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Toscana

Rossi contro Pisapia che flirta con il Pd

Rossi contro Pisapia che flirta con il Pd

«Ha sbagliato a dire che alla festa dell’Unità si sente a casa, noi siamo alternativi a Renzi»

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FIRENZE. È un fatto di programmi politici, non un problema di abbracci. C’entra poco la foto simil-gossippara fra Pisapia e il ministro Boschi. Anche se l’abbraccio fra Maria Elena e Giuliano potrebbe rivelarsi fatale per i comunisti duri e puri. A meno che non venga chiarito. Non venga riportato a quello che è: uno scambio di convenevoli fra una padrona di casa e un ospite alla festa dell’Unità. Uno scambio di cortesie che, appunto, non ha nulla a che vedere con le alleanze e i programmi. Per questo, Enrico Rossi, il governatore della Toscana che ha fondato Mdp (ancora prima di D’Alema e Bersani), invita il “compagno” Giuliano Pisapia a sottrarsi all’abbraccio (ferale) del Pd. A prendere le distanze dalla casa “neoliberista” del partito di Renzi e restare in quella socialista della sinistra.

L’antefatto è ormai noto. La dichiarazione di Pisapia: «Nel Pd mi sento a casa». Sui social si scatena la polemica. Chi si è spostato a sinistra si risente. E neppure poco. Già aveva visto male l’abbraccio con la Boschi. Questa affermazione non va giù. Rossi ci pensa un po’. A furia di leggere proteste, si lancia in una risposta social. Neanche tanto lunga: «Caro compagno Giuliano Pisapia, molti compagni mi fanno presente che la tua affermazione che ti senti a casa alla festa del Pd è un po' contraddittoria con la scelta di costruire una forza alternativa al Pd e con la scelta dolorosissima compiuta da molti tuoi sostenitori di abbandonare il Pd per costruire una casa nuova.

Qui non c'entra nulla la nostalgia per il passato nè il rancore verso nessuno. È un problema di natura semplicemente politica. Sono certo, anzi sicuro delle buone intenzioni delle tue dichiarazioni e dei tuoi comportamenti.

Ma, con il tempo dovuto e necessario, qualche chiarimento - credimi - sarebbe utile, sia per le prospettive di questa nuova forza sia per la tua personale leadership nella quale noi continuiamo a credere fermamente».

A scanso di equivoci, Rossi chiarisce che la sua lettera aperta non è affatto un attacco a Pisapia. E che neppure segna una frattura fra sinistra e centrosinistra. Non ulteriore rispetto a quella che si è consumata con la nascita di Mdp, almeno: «Restando nella metafora delle case, se fossi stato bene nel Pd, ci sarei rimasto. Ovviamente, in politica i nostri avversari sono la destra e M5s: tuttavia a livello nazionale Pd e sinistra hanno due programmi molto diversi. Quello del Pd è di stampo neoliberista, il nostro (di Mpd, di Pisapia) è di stampo sociale. Di questo occorre discutere. I personalismi, gli abbracci, le invettive, le coalizioni, le rottamazioni e anche gli abbracci sono vecchia politica alla quale nessuno è interessato». Del resto - aggiunge Rossi, per ribadire la (mai perduta) sintonia con Pisapia - anche «nelle ultime dichiarazioni Giuliano parla della costruzione di una forza alternativa al Pd. E specifica che la nuova legge elettorale sarà proporzionale: perciò alle prossime politiche gli elettori si presenteranno con i propri programmi e in competizione. Quindi si può trovare convergenze programmatiche», ma non alleanze elettorali. «E soprattutto - conclude Rossi - il resto sono chiacchiere insulse e anche un po’ stucchevoli. Magari utilizzate per alzare un polverone, per evidenziare fratture inesistenti interne alla sinistra. E per mettere in un angolo i comunisti, nel tentativo di isolarli».



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