Il Tirreno

Toscana

«Il sistema rifiuti è a rischio» 

di Cinzia Chiappini
«Il sistema rifiuti è a rischio» 

L’avvertimento di De Girolamo (Cispel): in arrivo balzello da cento milioni di euro

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FIRENZE. Ottanta milioni di euro all’anno per smaltire fuori regione i rifiuti organici, in una spesa che potrebbe essere dimezzata se gestita in Toscana. Altri 20 milioni di euro per il trattamento dei fanghi in agricoltura i cui costi sono quadruplicati in poco tempo. Un annunciato aumento “milionario” della Tari, innescato dagli oneri legati alla raccolta e al trasporto di rifiuti abbandonati da parte dei gestori urbani e, ancora, il raddoppio delle spese per lo smaltimento dei rifiuti speciali causato dalla chiusura della discarica di Pistoia, una delle poche specializzate nella regione. È un balzello da oltre 100 milioni di euro all’anno quello che si preannuncia per i servizi di gestione dei rifiuti in Toscana.

A lanciare l’allarme è stato Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana in occasione dell’assemblea annuale dell’associazione, che si è tenuta ieri a Firenze. Il presidente ha parlato apertamente di un «sistema a rischio», reso precario da criticità quali la chiusura della discarica di Montespertoli, il sequestro di quella di Pistoia, la mancata costruzione dell’impianto di Pontassieve e della terza linea di lavorazione dei rifiuti nell’inceneritore di Livorno, il blocco a Scarlino e il possibile stop alle attività di Ospedaletto (Pisa), senza trascurare gli intoppi legali e burocratici che tengono in stand-by il termovalorizzatore di Firenze e la discarica di Rosignano. A questo si somma il mancato recupero di 130mila tonnellate di fanghi in agricoltura imposto da un’indagine della magistratura e la carenza di impianti di compostaggio e digestione anaerobica della frazione organica. Ma c’è di più. Secondo De Girolamo il quadro è aggravato dal ritardo nell’aggiornamento del Piano regionale di gestione, scaduto a novembre 2016: «Il sistema non ha trovato una corretta pianificazione regionale», ha detto il presidente di Cispel davanti all’assemblea.

Un’accusa immediatamente respinta dall’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni: «Siamo in ritardo sul piano rispetto alla scadenza di legge, ma non è vero che non esiste la pianificazione in materia di rifiuti. C’è, è molto puntuale e prevede tutti gli impianti necessari a gestire i flussi attuali». Fratoni ha garantito che la Regione «procederà con l’aggiornamento del piano» e che «sta gestendo i flussi con un presidio quotidiano». Quello che manca davvero, secondo l’assessore, è semmai un Ato unico per i Rifiuti, perché la loro gestione «non spetta alla Regione, ma all’autorità di regolazione che in questa fase è divisa su 3 ambiti poco strutturati e con pochi dipendenti, ai quali va tutta la mia solidarietà».

Scambi di accuse a parte, dunque, c’è un punto su cui Regione Toscana e Cispel concordano, e cioè la necessità di un unico Ato dei rifiuti. Un argomento da cui ripartire per provare a superare le difficoltà ed evitare i rincari delle tariffe.

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