Il Tirreno

Toscana

Toscana economia

Quando il faro diventa resort: il turismo chic

Jeanne Perego
Quando il faro diventa resort: il turismo chic

Al Giglio da settembre si potrà dormire nella struttura: costerà 500 euro. Sarà ristrutturata anche Punta Capel Rosso. Le strutture toscane

4 MINUTI DI LETTURA





ISOLA DEL GIGLIO. Solitari, poetici, malinconici, indiscutibilmente romantici. I fari evocano emozioni uniche nell’immaginario collettivo. Chi, almeno per un attimo, non ha mai immaginato a andare vivere in un faro, lontano dalla realtà? Chi non ha mai sognato di addormentarsi sullo sciabordio delle onde? Dal sogno alla realtà il passo non è poi così lungo: in giro per l’Europa sono numerosi i fari che sono stati trasformati in strutture ricettive, divenendo luoghi straordinari per una vacanza indimenticabile. Uno di loro è anche molto vicino a noi: il faro del Fenaio, nella parte settentrionale dell'Isola del Giglio, in settembre aprirà , infatti, i battenti nella nuova veste di resort esclusivo (www.farodipuntafenaio.it). 4 camere e 2 suite, con tutti i comfort pere 500 euro a notte. Si potrà raggiungere il faro sia via terra, sia via mare. Presto inizieranno i lavori per la ristrutturazione ad uso ricettivo anche dell’altro faro attivo sull’Isola del Giglio, quello di Punta Capel Rosso.

Ma per prenotare una vacanza in quello che sarà B&B esclusivo con 4 camere, biblioteca, planetario e piccolo museo bisogna pazientare ancora un pò. È, invece, aperta al pubblico da anni l’unica altra struttura italiana dove si può realizzare il sogno di dormire in un faro: si tratta di quello di Capo Spartivento, a Chia, nell’estremità meridionale della Sardegna, costruito nel 1856 dalla Marina Militare e con la lanterna ancora in funzione. Il lussuoso hotel realizzato nel faro mette a disposizione degli ospiti 4 suite e 2 miniappartamenti, oltre ad ambienti comuni, inclusa una piscina a sfioro, che non lasciano nessun desiderio di inesaudito. Da 400 euro a notte (www.farocapospartivento.com). Varcando i confini, le situazioni in cui fare l’esperienza di guardiano del faro per una notte sono numerose. In Croazia il faro di Porer, costruito nel 1833 sull'omonimo isolotto largo circa 80 metri, dispone di 2 appartamenti con 4 letti ciascuno, prezzi dai 70 ai 100 euro. Il faro Corsewall Lighthouse nel Rhins of Galloway, su una delle coste più spettacolari della Scozia, è stato costruito nell’Ottocento.

Dalla romantica struttura, che mette a disposizione dei clienti 11 camere, nelle giornate di bel tempo si può scorgere l’Irlanda. Da 80 euro a persona. E proprio in Irlanda gli aspiranti guardiani del faro non possono perdersi un soggiorno nell’imponente faro Wicklow Head, struttura settecentesca in pietra che può ospitare fino a 4 persone. Persone sportive, però, visto che la cucina si trova in cima alla torre e per raggiungerla bisogna salire 109 gradini. Da 564 euro per due notti. Gli amanti della dimensione estrema del mare possono prenotare un soggiorno al Faro Roter Sand, a 27 miglia dalla costa di Bremerhaven in Germania. Primo faro della storia costruito su fondali marini, 125 anni fa, può ospitare fino a 6 persone in una camera comune. Molto basic, non adatto a bambini, anche perché per andare dalla camera al bagno bisogna salire 70 ripidi gradini. Circa 625 euro a notte.


In Toscana. Come è naturale per una regione che si affaccia sul mare, sono numerosi i fari in Toscana, da Marina di Carrara a Porto Ercole e sulle isole dell’arcipelago. Ormai tutti automatizzati e gestiti con monitoraggio a distanza. Per cui dimentichiamoci l’immagine romantica del guardiano del faro che vive in solitudine a tu per tu con i flutti. Ma una gita, a piedi o in barca per vedere da vicino queste costruzioni resta comunque un’esperienza affascinante. Il faro di Piombino , detto anche faro della Rocchetta, si trova in piazza Bovio ed è una costruzione in pietra in stile neogotico che ricorda un castelletto. La storia del faro di Livorno (il “Fanale”), attivo all’imbocco sud dello scalo, risale addirittura al Medioevo. Fu costruito, infatti, dalla Repubblica di Pisa nel 1303.
Rimaneggiato nei secoli successivi, fu minato e distrutto dai guastatori tedeschi nel 1944. È stato ricostruito negli anni Cinquanta utilizzando in buona parte i materiali originali. Il faro ottagonale della Diga Curvilinea risale, invece, alla metà dell’Ottocento. È in cattive condizioni l’immobile del Faro delle Formiche, sull'isolotto di Formica Grande, la "lanterna" dei isolotti della Maremma. Ma il futuro di questa incantevole costruzione bianca sugli scogli potrebbe essere presto riscritto: dovrebbe diventare un albergo con locali dedicati ad attività didattiche scientifico-naturalistiche. All’Isola d’Elba sono attualmente in funzione sei lanterne per assicurare sicurezza ai naviganti. Quello di Punta Polveraia è molto affascinante. La sua imponente costruzione bianca su due piani datata 1909 è stata la più ambita tra quelle inserite lo scorso anno nel bando per il recupero e il riuso dei fari italiani. Ma un’occhiata la merita anche il Faro di Portoferraio al Forte Stella: innalzato dai Lorena alla fine del Settecento, è una torre circolare in pietra con merlature sulla sommità.

È una torre a due piani bianca anche il faro di Punta del Ferraione alla Capraia. Il faro storico di Viareggio, che si raggiunge facilmente dalla Passeggiata, è alla foce del Burlamacca. Addossato a una costruzione quadrangolare, è una torre circolare bianca alta 14 metri costruita nel 1863 ma completamente ristrutturata nel Novecento. Non è più in funzione, per l’utilizzo è stato sostituito dal moderno faro della Diga Foranea.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web