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Spugne di idrocarburi: via alla maxipulizia

Spugne di idrocarburi: via alla maxipulizia

ISOLA D’ELBA. È una cera di natura idrocarburica (cera paraffinica o cera polietilenica), non dannosa per l’ambiente e neppure per la salute dei bagnanti. Dopo le analisi, Arpat chiarisce la natura...

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ISOLA D’ELBA. È una cera di natura idrocarburica (cera paraffinica o cera polietilenica), non dannosa per l’ambiente e neppure per la salute dei bagnanti. Dopo le analisi, Arpat chiarisce la natura del materiale giallo spugnoso che i bagnanti di mezza toscana si sono ritrovati tra i piedi: dall’Isola d’Elba alla Maremma, dalla Versilia alla costa apuana. Le analisi «hanno permesso di escludere – scrive Arpat – la presenza di contaminanti organici (Ipa), inorganici (metalli e metalli pesanti) e la tossicità nei materiali esaminati».

Un’altra notizia di Arpat è rivolta alle amministrazioni comunali: il materiale deve essere considerato come rifiuto urbano “semplice”. Questo è un punto fondamentale perché consente alle amministrazioni di raccoglierlo e buttarlo via senza oneri o procedure particolari. Significa anche che la pulizia può partire subito.

E mentre la raccolta può cominciare, c’è l’aspetto delle indagini delle varie Capitanerie, perché con tutta probabilità le spugne gialle sono i residui del lavaggio di una cisterna di una nave direttamente in mare. Un reato che ha sporcato le coste di mezza Toscana.

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