Gioco
Fatti in Cina, ma col cartellino "made in Italy": sequestrati 13mila capi d'abbigliamento
◗
Alcuni dei capi sequestrati dai finanzieriL'operazione della Guardia di finanza, partita da un negozio del Ravennate, ha portato a migliaia di sequestri anche in Toscana: a Lucca, Pisa e Firenze
1 MINUTI DI LETTURA
FIRENZE. Il trucco consisteva nel cambiare le etichette all'abbigliamento proveniente dalla Cina in modo tale da farlo risultare italiano tramite un cartellino dal contenuto inequivocabile: "Fabbricato in Italia - Questo capo stato prodotto interamente in Italia".
È quanto ha scoperto la guardia di Finanza grazie a un'indagine, battezzata "Wonderland" che, partita da un negozio di Lugo di Romagna, nel Ravennate, ha portato nei giorni scorsi al sequestro di circa 13mila capi e di 15mila cartellini in seguito a perquisizioni disposte dalla Procura di Bologna.
Le verifiche delle Fiamme Gialle ravennati avevano portato in prima battuta nella primavera scorsa a individuare una rete formata da 14 punti vendita distribuiti tra Lugo, Bologna, Genova, Firenze, Treviso, Pisa e Lucca gestita da tre cittadini di origine cinese tutti residenti nel capoluogo emiliano.
Le successive perquisizioni ad aprile avevano permesso il sequestro di 2.500 capi di abbigliamento e di oltre 100mila cartellini che attestavano il falso made in Italy. In seguito - secondo quanto riferito dalla Finanza in una nota - gli indagati avevano aperto un nuovo punto vendita a Jesolo (Venezia) e avevano costituito una nuova società peraltro mettendo in liquidazione una delle aziende finite nel mirino degli inquirenti. Ed a questo punto che si sono innestate le pi recenti perquisizioni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
