La manifestazione
Rogo in discarica, paura diossina
Paganico, forte il sospetto che l’incendio sia doloso. Il sindaco ai cittadini: chiudete le finestre
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CIVITELLA PAGANICO . Porte e finestre chiuse, come misura precauzionale, per un raggio di 2,5 chilometri dalla discarica di Cannicci, nel Grossetano, dove un incendio è divampato nella notte tra lunedì e martedì. La vasca che raccoglie rifiuti si è trasformata in un cratere. Il rogo dopo 24 ore non non era ancora terminato e i vigili erano sempre al lavoro. «Un disastro per l'ambiente», dice la sindaca di Civitella Paganico, Alessandra Biondi che ha emesso l’ordinanza per l’allarme diossina d’accordo con Asl e Arpat.
Dieci ruspe al lavoro, mentre un elicottero butta acqua dal cielo per abbassare le fiamme. Ma il problema non è l’incendio in sé. Il problema è il fumo, data la natura plastica della discarica: il rischio di diossina nell’aria è molto alto. I risultati delle analisi arriveranno nei prossimi giorni, intanto l’invito alla popolazione è di tenere le finestre chiuse intorno alla discarica e evitare il consumo di frutta e verdura coltivata nei paraggi. Un disastro ecologico – quello di Cannicci – su cui si riaffaccia l’ombra del dolo, stavolta più concreta che mai dopo la scoperta di una rete manomessa. C’è un’indagine a carico di ignoti e c’è stato un sopralluogo alla recinzione manomessa.
Si tratta dell’incendio più grosso registrato in queste settimane in Maremma. La discarica di Cannicci sorge accanto a Monte Antico. Raccoglie tanti “moduli” (ovvero vasche scavate nel terreno) in cui sono raccolti i rifiuti urbani. Ad andare a fuoco non è stata una vasca comune ma “la numero 11”, ovvero quella più nuova, la più recente. Era stata appena costruita, aperta a giugno. «Era appena iniziata la messa in funzione – dice la sindaca – Aveva due settimane di vita ed ecco com’è ridotta».
Quantificare quanto materiale sia bruciato al momento è prematuro: la vasca era riempita di rifiuti per circa 2 metri; non di più perché era in funzione da poco. E ha un’estensione di 800 metri quadrati.
La discarica al momento non è stata sequestrata ma è in atto una sospensione dell'autorizzazione al conferimento del modulo interessato dalle fiamme. Sul posto anche i tecnici della Regione e i carabinieri del Noe.
Dieci ruspe al lavoro, mentre un elicottero butta acqua dal cielo per abbassare le fiamme. Ma il problema non è l’incendio in sé. Il problema è il fumo, data la natura plastica della discarica: il rischio di diossina nell’aria è molto alto. I risultati delle analisi arriveranno nei prossimi giorni, intanto l’invito alla popolazione è di tenere le finestre chiuse intorno alla discarica e evitare il consumo di frutta e verdura coltivata nei paraggi. Un disastro ecologico – quello di Cannicci – su cui si riaffaccia l’ombra del dolo, stavolta più concreta che mai dopo la scoperta di una rete manomessa. C’è un’indagine a carico di ignoti e c’è stato un sopralluogo alla recinzione manomessa.
Si tratta dell’incendio più grosso registrato in queste settimane in Maremma. La discarica di Cannicci sorge accanto a Monte Antico. Raccoglie tanti “moduli” (ovvero vasche scavate nel terreno) in cui sono raccolti i rifiuti urbani. Ad andare a fuoco non è stata una vasca comune ma “la numero 11”, ovvero quella più nuova, la più recente. Era stata appena costruita, aperta a giugno. «Era appena iniziata la messa in funzione – dice la sindaca – Aveva due settimane di vita ed ecco com’è ridotta».
Quantificare quanto materiale sia bruciato al momento è prematuro: la vasca era riempita di rifiuti per circa 2 metri; non di più perché era in funzione da poco. E ha un’estensione di 800 metri quadrati.
La discarica al momento non è stata sequestrata ma è in atto una sospensione dell'autorizzazione al conferimento del modulo interessato dalle fiamme. Sul posto anche i tecnici della Regione e i carabinieri del Noe.
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