Il Tirreno

Toscana

A rischio il parco di Pascoli, il Comune vuol farne un parcheggio

di Massimo Braglia
La villa a Massa in cui Pascoli soggiornò dal 1884 al 1887 e dove si trovano il giardino e l’oliveto
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La villa a Massa in cui Pascoli soggiornò dal 1884 al 1887 e dove si trovano il giardino e l’oliveto

Massa, qui il poeta si innamorò e si ispirò. Previsti villette e posti auto al posto dell’oliveto e del giardino

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MASSA. Villette e un parcheggio al posto dell’oliveto e dell’ampio giardino in cui il poeta Giovanni Pascoli amava passeggiare e comporre i suoi versi immortali nel periodo in cui soggiornò a Massa, dal 1884 al 1887 (prima di andare a Livorno), insegnante al Liceo Classico. Lo prevede, ad oggi, una previsione edilizia contenuta nel nuovo regolamento urbanistico, che ha già scatenato uno scontro storico-politico sul filo della memoria e della tutela dell’ambiente: perché quell’uliveto e il giardino sono una delle poche aree verdi nel tessuto urbano del centro e perché si tratta di una zona speciale.

Fu all’ombra di quegli olivi e di quegli aranci (e nell’ex aranceto ci hanno già piantato un palazzo a sei piani, anni fa) che, si racconta, Pascoli, non proprio un “tombeur de femmes”, avrebbe trovato l’amore. Barbara, bella massese, giovane donna appartenente ad una nota famiglia locale, con cui era solito passare il tempo nell’appezzamento adiacente alla villa in cui viveva.

E allora, Il Tirreno sceglie di schierarsi con chi chiede di difendere dalla cementificazione quell’area. E diciamo che la cosa migliore è salvare quel patrimonio verde; semmai, la priorità è valorizzarlo.

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Il primo allarme è partito da Italia Nostra che, attraverso un’osservazione al Regolamento Urbanistico, ha chiesto al Comune di “risparmiare” il giardino della villa (privata, oggi non visitabile) dove soggiornò il poeta, su cui è prevista, in parte, la costruzione di un parcheggio pubblico. Nel Regolamento urbanistico il Comune sostiene che “nella zona è insufficiente la dotazione di parcheggi pubblici” e ne prevede perciò uno, lungo via Croce, acquisendo una parte di terreno privato, quello appunto del giardino del Pascoli; la perequazione prevede la costruzione di 20 nuove villette e il Comune vuole che sia piantato “un albero ogni cinque posti auto”.

Commenta, amaramente, la maestra Antonia Cerboncini, una vita dedicata al poeta, attraverso la sua attività nel Comitato pascoliano massese e nell’Accademia di San Mauro Pascoli (Forlì-Cesena), il suo luogo natìo: «Una grande tristezza e un danno grande alla memoria di Giovanni Pascoli, che invece tanto amava Massa». Il periodo massese, infatti, fu «una parentesi unica nella sua vita– racconta la maestra Cerboncini– che vide placati per un po’ i tanti tormenti, grazie agli ambienti che frequentava, lontani dalla mondanità dei letterati, tra gli orti e i giardini pieni di agrumi, Borgo del Ponte dove amava giocare a carte e bere vino e certamente anche il grande uliveto della villa alla Zecca che ispirò al Pascoli le immagini contenute nella poesia “Il Lauro”».

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Il regolamento urbanistico, dopo l’adozione, dovrà essere approvato dal consiglio comunale. E quindi Italia Nostra in primis, cerca in questa fase di far desistere i consiglieri di Massa dal seguire quanto stabilito dai tecnici che hanno respinto la loro osservazione. «Appare del tutto irragionevole e di nessuna utilità per il bene pubblico- aveva scritto Italia Nostra nella sua osservazione - permettere l'edificazione a monte del Tribunale, con la distruzione dell'unico splendido uliveto presente nel centro città».

Il giardino ex dimora del Pascoli, secondo il Comune verrà “intaccato” solo in parte: «L’osservazione non è condivisibile- scrivono gli uffici- in quanto una parte del giardino dove soggiornò Giovanni Pascoli viene mantenuta e resa pubblica, mentre su via Croce il parcheggio pubblico previsto risulta necessario a ridurre il deficit di parcheggi che caratterizza la zona». Poca poesia, tanta praticità. La battaglia è aperta e noi stiamo con chi chiede che si mantengano il verde, l’uliveto e il giardino.
 

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