Attenzione
Più braccialetti elettronici, ma non per salvare le donne
L’impegno c’è. La garanzia no. Aumenteranno - triplicheranno - i braccialetti elettronici per il monitoraggio a distanza degli indagati, ma non ci sono assicurazioni che verranno impiegati anche per prevenire la violenza contro le donne
L’impegno c’è. La garanzia no. Aumenteranno - triplicheranno - i braccialetti elettronici per il monitoraggio a distanza degli indagati, ma non ci sono assicurazioni che verranno impiegati anche per prevenire la violenza contro le donne.
MILLE ATTIVAZIONI MENSILI
Non sono ipotesi. Sono le condizioni del capitolato della gara a normativa europea che il 27 giugno il Viminale ha assegnato (in via provvisoria) a uno dei tre partecipanti all’appalto da circa 45 milioni (al lordo del ribasso d’asta). Le regole scritte nel bando sono chiare: il ministero dell’Interno non acquista neppure un braccialetto elettronico, ma si impegna ad acquistare un “servizio chiavi in mano”. E cioè una fornitura, 27.000 “attivazioni” di braccialetti elettronici, anche dotati di Gps (di proprietà della società che si aggiudica la gara). Queste attivazioni devono essere spalmate in 27 mesi, per una media di 1000 attivazioni mensili da liquidare a consuntivo bimestrale e a “consumazione”. Se si attivano, insomma, lo Stato paga l’utilizzo dei braccialetti elettronici, altrimenti no. Quindi, si cancella l’opzione annunciata mesi fa che lo Stato acquisti 12mila braccialetti elettronici con una quota destinata al controllo dei violenti e dei molestatori.
NON SI USANO PER IL DIVIETO DI AVVICINAMENTO
Se ci sarà una quota anti-stalker e in quale percentuale, sarà l’Autorità giudiziaria a deciderlo. La fornitura iniziale, dunque, sarà “generica”. Braccialetti elettronici per «soggetti sottoposti a misure alternative alla detenzione (detenzione domiciliare) o misure cautelari (arresti domiciliari, allontanamento dalla casa familiare)». In questa dizione usata dal bando di gara, lo Stato ammette quello che Il Tirreno denuncia da mesi, grazie alla segnalazione di alcune giuriste dell’università di Pisa, una fra tutte Valentina Bonini: che il braccialetto elettronico anti-stalker non si può usare nei casi di divieto di avvicinamento del molestatore o del violento alla vittima. Perché il codice non lo consente.
AUMENTA LA DISPONIBILITÀ
Tuttavia, non si può ignorare una buona notizia con questa gara d’appalto. La buona notizia è che, con la nuova fornitura, le attivazioni dei braccialetti elettronici aumenteranno (in caso di necessità). Il ministero, attraverso le forze dell’ordine, potrà richieste (su ordine di un magistrato) l’attivazione di 1000 braccialetti elettronici al mese per la vigilanza di indagati o imputati. Stando ai dati forniti da Telecom (attuale appaltatore del servizio in Italia), dal 2013 a oggi, le attivazioni - anzi le “installazioni” dei braccialetti elettronici - sono state assai meno: si è passati da una media-mese di circa 310 dispositivi fra dicembre 2013 e novembre 2014 a una media di 232 dispositivi dell’anno successivo. Con la nuova gara, dunque, la disponibilità potrebbe addirittura quadruplicare, in base all’anno preso a riferimento.
NIENTE QUOTA DI BRACCIALI SALVA-VITA
La cattiva notizia, però, è che non ci sono garanzie che in questo nuovo appalto ci sia una “quota” per i braccialetti salva-vita per le donne vittime di violenza. E quindi potrebbe non cambiare nulla rispetto a quello che è successo finora in Italia, malgrado la misura cautelare a tutela delle donne sia prevista nel codice di procedura penale dal 2013, da quando è stata approvata la legge contro il femminicidio e recepita la convenzione di Instanbul.
Dal 2015 a oggi, il ministero dell’Interno ha pagato (e continua a pagare) a Telecom un aggio per l’attivazione (potenziale) di 20 braccialetti elettronici anti-stalker che, in gergo tecnico viene chiamato “tracciato di prossimità”. Il Tirreno da mesi denuncia che in Italia è stato attivato un solo dispositivo e a titolo sperimentale per un mese (a gennaio 2017) a tutela delle donne. Fino ad allora, non è stato attivato neppure un braccialetto anti-stalker: venti dispositivi lasciati ad ammuffire. Il ministero, in sede di gara, chiamato a rispondere a un quesito specifico da parte di uno dei tre soggetti intenzionati a presentare un’offerta, conferma la denuncia del nostro giornale.
FINO AL 2017 ATTIVAZIONI ZERO PER LE DONNE
Il quesito n. 39 è il seguente: «Dal momento che lo scenario "Tracciamento di prossimità" richiede, per singolo caso, l'impiego di un numero doppio di dispositivi (uno per l’indagato e uno per la vittima, ndr), si chiede di poter avere una stima del numero di attivazioni previste mensilmente per questo scenario specifico». La risposta tecnica è inequivocabile: «L’autorità giudiziaria nel corso del servizio di monitoraggio in essere, non ha richiesto l’attivazione di alcun dispositivo per lo scenario relativo al “tracciamento di prossimità” mentre ha richiesto l’attivazione solo di poche unità di dispositivi dotati di Gps. Ciò premesso, non è possibile fornire stime relative al numero di attivazioni previste mensilmente per gli scenari descritti nel capitolato». Né al numero né alla tipologia.
Diciamo, quindi, che la gara serve per assicurare allo Stato la possibilità di accedere ai braccialetti elettronici. Ed è formulata (giustamente) in modo che si paghi solo ciò che si attivi. Con la possibilità prevista anche che, una volta scaduta la fornitura, se ci sono braccialetti elettronici attivati (ma di proprietà della società aggiudicatrice) vengano passati con una clausola specifica a chi subentrerà nella gestione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
