La manifestazione
firenze: condanna all’inail
Malato a causa del cellulare
FIRENZE. L’uso intenso del telefono cellulare può causare l’insorgenza di malattie professionali, provocando invalidità permanente. È quanto sottolinea il giudice del lavoro del tribunale di Firenze,...
1 MINUTI DI LETTURA
FIRENZE. L’uso intenso del telefono cellulare può causare l’insorgenza di malattie professionali, provocando invalidità permanente.
È quanto sottolinea il giudice del lavoro del tribunale di Firenze, Vincenzo Nuvoli, nel motivare la sentenza con cui ha condannato l’Inail a corrispondere un indennizzo economico, per inabilità permanente del 16%, a un addetto alle vendite che nel corso della sua attività professionale aveva trascorso al cellulare molte ore al giorno dal 1994 al 2007, nell’arco dei 14 anni, al punto da subire una patologia tumorale benigna (un neurinoma all’ottavo nervo cranico). Il giudice, anche appoggiandosi alle conclusioni di una consulenza medico-legale da lui incaricata, ritiene plausibile «la sussistenza del nesso causale tra l’uso del cellulare per motivi di lavoro e la patologia lamentata dal ricorrente».
La sentenza segue di pochi giorni un’analoga decisione di un giudice di Ivrea, che ha condannato in primo grado l’Inail a corrispondere una rendita vitalizia da malattia professionale a un dipendente di un’azienda di 57 anni al quale era stato diagnosticato un neurinoma benigno alla testa.
È quanto sottolinea il giudice del lavoro del tribunale di Firenze, Vincenzo Nuvoli, nel motivare la sentenza con cui ha condannato l’Inail a corrispondere un indennizzo economico, per inabilità permanente del 16%, a un addetto alle vendite che nel corso della sua attività professionale aveva trascorso al cellulare molte ore al giorno dal 1994 al 2007, nell’arco dei 14 anni, al punto da subire una patologia tumorale benigna (un neurinoma all’ottavo nervo cranico). Il giudice, anche appoggiandosi alle conclusioni di una consulenza medico-legale da lui incaricata, ritiene plausibile «la sussistenza del nesso causale tra l’uso del cellulare per motivi di lavoro e la patologia lamentata dal ricorrente».
La sentenza segue di pochi giorni un’analoga decisione di un giudice di Ivrea, che ha condannato in primo grado l’Inail a corrispondere una rendita vitalizia da malattia professionale a un dipendente di un’azienda di 57 anni al quale era stato diagnosticato un neurinoma benigno alla testa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google