Il Tirreno

Toscana

In mezzo al fumo, poi quel cielo tinto di rosso 

di Giovanna Mezzana
In mezzo al fumo, poi quel cielo tinto di rosso 

Un’atmosfera surreale, i turisti fuggono dalla spiaggia. E un giovane chiede: «Chi ce l’ha con noi?» 

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. È l’ora di pranzo e il cielo sopra Roccamare – una delle pinete più belle della Maremma – si tinge di rosso. Compare il fumo – tanto fumo – e i turisti lasciano la spiaggia. La polizia municipale blocca il traffico: se vuoi uscire dal centro di Castiglione della Pescaia con l’auto e andare verso Punta Ala, adesso non puoi più farlo. All’ora di cena c’è il resoconto dei vigili del fuoco: sono andati in fumo 160 ettari di boschi e pinete in una delle zone più suggestive della costa maremmana.

È martedì 4 luglio, sono le 17. Siamo lungo il viale – tutto pini – che corre da Castiglione a Follonica. È deserto come se fosse un martedì di novembre. Sopra di noi c’è il ronzio dei canadair. Passa un giovane in bicicletta: lo fermiamo. È Matteo Savonarola, che ha un’edicola a Riva del Sole, villaggio turistico della costa castiglionese. «Quello che so è quello che ho visto – dice – Il fumo che arrivava da direzioni opposte e confondeva le idee, il fuggi-fuggi dei turisti dalla spiaggia intorno alle 14. Niente panico, ma perché ci sono tanti vacanzieri del Nord Europa e loro hanno self-control. L’atmosfera però era surreale». Riflette Matteo: «Ma che sono questi incendi? Ce l’hanno con noi? Se non lavoriamo in questi mesi, coi turisti, quando dovremmo farlo?» . Gli sembra una congiura: era ancora vivo il ricordo della pineta di Roccamare che brucia – sabato 1° luglio, 5 ettari in cenere – ed è successo di nuovo.

Entriamo in una delle stradine che dal viale alberato porta al mare. Qui non c’è odore di fumo, forse grazie alla brezza di mare. E se non fosse per i canadair, sembrerebbe un pomeriggio estivo qualunque. Incontriamo Adolfo Muti con la moglie Maria Grazia: loro abitano a Valle della Cannucce, una collinetta ridisegnata a piccoli condomini e residence, a un tiro di schioppo rispetto a dove siamo. Passeggiano da due ore, da quando la polizia municipale li ha invitati a lasciare la loro casa: «a titolo precauzionale». Sono stanchi e accaldati. «Ho visto le lingue di fuoco dal terrazzo – dice Adolfo – Poi ci hanno consigliato di uscire. Sono tornato una mezz’ora fa a dare un’occhiata ma c’è troppo fumo, non si può respirare». E Maria Grazia tossisce.

Parliamo coi vigili del fuoco all’unità di crisi allestita poco distante dagli impianti sportivi di Casa Mora: tutti gli sforzi sono rivolti a salvare il più possibile del patrimonio di macchia mediterranea minacciato dal fuoco, ma anche a rassicurare i turisti. Perché Castiglione vive di turismo. Lo sanno bene al residence Sole Maremma, a Valle delle Cannucce, dove c’era un centinaio di ospiti – tedeschi, francesi e italiani – quando è stato consigliato di farli allontanare. «Il fumo ci ha un po’ affumicato – dice il direttore Mauro Bertini – ma i turisti non si sono spaventati. Abbiamo suggerito a tutti di lasciare la struttura e di dirigersi verso il mare: per non caricarli di stress».

Lasciamo Valle delle Cannucce e ci spostiamo verso il fronte dell’incendio. Saliamo al Villaggio Le Vele, una porzione di bosco-pineta sulla curva prima del bivio per Rocchette e Roccamare. Qua e là spuntano bungalow: sotto i portici, ciabattine da mare, costumi appoggiati alle ringhiere, tovaglie sulla tavola allestita all’aperto. Non c’è nessuno. Qui le fiamme si sono avvicinate pericolosamente. Dalla boscaglia spunta il sindaco Giancarlo Farnetani: è coi vigili del fuoco. È sudato e teso: lui, che ha sempre la battuta pronta, è senza parole. Lasciamo Castiglione alle 20 quando l’incendio è sotto controllo. E per mettere in cassaforte il grande patrimonio che la Maremma possiede a Grosseto c’è chi – contro i piromani – chiede l’esercito.



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