello della Polizia di Stato. «È caldo, vado a fare una passeggiata verso il bagno Salinas», gli dice. Fa 200 metri da Tirrenia verso Calambrone quando incrocia un cinquantenne, Sandro Filippi, che comincia a gridare: «È morta, è morta, aiuto». Il poliziotto si gira e vede una signora galleggiare a pancia in su, forse per un malore. Non ci pensa due volte: si precipita in mare e, aiutato dal 50enne, in un attimo tira fuori dall’acqua un’anziana. È l’istinto a guidare i muscoli. Gesti incondizionati, dettati dall’urgenza di salvare. Ora lei, Zita Sebedova, tedesca di 85 anni, è sdraiata sulla battigia. Il corpo di Andrea sul suo. Non ha più il respiro, le membra abbandonate sulla sabbia, è priva di coscienza. La folla si accalca intorno, ma sembra sparire agli occhi del soccorritore, che ha attenzione solo per quella vita da strappare alla morte. Ci sono momenti in cui i pensieri si congelano e il tempo pare immobile. È quello che accade sulla riva dello stabilimento Salinas, accanto al bagno sociale Arci, dove la donna stava trascorrendo un tranquillo pomeriggio di mare, prima di sprofondare negli abissi nell’incoscienza. Passano due minuti e la 85enne inizia a buttare fuori acqua. In quel momento arrivano Roberta Terreni, turista torinese che di mestiere fa l’infermiera, e i bagnini dei due stabilimenti, Jessie Fabbozzo e Lorenzo Biagi. L’esperta si fa largo tra i bagnanti. «Dai che la salviamo dai che la salviamo», grida incoraggiando Andrea e gli altri soccorritori, e senza mai mollare il polso alla donna, per tenere sotto controllo il battito.

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Lui, l’angelo in costume, non si ferma un istante: «Ho continuato a fare il massaggio finché lei, dopo aver espulso l’acqua salata che aveva bevuto, ha ripreso a respirare. Mi sono reso conto di ciò che stava accadendo quando i bagnanti che avevo intorno mi hanno fatto l’applauso». Andrea non crede ai suoi occhi né alle sue orecchie. Continua a ripetere come fosse un mantra: «Ho massaggiato una signora morta e l’ho rimessa in vita». Salvifico il massaggio cardiaco, che Cellai ha effettuato assistito da Maurizio Quercioli, vigile del fuoco livornese 50enne, anche lui libero dal servizio. Ed è stata fondamentale anche la respirazione bocca a bocca fatta senza sosta da un altro cittadino, Fulvio Palazzolo, 62. «Devo ringraziare la Polizia di Stato che attraverso il personale medico mi ha formato con il corso di rianimazione cardiopolmonare di base e defibrillazione automatica Bls», riflette l’agente. «Casi del genere sono veramente rari – aggiunge Quercioli – Sono stati tutti bravi».

Emozionata l’infermiera Roberta Terreni: «Quando ho visto quella scena, mi sono subito avvicinata: non mi potevo certo sottrarre. Ma devo che io non ho fatto molto: ho trovato persone molto preparate che stavano svolgendo il massaggio cardiaco perfettamente, proprio come da protocollo». Quando arriva l’ambulanza, l’85enne è sveglia, anche se in serie condizioni. In pochi minuti viene portata al pronto soccorso livornese e affidata al personale medico. Nel tardo pomeriggio Cellai chiama l’ospedale per sapere come sta. I dottori dicono che la donna è ancora molto grave, ma vigile.

 

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