La manifestazione
Operata al cuore senza bisturi: a 82 anni "rinasce" con un intervento sperimentale
Ivona ha 82 anni: cinque giorni dopo l’intervento a Pisa sta già bene. Merito di un’équipe preparatissima e all’avanguardia
MONTECARLO. Ivona il tempo lo spende, non lo risparmia. Sono le 8 ed è già in cucina che spadella. Vuole preparare il pranzo per figli e nipoti: pasta in brodo di gallina, insalata di pomodori e gamberi, e fagiolini in umido. Perché a lei, il pane dell’affetto, piace dividerlo con tutti. Nella casa di famiglia, a Montecarlo di Lucca. È martedì, ieri: appena cinque giorni prima Ivona Paganelli, 82 anni, era sdraiata sul tavolo della sala operatoria a Cisanello per subìre un intervento sperimentale a “cuore chiuso”. Come se ci fosse bisogno di aprirglielo il cuore a lei, che ha trascorso la vita a coccolare i suoi cari... E non è certo finita qua. Anzi. Ivona è rinata grazie alla tecnologia applicata alla medicina: è la paziente numero tre che, al livello europeo, subisce un intervento cardiaco inserito in uno studio internazionale a cui partecipa l’azienda ospedaliera universitaria di Pisa. Un’operazione di correzione dell’insufficienza della valvola tricuspide fatta senza aprire chirurgicamente il torace né il cuore, ma inserendo strumenti attraverso dei cateteri nella vena giugulare. L’anziana è stata nelle mani dell’équipe dell’Emodinamica di Cisanello, diretta dalla professoressa Sonia Petronio, per cinque ore. Un intervento perfettamente riuscito. E basta guardarla per capire che è vero.
LA RINASCITA
«Mi sento bene bene – dice con il sorriso nella voce – L’operazione la rifarei anche subito. L’unica cosa che mi ha dato veramente noia è quel sondino che mi hanno infilato nello stomaco durante il controllo, prima dell’intervento. Ma per il resto è andato tutto alla grande». Ivona Paganelli è nata in Lucchesia, ma ha l’accento francese e tutti la chiamano Yvonne perché 40 anni della sua vita li ha passati a Lione. Era piccina quando la sua famiglia da Montecarlo si è trasferita in Francia, dove i suoi genitori hanno aperto una gastronomia. Ma il richiamo delle origini a volte è irresistibile e lei, da adulta, è tornata a Montecarlo, dove ha trovato un lavoro. E l’amore. Quello del suo Federico Mini, vedovo, padre di due figli che sono diventati i suoi. Il compagno a cui lei ha bagnato la fronte quando è toccato a lui finire sotto i ferri, ironia della sorte, sempre per motivi legati alla cardiopatia. E colui che la scorsa settimana le ha ricambiato il favore, standole vicino in ogni momento.
L’ESPERIMENTO
L’amore ha aiutato Ivona ad affrontare la vita. Ma una grossa mano gliela ha data anche il dottor Eugenio Nannini di Porcari. «Lo voglio ringraziare, è stato grandioso», dice Ivona. È suo figlio Claudio Mini a raccontare come è andata: «Nannini ha sempre seguito Yvonne, da professionista, oltre che amico di famiglia. Ed è stato lui a consigliarci di fare questo intervento. Ci ha messo in contatto con Pisa, illustrandoci questo progetto di ricerca, in collaborazione con un’università americana. Lei a quel punto è stata presa in cura a Cisanello ed è stata monitorata per circa 6-7 mesi – continua Claudio – Tutti gli esami fatti a Pisa venivano condivisi con l’università statunitense, dove veniva spedita di volta in volta la cartella clinica. I medici ci hanno spiegato che si trattava di un’operazione sperimentale particolare, che non prevedeva nessuna forma invasiva. E ci hanno assicurato che la convalescenza sarebbe stata tranquilla».
FIDUCIA E SANGUE FREDDO
Nella vita ci vuole coraggio e a Ivona, con un passato da emigrata e tanta verve ancora nel sangue, non è mancato. Ricoverata mercoledì della scorsa settimana, il giorno dopo è stata operata. Lunedì pomeriggio è stata dimessa e dopo poche ore era già operativa ai fornelli. «Per la gioia di tutti noi – dice Claudio con affetto – Ora la vediamo proprio bene, ma eravamo molto in apprensione: ha quasi 83 anni e la nostra preoccupazione era legata soprattutto all’età. Prima di essere operata, era continuamente affaticata. Poi qualche tempo fa, durante un accertamento cardiaco, è venuto fuori che questa valvola nel suo cuore non funzionava bene e creava problemi anche ai polmoni. Lei all’inizio, quando le è stato detto che poteva essere operata, un po’ di timore lo aveva. Due anni fa mio padre aveva subìto un intervento a cuore aperto proprio a una valvola. Gli avevano messo dei bypass e, anche se era andato tutto bene, lui aveva avuto un decorso molto lungo, di oltre un mese e mezzo. Yvonne quindi era preoccupata. Ma tutti noi, e anche i medici, l’abbiamo incoraggiata. E alla fine lei ha detto: “Se è una cosa che mi può far stare meglio, si fa”. E così è stato». Lo conferma la stessa 82enne: «Un po’ di timore lo avevo, cosa vuoi, il cuore è il motore... Ma poi mi sono lasciata andare. E il risveglio è stato meraviglioso».
IL MARE E GLI AFFETTI
Merito di un’équipe preparatissima e all’avanguardia. «Voglio ringraziare tutto lo staff – dicono Claudio Mini e Ivona – Nel reparto sono stati gentilissimi: sia i medici sia gli infermieri ci hanno trattato in guanti bianchi. E se non ci saranno complicazioni come ci auguriamo, possiamo dire che questa è stata davvero una cosa bellissima». Ora Ivona dovrà essere monitorata una volta al mese, intanto ha una vita da pianificare: «Cosa vorrei fare nel futuro? Be’ intanto mi piacerebbe andare al mare, poi vorrei dedicarmi alla cucina, che è la mia passione. E riposare un po’ con la mia famiglia». Perché si sa, al cuore non si comanda.
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