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sporcizia

di Stefano Taglione
sporcizia

CINQUALE. Al posto della piscina e dei campi da gioco c’è solo uno spogliatoio sgangherato dove non è rimasto più niente: bidet e water divelti dai vandali e un piatto doccia in porcellana che...

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CINQUALE. Al posto della piscina e dei campi da gioco c’è solo uno spogliatoio sgangherato dove non è rimasto più niente: bidet e water divelti dai vandali e un piatto doccia in porcellana che luccica ancora di nuovo. È abbandonato nella stanza accanto, in mezzo a tubi, rifiuti e secchi pieni di calce. Il tempo, in questo luogo dimenticato, ha cancellato anche gli odori. E varcando l’ingresso – rimasto ormai senza porta – a macchiare le pareti bianche sfregiate dall’incuria spiccano dei coloratissimi graffiti. Quasi un tocco d’arte che risuona nel nulla.

SOLO UNO SPOGLIATOIO

A pochi minuti dalla spiaggia, al Cinquale, c’è un piccolo stabile in balia del degrado. È l’unica costruzione in quei 29.000 metri quadrati di erbacce. Il terreno – circondato da palizzate – doveva ospitare la Cittadella dello sport. Piscine, campi da gioco, ambulatori medici e molto altro. È grazie a questo progetto che il Comune di Montignoso, nel 2004, ha ottenuto dal ministero dello Sport 576.740 euro avanzati dai fondi pubblici del Mondiale di calcio di Italia ‘90. Soldi mai spesi fino ad allora, come i 411.000 euro stanziati per la piscina incompiuta di Vignole, a Quarrata. Stesso bando – datato 9 luglio 2004 – e stessa legge nazionale, la numero 65 del 6 marzo 1987. Con una differenza: i lavori sono iniziati senza la certezza di finirli. E infatti sono rimasti incompiuti. Bisogna riavvolgere il nastro e tornare, appunto, al 2004. Quando il sindaco di Montignoso si chiamava Federico Binaglia (centrosinistra) e per non perdere quei finanziamenti che aveva avuto il merito di trovare, nel 2009, parte con i lavori nella speranza di convincere un partner privato che al Cinquale non si è mai palesato. «Abbiamo assegnato l’appalto – ammette otto anni dopo l’ex primo cittadino, in carica dal 2001 al 2011 – perché altrimenti avremmo perso i contributi. Ragionando da sindaco, francamente, fare il contrario mi sarebbe sembrato assurdo. Ma il risultato è sotto gli occhi di tutti e ne sono rammaricato».

IL PROGETTO MAI DECOLLATO

L’obiettivo di Binaglia era spendere al meglio i soldi dei contribuenti e terminare i lavori con i capitali privati. La formula era quella del project financing: tu imprenditore finisci di costruire, io Comune ti do in concessione l’impianto per qualche decina di anni e alla fine me lo rendi. Ma al posto dei soldi è arrivata la crisi. «Concluso l’appalto ho finito il mandato – spiega l’ex sindaco – ma non è un alibi. Dalle ricerche di mercato commissionate all’epoca dei fatti le società interessate a proseguire i lavori c’erano e io non sono d’accordo con chi dice che ho sbagliato: Cinquale è popolosa. Ho ragionato come sindaco e credo di aver agito correttamente. Se sono stati commessi degli errori – conclude Binaglia – la maggior parte delle responsabilità sono di chi mi ha succeduto».

LA VENDITA FALLITA

Chi non la pensa come lui è uno dei suoi successori: Gianni Lorenzetti (Pd). Insediatosi un anno fa, il primo cittadino è stato per cinque anni assessore ai lavori pubblici nella giunta di centrosinistra guidata da Narciso Buffoni, lo storico sindaco in carica prima e dopo Binaglia. «La cittadella è un progetto pensato male – spiega Lorenzetti – e infatti ora la situazione è critica». Il Comune, due anni fa, ha provato più volte a venderla nella speranza che un privato volesse costruire il famigerato centro sportivo. Ma nessuno se l’è sentita. «Se devo svendere è meglio lasciare tutto così – precisa Lorenzetti – visto che magari, fra tre anni, le cose cambiano. Non si può mai sapere. Per il momento il Comune ha speso circa 270.000 euro dei 560.740 di contributi. Ma non abbiamo ancora perso nulla, visto che i soldi non utilizzati sono a Roma in attesa di essere erogati».

IL DEGRADO CHE VINCE

Ma come mai si è fermato il progetto? Lo spiega il sindaco. «I finanziamenti venivano liquidati a rate, in base all’avanzamento dei lavori – precisa Lorenzetti – e l’impresa che aveva vinto l’appalto, nel momento in cui le risorse sono venute a mancare, ha abbandonato il cantiere. Sono in contatto con l’Istituto per il Credito sportivo per trovare una soluzione, ma non bisogna farsi prendere dalla smania di rimediare agli errori del passato. Bisogna ragionare con calma». Ma intanto la super cittadella rimane un fantasma. E qualche volta, fra le sterpaglie ingiallite dal sole, d’intesa col Comune girano dei motocrossisti. Gli indizi non mancano: ci sono delle gomme e una specie di trampolino per i salti. Sembra un percorso a ostacoli. Ma gli accordi – nel 2004 – erano altri. Fra via della Croce e via dei Cipressi, a due passi dall’aeroporto e dalla spiaggia, doveva nascere un centro sportivo dove giocare a calcio, calcetto e tennis. Mica il vuoto.

3 - fine (le precedenti puntate sono state pubblicate il 13 e il 15 luglio)

@taglions. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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