Gioco
Oscar green, ecco i giovani che hanno investito nelle aziende agricole
Dal miele della Maremma alla riscoperta dei "testaroli" cucinati con un grano antico: ecco tutte le imprese premiate
FIRENZE. Giovani e agricoltura, è il connubio su cui punta il concorso Oscar Green giunto alla sua undicesima edizione, promosso da Coldiretti Giovani Impresa, che in tutti questi anni ha cercato di dare visibilità a tutti quei ragazzi che hanno costruito con spirito di sacrificio realtà imprenditoriali diventate parte dell’eccellenza italiana.
A contendersi l’ambito trofeo 67 candidati provenienti da tutta la regione con idee innovative ed imprese di successo suddivisi nelle 6 categorie in concorso: Agri-You, Campagna Amica, Crea, Fare Rete, Impresa 2.Terra e We Green.
“Nello spirito del concorso, sono state premiate quelle idee imprenditoriali che hanno saputo maggiormente coniugare tradizione e innovazione, con un occhio di riguardo riservato ai progetti che hanno come obiettivo la tutela e l’arricchimento del nostro territorio – ha detto Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana – sinonimo di quel Made in Italy, noto in tutto il mondo e che proprio in questi giorni viene messo a rischio da accordi sciagurati come quello UE-Canada, noto come CETA, rispetto al quale stiamo svolgendo anche in Toscana una capillare azione di sensibilizzazione che porti ad un convinto STOP”.
I VINCITORI DEGLI OSCAR GREEN TOSCANA 2017
PER LA CATEGORIA “AGRI-YOU” LA “COOPERATIVA ARISTOTELE” di Campagnatico (GR)
Dal mondo delle api nuova energia per le persone. Questo il senso che ha portato un gruppo di disabili e non solo a dare vita nel 2006 alla Cooperativa Aristotele di Campagnatico (Gr), una Onlus, fortemente radicata nel territorio con una spiccata vocazione sociale. Nel 2010, il grande balzo con una nuova sede per la lavorazione di miele, polline e pappa reale. E poi via a portare i frutti del lavoro nei mercatini e nella maggior parte dei negozi tipici della Maremma.
PER LA CATEGORIA “CAMPAGNA AMICA“ L’IMPRESA AGRICOLA “TESTAROLANDO“ di Pontremoli (MS)
Hanno riscoperto i Testaroli, tipico piatto della Lunigiana, secondo alcuni risalente alla tradizione dell’antica Roma. Utilizzano la farina del grano coltivato in azienda o da filiere corte. Con un ambizioso progetto Slow Food hanno recuperato un tipico grano antico chiamato “Ventitré”, una varietà rustica ed autoctona, che nel tempo è stata soppiantata da grani più produttivi. Il rustico grano “Ventitré” viene curato e mantenuto sano dall’amorevole cura dei contadini della valle dove tradizione ed innovazione hanno trovato il loro equilibrio.
PER LA CATEGORIA “CREA“ LA “COPERATIVA SEMIA“ di Montemassi (GR)
Il legame con il territorio e la qualità di prodotti sicuri e genuini, sono ormai un cavallo di battaglia del marketing ortofrutticolo. Con queste basi la Cooperativa Semia di Montemassi (Gr) ha sviluppato il progetto "Maremma che...®patata", puntando sull'origine di prodotti a Km 0, garantendo al consumatore la provenienza di ciò che acquista. Rispettando l'antica tradizione contadina e grazie all'energia e la fantasia della giovane Cooperativa è nato un nuovo ed esclusivo progetto: "l'AGRICHIPS ", la prima patatina fritta coltivata con cura e rispetto per l'ambiente e trasformata direttamente dalla Cooperativa.
PER LA CATEGORIA “FARE RETE“ L’IMPRESA AGRICOLA “MICHELE SATTA S.S.“ di Castagneto Carducci (LI)
PapilBò: quando la natura incontra l’eleganza. Il vino di Bolgheri adesso lo si può anche indossare. Nata dall’idea di due amici, Giacomo Satta, figlio d’arte nel mondo del vino, ma lui stesso impegnato in prima persona nella cantina di famiglia e Federico Socci, ottimo artigiano. Creano papillon utilizzando legni pregiati: barriques, olivo e cipressi di Bolgheri Non è solo un papillon, ma è un viaggio tra gusto, visione e sapori. Ogni papillon viene fatto e creato a mano in modo da garantire al cliente un prodotto unico e dal design originale targato Made in Tuscany. Un papillon diVino.
PER LA CATEGORIA “IMPRESA 2 TERRA“ LA “COOPERATIVA AGRICOLA LA DIANA“ di Isola d’Arbia (SI)
La Diana è una Cooperativa Agricola che gestisce a Isola d’Arbia (Si) il primo birrificio agricolo, tanto legato al territorio da utilizzare per le proprie birre orzi distici coltivati nella zona. Dal 2016 una nuova ricetta prevede l'utilizzo del fagiolo zolfino della Penna. Questa ricetta si rifà allo stile Saison di origine belga dal quale trae spunto per il lievito utilizzato e per l’impiego di prodotti stagionali, come il termine stesso "saison" fa intuire. A seguito di un ammostamento particolare il fagiolo zolfino dona a questa birra bionda, dal discreto grado alcolico, un corpo importante.
PER LA CATEGORIA “WE-GREEN“ L’IMPRESA AGRICOLA “MAESTA' DELLA FORMICA SOCIETA' AGRICOLA S.S.“ di Careggine (LU)
Producono composte, confetture di frutta sciroppi, gelèe, mostarde, canditi, sott'oli, creme spalmabili a partire da tutto ciò che di bello e vero il territorio offre. Siamo a Careggine nello splendido contesto del Parco delle Alpi Apuane. Le specialità più originali sono le confetture di susina selvatica e fiori di sambuco, di pesca dal sangue ed elicrisio, di sambuco, di mela lugliese ed abete, di pera e fieno, spalmabile alla nocciola selvatica e latte d'alpeggio, dulche de leche di latte d'alpeggio e molto altro. Un festival di sapori ed odori che dalle Apuane allieta le tavole di molti.
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