Sicurezza
agli arresti anche i complici del colpo fallito
Estorsione per pagare il funerale
Finisce in carcere il fratello del bandito ucciso dal gioielliere a Pisa
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PISA. Custodia in carcere anche per gli altri due complici di Simone Bernardi, il rapinatore ucciso il 13 giugno durante una rapina in una gioielleria di Pisa dal gioielliere Daniele Ferretti che ha sparato con la sua pistola ai malviventi. Dopo il carcere per Gabriele Kifl, 31 anni di Aprilia, la stessa misura è stata adottata per Marco Carciati, che faceva il palo e per Daniele Masi, che contribuì a pianificare il colpo. I tre arrestati sono accusati in concorso di tentata rapina e tentato omicidio.
Intanto c’è stato un altro arresto legato a questa vicenda: quello di Massimo Bernardi, fratello del rapinatore morto. Aveva bisogno di soldi per pagare il funerale, che si è svolto il 21 giugno, e aveva organizzato una colletta nel loro quartiere ad Aprilia. Ma per due commercianti, stando all’accusa, la colletta si era trasformata in una richiesta minacciosa. Il 48enne è finito in carcere insieme alla compagna Piera Voto, 42 anni. L’accusa è di tentata estorsione in concorso: il loro metodo sarebbe dunque andato molto oltre la richiesta di un contributo volontario.
Intanto c’è stato un altro arresto legato a questa vicenda: quello di Massimo Bernardi, fratello del rapinatore morto. Aveva bisogno di soldi per pagare il funerale, che si è svolto il 21 giugno, e aveva organizzato una colletta nel loro quartiere ad Aprilia. Ma per due commercianti, stando all’accusa, la colletta si era trasformata in una richiesta minacciosa. Il 48enne è finito in carcere insieme alla compagna Piera Voto, 42 anni. L’accusa è di tentata estorsione in concorso: il loro metodo sarebbe dunque andato molto oltre la richiesta di un contributo volontario.
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