Il Tirreno

Toscana

La Toscana chiede la legge al Parlamento 

di Ilaria Bonuccelli
La Toscana chiede la legge al Parlamento 

La Regione approva la mozione per estendere la tutela a tutti i numeri, sia fissi che mobili

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FIRENZE. Non c’è voluto molto per il voto, all’unanimità. In consiglio regionale si sono trovati tutti d’accordo, con il Pd che ha presentato la mozione contro il telemarketing selvaggio, da M5s alla Lega Nord: «Molestare non è più telemarketing», come dice la consigliera Elisa Montemagni. E così anche la Regione Toscana chiede al Parlamento di approvare una legge per proteggere tutti gli abbonati dalle chiamate moleste: sia i titolari di numeri fissi che di numeri mobili, senza più distinzioni. E avanza la richiesta ispirandosi alla campagna de Il Tirreno contro il telemarketing aggressivo, come riconosce Antonio Mazzeo, primo firmatario della mozione, sottoscritta da una decina di consiglieri del Pd, fra cui il capogruppo in Regione, Leonardo Marras, la vicepresidente del Consiglio, Lucia De Robertis e il presidente della commissione Attività produttive Gianni Anselmi.

La mozione del Pd, dunque, impegna la giunta della Regione Toscana ad «attivarsi, nei confronti del Parlamento e in ogni sede utile, anche mediante specifiche azioni di sensibilizzazione, affinché si possa arrivare in tempi celeri alla modifica della normativa nazionale vigente ai fini di una maggior tutela dei cittadini dalle chiamate telefoniche promozionali indesiderate, a partire dal rafforzamento e dall'ampliamento delle condizioni di tutela offerte dal Registro pubblico delle opposizioni». Nello specifico il consiglio regionale della Toscana chiede al Parlamento di consentire l'iscrizione al Registro delle Opposizioni di tutte le numerazioni assegnate in Italia (circa 117 milioni) e non solo dei numeri fissi pubblicati negli elenchi telefonici (circa 7 milioni) come avviene oggi. E sollecita che l'iscrizione a questo Registro delle Opposizioni (istituitonel 2011) comporti la cancellazione dei consensi dati dagli utenti (in passato) a qualunque azienda per l’utilizzo dei numeri telefonici per scopi commerciali o promozionali.

Queste sono gli obiettivi che si pone Il Tirreno con la campagna portata avanti da settembre. E citati nella mozione di Mazzeo: «La campagna del Tirreno, con una petizione rivolta al Parlamento che ha raccolto a oggi oltre 118mila fime, chiede di interventire per avere un Registro unico delle opposizioni sia per i numeri fissi che mobili, per prevedere la revoca universale del consenso a ricevere telefonate commerciali (dal momento dell'iscrizione al Registro delle Opposizioni) e l'istituzione della responsabilità condivisa fra call center e committente delle chiamate in caso di mancato rispetto della volontà dell'abbonato a non ricevere telefonate commerciali». Di fatto si tratta degli interventi minimi ritenuti necessari anche dal Garante della Privacy che un anno fa, nell’audizione annuale alle Camere, definì “selvaggio” il telemarketing in Italia.

Nessuna obiezione su questa lettura del fenomeno si è avuta in consiglio regionale. Dove, appunto, anche la Lega ammette che «le categorie più a rischio sono quelle più deboli. La mozione è giusta e investe problematiche che necessitano di una modifica normativa a livello nazionale”». Anche Tommaso Fattori (Sì – Toscana a sinistra) a nome del gruppo annuncia l’appoggio a questa iniziativa del Pd definendo la mozione «molto importante. Le molestie telefoniche si stanno universalizzando. Occorre intervenire».

Il documento, comunque, è stato emendato per accogliere una richiesta avanzata dal capogruppo del Movimento Cinque Stelle, Giacomo Giannarelli: per garantite maggior tutela ai cittadini, i pentastellati chiedono che siano vietate anche le telefonate e gli sms «provenienti da partiti politici».

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