Il Tirreno

Toscana

La strage di Viareggio

«Questa tragedia si poteva e si doveva evitare» I treni fischiano a Viareggio in ricordo delle vittime

di Donatella Francesconi
«Questa tragedia si poteva e si doveva evitare»  I treni fischiano a Viareggio in ricordo delle vittime

Il ministro dei Trasporti scrive una lettera ai familiari delle vittime del treno. Nell’ottavo anniversario dell’incidente, per la prima volta lo Stato fa ammenda

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VIAREGGIO. Come un vento improvviso, che scaraventa in mezzo alle fiamme lungo i binari di via Ponchielli otto anni fa, le parole del ministro dei trasporti Graziano Delrio. Alla vigilia dell’ottavo anniversario del disastro ferroviario di Viareggio, 29 giugno 2009, 32 vittime, la lettera a Marco Piagentini, presidente dell’associazione che riunisce i familiari delle vittime: «Il trasporto ferroviario diventa un mostro quando si tramuta in tragedie come queste. Tragedie che potevano e debbono essere evitate». Tragedie «che ci portano ogni giorno a misure di rafforzamento della sicurezza per i passeggeri e le città attraversate».

Otto anni dopo l’inferno di Gpl e fuoco, dopo il deragliamento di un treno merci che Trenitalia portava da Trecate (Novara) a Gricignano (Caserta) utilizzando cisterne noleggiate dalla tedesca Gatx. Parole nuove, quando è ancora aperta la ferita delle ferite: lo Stato, con il Governo di Enrico Letta, che non si costituisce parte civile nel processo per la strage di Viareggio, a fianco dei familiari di chi non c’è più, ma anche di Comune di Viareggio, Provincia di Lucca e Regione Toscana. Otto anni dopo. Quando di disastri ferroviari, e di morti, se ne sono contati altri. Come ricorda lo stesso Delrio. Il 12 luglio ricorre il primo anniversario dello scontro tra due treni della società privata Ferrotramaviaria, in Puglia: 23 morti e 50 feriti. Ed è di qualche giorno fa appena un altro incidente, ancora in Puglia (Lecce), da 15 feriti. Un quadro al quale si aggiunge Bressanone (Bolzano), nell’aprile scorso, due morti e tre feriti gravi tra coloro al lavoro sulla linea.

«Il 29 giugno 2009, così come il 12 luglio 2016 sono date impresse nella nostra memoria e nella storia del nostro Paese», scrive il ministro che era stato invitato all’ottavo anniversario della strage di Viareggio, ma non potrà essere presente. «Niente è più come prima», continua Delrio: «Come ha detto Viareggio, come dicono le comunità pugliesi e come anch’io penso».

Una presa di posizione importante, è il primo commento del presidente dell’associazione dei familiari delle vittime di Viareggio, “Il mondo che vorrei”: «Da qui può partire il confronto che da tempo chiediamo all’Agenzia nazionale per la sicurezza oggi diretta da Amedeo Gargiulo, confronto che non riusciamo ad ottenere», dichiara Marco Piagentini. L’uomo che ha «il sole per nemico», dopo le gravissime ustioni subite quella notte maledetta che gli ha strappato la moglie, Stefania Maccioni, ed i figli piccolissimi Luca e Lorenzo. Un confronto che, alla luce delle parole arrivate ieri, i familiari dei morti di Viareggio chiedono di aprire direttamente al ministero.

Ricordando che se è vero che «niente è stato più come prima» dopo la notte del fuoco e della morte dentro case che avrebbero dovuto proteggere, qualcosa che non è cambiato, invece, c’è: la considerazione mai negata dalla politica a Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Fs nel 2009, condannato a 7 anni, in primo grado dal Tribunale di Lucca in qualità di ex ad di Rete ferroviaria italiana proprio per il disastro ferroviario. Moretti fu nominato cavaliere del lavoro a meno di un anno dalla strage, poi promosso ad amministratore delegato di Leonardo Finmeccanica, ed è stato invitato, pochi giorni fa, alle celebrazioni per i 110 anni di quella Polfer che le indagini sul disastro del 29 giugno 2009 ha condotto nel complesso lavoro cui l’ha delegata la Procura di Lucca (pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino). Un Moretti al quale la principale azienda di Stato intende elargire «un’indennità compensativa risarcitoria di 9,26 milioni a cui si sono aggiunti ulteriori 180.000 euro a fronte di “rinunce specifiche nell’ambito della risoluzione del rapporto”» come ricorda Stefano Baccelli, oggi consigliere regionale del Pd e presidente della commissione trasporti e infrastrutture, ma nel 2009 presidente della Provincia di Lucca.

Accertare la legittimità e sindacare l’opportunità di simili trattamenti economici da parte di società strategicamente rilevanti per il Paese al momento dello scioglimento del rapporto di lavoro è l’obiettivo di una mozione presentata proprio di Baccelli, che impegna la Giunta regionale ad attivarsi sulla questione, «con un confronto specifico in Conferenza Stato-Regioni». Mozione approvata ieri, all’unanimità, dal consiglio regionale. I criteri di calcolo, sottolinea il consigliere, «di questa stupefacente liquidazione sono stati adottati con un atto evidentemente ad personam. Vogliamo sia fatta piena luce sulla procedura adottata e che sia inequivocabilmente censurata l’evidente inopportunità che una società strategica per il Paese abbia proceduto ad un esborso inaccettabile e sconcertante».

Giovedì 29 sera alle 21 Viareggio sfila ancora una volta a fianco dei familiari delle sue vittime innocenti da via Ponchielli. Ottavo anniversario, il primo con una sentenza in mano, dritti verso l’appello. Per arrivare al quale - lo gridano i familiari - «ancor di più abbiamo bisogno di aver vicino tutti come sempre è stato».

Intanto nella mattina di giovedì,  i treni in transito nella stazione di Viareggio hanno fischiato, come espressione di ricordo e cordoglio, e lo faranno fino a sera, quando verranno letti i nomi delle 32 vittime innocenti, nel piazzale di largo Risorgimento al termine del corteo organizzato per mantenere vivo il ricordo di quella notte.


 

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