Sicurezza
Emergenza incendi, l'appello della Maremma: "Ora intervenga l’Esercito"
In Toscana in 7 mesi sono bruciati 2500 ettari. La Maremma l'area più colpita e ora i sindaci chiedono aiuto per difendere i cittadini
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GROSSETO. L’Esercito per fermare i piromani. La linea dura per salvaguardare il patrimonio paesaggistico toscano e tutelare le città. La richiesta arriva dalla Maremma, il territorio più martoriato dai roghi. Basta guardare i numeri (ancora da elaborare) degli ultimi sei mesi e mezzo per capire che siamo in piena emergenza: da gennaio a ieri sono bruciati 1292 ettari di bosco, 280 di campi e 1000 di sterpaglie, per un totale di 1682 interventi di cui 1400 solo da giugno. E pensare che in tutto il 2016 gli interventi sono stati 1600. Tutto questo in un clima di prolungata siccità. «È come stare in un pagliaio», dice Luca Torrini, vice dirigente presso la direzione regionale dei vigili del fuoco insieme a Paolo Carraresi. E le ferite lasciate sulle colline si vedono. Eccome. Alzare lo sguardo, dal lettino o dal mare, mentre si fa il bagno, e vedere la rigogliosa macchia mediterranea.
Dalle spiagge della Maremma o dalle calette dell’Elba. Una delle visioni più belle delle vacanze toscane. Ma la serie infinita di incendi sta distruggendo la macchia mediterranea e i boschi a ritmi vertiginosi. Non solo: le fiamme che irrompono nelle città, distruggono le auto e sfiorano le case. Tanto da spingere il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, a vietare da oggi l’ingresso nella pineta di Marina di Grosseto e di Principina. E lunedì 17 è stata un’altra giornata di fuoco (altre auto a fuoco a Marina di Grosseto): settanta interventi dei vigili del fuoco e della protezione civile per incendi, che si sommano ai 133 del giorno (e della notte) precedente. Un lavoro immane: uomini stremati, mezzi consumati. Allerta massima. E tanta paura.
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VOGLIAMO L’ESERCITO
«Il nostro paesaggio è compromesso. Ora al posto del verde ci sono macchie scure. Ma faremo di tutto per trovare una soluzione». È un caterpillar Giancarlo Farnetani, sindaco di Castiglione della Pescaia. In pochi giorni la sua città ha perso 150 ettari di vegetazione. Per difendere il territorio, il primo cittadino maremmano, insieme con i colleghi sindaci di Grosseto e Capalbio, Vivarelli Colonna e Luigi Bellumori, chiede al governo l’intervento dell’Esercito. «Dietro questi incendi – è la denuncia di Vivarelli Colonna – c’è un disegno preciso, una volontà organizzata di dolo. Si vuole colpire la Maremma, ci sono troppe coincidenze strane». Una preoccupazione condivisa da Bellumori: «O ad agire è uno squilibrato oppure c’è un piano criminoso per colpire il nostro turismo. Capalbio fuori stagione è una città di 4100 abitanti, ma adesso tutte le strutture e le seconde case sono piene: ci sono decine di migliaia di persone». Come si fa a ripristinare la vegetazione andata in fiamme? Per ora la priorità è fare la bonifica: «Bisogna tagliare i rami bruciati – dice Farnetani – e portare via il legno non ancora del tutto devastato. La seconda fase, quella del rimboschimento, dovrà invece essere studiata dai tecnici». Poi la riflessione più amara: «La serenità che avevo fino a ieri alle 10 (domenica, ndr) – dice Bellumori – non ce l’ho più. A Capalbio noi presidiamo, ma con difficoltà: abbiamo 120 km di strade, a cui si aggiungono le provinciali. Da soli non ce la facciamo».
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UN ALTRO GIORNO DI ROGHI
Il dibattito sull’opportunità di far intervenire le forze armate è aperto e coinvolge un po’ tutta la regione. Il bollettino del resto è da guerra: ieri sei/sette incendi hanno colpito la Maremma, di cui il più grosso di nuovo a Fiumara, tra Marina di Grosseto e Castiglione, con sei auto a fuoco. Fiamme anche nella stessa Castiglione. A fuoco Volterra, con centinaia di ettari di verde in fumo, e almeno quindici edifici evacuati tra abitazioni e strutture ricettive. Un rogo che si è sviluppato intorno all’ora di pranzo lungo la strada regionale 68 in direzione di Colle val d’Elsa (Siena). Grande la preoccupazione del sindaco Marco Buselli: «Spero che vengano presto trovati eventuali responsabili». Ci sarebbe infatti l’ombra dei piromani: dei cittadini avrebbero segnalato un’auto sospetta con due persone a bordo ai carabinieri, che ora stanno indagando.
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Ancora incendi ieri a Santa Maria a Monte nel Pisano, già provata domenica. Poi vegetazione in fiamme sulla collina a sud est di Firenze. Vigili del fuoco e protezione civile impegnati ancora a Fognano, nel comune di Montale (Pistoia): lì le fiamme hanno attaccato le chiome degli alberi. Situazione ancora difficile anche a Piancastagnaio (Siena, sul Monte Amiata), dove il grosso incendio scoppiato venerdì, ieri pomeriggio non era ancora stato del tutto spento. E poi un intervento, anche dell’elicottero regionale, a Porto Azzurro all’Elba. Sull’isola in due giorni sono bruciati sei ettari: 5 a San Piero e uno ieri vicino al carcere.
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7-8 PERSONE NEL MIRINO
Sui vari incendi che stanno devastando la regione stanno indagando i carabinieri forestali, coordinati dal comandante Maurizio Folliero: «Abbiamo individuato alcune persone, che stiamo monitorando, che potrebbero aver appiccato i fuochi sia con dolo sia con colpa». Secondo quanto trapelato, mentre nella zona di Grosseto e nel Pisano in azione potrebbero esserci dei piromani, a Montale e Piancastagnaio sembra più probabile che il fuoco sia stato originato da roghi incauti.
L’APPELLO: NO FUOCHI
«Buttate via gli accendini: non appiccate fuochi. E attenzione alle lavorazioni sui terreni: è vietato e ne va della nostra sicurezza». L’appello viene dai vigili del fuoco e dalla stessa forestale.
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