Sicurezza
ai mondiali master di basket a montecatini
I nonni-ragazzini la sfida di Claudio e di quelli senza età
MONTECATINI TERME. Rincorrono la palla come dei ragazzini appena usciti da scuola; ma potrebbero essere i loro nonni. Fa caldo al Palabrizzi di Margine Coperta: Claudio si toglie la maglia, ne...
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MONTECATINI TERME. Rincorrono la palla come dei ragazzini appena usciti da scuola; ma potrebbero essere i loro nonni. Fa caldo al Palabrizzi di Margine Coperta: Claudio si toglie la maglia, ne indossa una rossa. Poi la ributta sul parquet. Lui, insieme ai compagni di squadra, è stato convocato da coach Tonino Zorzi per i Mondiali master di basket che in questi giorni si svolgono a Montecatini Terme. Fanno parte dell’Italbasket over 70, la più anziana delle nostre Nazionali: sono l’immagine di un’età che avanza senza la paura di fermarsi e con la voglia di inseguire i successi sportivi e non solo.
L’allenamento comincia. Claudio Cavallini, classe 1947, fa subito due canestri. È livornese, giocava nella Libertas, poi in Serie A ha girato l’Italia: non è certo il primo che passa. Rifiata, si ferma. Dopo le partite contro l’Uruguay e il Cile, sabato e domenica scorsi, non ne poteva più. Era stanco morto. «Non ce la facevo nemmeno a pigiare la frizione», dice con una battuta. Così, l’inizio della settimana, l’ha passato sdraiato su un lettino a Tirrenia. Di fronte al mare, con i figli piccoli. Sì, i figli: hanno 11, cinque e due anni e mezzo. Lui, la parola “vecchiaia”, non sa neanche cosa sia. «Ho 70 anni, ma continuo a lavorare come ortopedico a Torino – spiega – e ora sono in ferie. Mica in pensione...». Da qualche anno a questa parte, insieme alla moglie di 40 anni, si è ritrovato a fare castelli di sabbia. E ad accudire i suoi bambini. «Sono la mia forza – dice – e per stare al loro ritmo devo essere sempre in forma. Proprio stamani (ieri per chi legge ndr) mentre eravamo al mare, il più grande mi ha detto: “Babbo, andiamo dai Bagni Fiorella ai Bagni Lido?”. Avremo nuotato un chilometro...».
L’allenamento prosegue fra corse e canestri. I “Maturi baskettari” – come amano chiamarsi su Facebook – non mollano mai. Alle 8 di stamani c’è la semifinale contro gli Stati Uniti. Sono i più forti.
«Una medaglia ce l’abbiamo già», dice soddisfatto Mario Natucci, che con la sua caparbietà ha radunato gli ex cestisti per dar vita alla selezione azzurra. Ma l’imperativo è vincere.
Giancarlo Ceper, un passato nelle giovanili che contano e tanta voglia di continuare a stupire, si prende una pausa fra un tiro libero e l’altro. «Fino a sei mesi fa giocavo a tennis ed erano quarantadue anni che non vedevo il parquet – racconta – poi ho iniziato a prepararmi per Montecatini. Il segreto? Non c’è: mangio di tutto, senza esagerare. Del resto mia moglie cucina divinamente. Negli ultimi 4-5 anni ho solo ridotto il consumo di carne. Nient’altro». Una vita regolare, una colazione nutriente: Claudio Turra, che da giovane ha militato in A con il Gorizia, saluta la giornata con cappuccino, pane burro e marmellata, yogurt e «a volte cereali». E a giudicare da come corre sono benzina per le sue gambe. Ha 76 anni, è fra i più anziani in campo, ma guai a pronunciare quella parola. «Se fossimo riusciti a fare la Nazionale over 75 – racconta – avrei giocato con loro. Qui hanno 70 anni. Sono tutti giovani». «Ma sotto gli 800 gradi Fahrenheit» del Palabrizzi – come dice simpaticamente Turra – non sfigura affatto. E inanella canestro su canestro. Alla faccia dei 76 anni. (s.t.)
@taglions. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’allenamento comincia. Claudio Cavallini, classe 1947, fa subito due canestri. È livornese, giocava nella Libertas, poi in Serie A ha girato l’Italia: non è certo il primo che passa. Rifiata, si ferma. Dopo le partite contro l’Uruguay e il Cile, sabato e domenica scorsi, non ne poteva più. Era stanco morto. «Non ce la facevo nemmeno a pigiare la frizione», dice con una battuta. Così, l’inizio della settimana, l’ha passato sdraiato su un lettino a Tirrenia. Di fronte al mare, con i figli piccoli. Sì, i figli: hanno 11, cinque e due anni e mezzo. Lui, la parola “vecchiaia”, non sa neanche cosa sia. «Ho 70 anni, ma continuo a lavorare come ortopedico a Torino – spiega – e ora sono in ferie. Mica in pensione...». Da qualche anno a questa parte, insieme alla moglie di 40 anni, si è ritrovato a fare castelli di sabbia. E ad accudire i suoi bambini. «Sono la mia forza – dice – e per stare al loro ritmo devo essere sempre in forma. Proprio stamani (ieri per chi legge ndr) mentre eravamo al mare, il più grande mi ha detto: “Babbo, andiamo dai Bagni Fiorella ai Bagni Lido?”. Avremo nuotato un chilometro...».
L’allenamento prosegue fra corse e canestri. I “Maturi baskettari” – come amano chiamarsi su Facebook – non mollano mai. Alle 8 di stamani c’è la semifinale contro gli Stati Uniti. Sono i più forti.
«Una medaglia ce l’abbiamo già», dice soddisfatto Mario Natucci, che con la sua caparbietà ha radunato gli ex cestisti per dar vita alla selezione azzurra. Ma l’imperativo è vincere.
Giancarlo Ceper, un passato nelle giovanili che contano e tanta voglia di continuare a stupire, si prende una pausa fra un tiro libero e l’altro. «Fino a sei mesi fa giocavo a tennis ed erano quarantadue anni che non vedevo il parquet – racconta – poi ho iniziato a prepararmi per Montecatini. Il segreto? Non c’è: mangio di tutto, senza esagerare. Del resto mia moglie cucina divinamente. Negli ultimi 4-5 anni ho solo ridotto il consumo di carne. Nient’altro». Una vita regolare, una colazione nutriente: Claudio Turra, che da giovane ha militato in A con il Gorizia, saluta la giornata con cappuccino, pane burro e marmellata, yogurt e «a volte cereali». E a giudicare da come corre sono benzina per le sue gambe. Ha 76 anni, è fra i più anziani in campo, ma guai a pronunciare quella parola. «Se fossimo riusciti a fare la Nazionale over 75 – racconta – avrei giocato con loro. Qui hanno 70 anni. Sono tutti giovani». «Ma sotto gli 800 gradi Fahrenheit» del Palabrizzi – come dice simpaticamente Turra – non sfigura affatto. E inanella canestro su canestro. Alla faccia dei 76 anni. (s.t.)
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