Sicurezza
Il grillino moderato sogna la costa a 5 Stelle - Video
Il neo sindaco di Carrara, De Pasquale: «Ora con Livorno conquistiamo anche Massa». Il professore di Lettere con la passione per le Apuane e i toni garbati per la prima volta in 70 anni licenzia i governi rossi
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CARRARA. Se questa campagna elettorale, conclusa trionfalmente come sindaco di Carrara con il 65% del consenso popolare, fosse una delle sue tante camminate sarebbe – «senza alcun dubbio» – una escursione sul monte Sagro, la vetta di 1753 metri delle Alpi Apuane. «Perché l’arrampicata è dura, ma, una volta in vetta si vede il panorama, fino al mare. E poi inizia la discesa che è impegnativa, ma pur sempre discesa». Parola di Francesco De Pasquale, 55 anni, il nuovo sindaco di Carrara. Ma anche il professore di italiano, storia e geografia delle scuole medie del centro città, che fa scarpinare i suoi ragazzi fino alle postazioni di Punta Bianca e sulla via Francigena: «Sono un gran camminatore e voglio trasmettere la passione anche ai miei alunni».
L’UOMO DELLA SVOLTA
Di strada, Francesco De Pasquale ne ha macinata tanta. Da ieri è il sindaco della svolta, l’uomo che, sostenuto dal Movimento Cinque Stelle, mette il volto – un po’ stranito subito dopo l’esito delle urne, forte e volitivo nella prima conferenza stampa – in un’impresa epocale che ha spezzato 70 anni di governo di centrosinistra, scrivendo una nuova pagina di storia nella città rossa patria dell’anarchia. E che, proprio da Carrara lancia l’idea di una Toscana di costa a Cinque Stelle: «L’asse con la Livorno di Filippo Nogarin è già un progetto reale, il prossimo anno ci saranno le elezioni a Massa: potrebbe essere un’altra grande occasione». Un’ occasione come quella che per i grillini si è presentata a Carrara: con una città ancora ferita dalle recenti alluvioni e un Pd spaccato, che proprio in vista delle elezioni ha accentuato le divisioni interne. Tutto questo succedeva nei mesi scorsi: il Pd di via Groppini finiva in tribunale, per la questione del simbolo e del commissariamento da Firenze. Negli stessi giorni De Pasquale presentava i primi assessori e i punti principali del programma.
LE BATTAGLIE CIVILI
«Sì, siamo partiti prima, ma non so se è stato questo a fare la differenza. Io lo sentivo già dall’inizio della campagna elettorale che poteva finire così. Non in questi termini, non con questo risultato, ma a diventare sindaco ci credevo. Ho guardato negli occhi i mie concittadini, ho sentito la loro voglia di cambiare. Quella volontà di girare pagina, ma anche la rabbia. L’ho toccata con mano, proprio come quando con il comitato Sos Carrara abbiamo intrapreso una battaglia lunga 13 anni per contrastare il problema dell’inquinamento da polveri legate al traffico pesante in città, prima dell’apertura della strada dei marmi. Lo scenario, rispetto a quegli anni non è poi tanto diverso: Carrara aveva voglia di essere ascoltata, voleva cambiare, voleva risentirsi una città».
IL GRILLINO MODERATO
De Pasquale ha fatto proprio questo. Ha parlato, tanto, e con toni sempre moderati. E bassi. «Glielo abbiamo detto fin dall’inizio della campagna elettorale di parlare più forte» dicono dal quartier generale, o meglio “punto d’incontro” come lo chiamano i pentastellati, a pochi passi da palazzo civico. Ma anche in questo caso la risposta di De Pasquale è spiazzante: «A scuola quando i ragazzi fanno confusione ho imparato a parlare piano, così riesco a richiamare la loro attenzione». Forse sarà stato proprio questo: il parlare piano, parlare a tutti, cercando di tenere lontano gli estremismi, si è rivelato vincente. «C’è un momento preciso in cui ho sentito che ce l’avrei fatta. È stato il giorno precedente le votazioni, quelle del primo turno. Sono andato a fare un giro in bicicletta, con mia moglie e mio figlio di 7 anni. Sono rimasto stupito dalla gente che mi fermava, dalle strette di mano, dalle pacche sulla spalla. Ho guardato negli occhi mia moglie, in quel momento abbiamo capito che davvero stava succedendo qualcosa. Che poteva succedere qualcosa di importante». Quello che è accaduto è stata una piazza piena, non solo degli attivisti di M5s, ma di famiglie, imprenditori, professionisti e giovani: «Anche i miei alunni, quelli della prima media che sono stati fra i primi a venirmi a festeggiare».
LA POLITICA
DELLE PICCOLE COSE
Dalla cattedra di scuola alla poltrona di sindaco, con una città che, la notte del ballottaggio, ha invocato la liberazione. A opera di Francesco De Pasquale. «Non c’è una formula magica. Abbiamo soltanto lavorato, parecchio, e ci siamo confrontati con tutti, partendo dai bisogni dei cittadini. Dalle piccole cose: ad esempio recuperare un luogo simbolo di Marina di Carrara come la pista da pattinaggio della Caravella che è diventata il simbolo delle nostre iniziative elettorali. Tutto nasceva dal gruppo: le foto, le immagini sui social, opera di volontari che in questi lunghi mesi hanno sottratto tempo al lavoro e alla famiglia per condividere questo nostro grande progetto. Le soluzioni, sono consapevole, non spunteranno come margherite in un prato: ci aspetta un grande lavoro ma siamo pronti a farlo. Insieme».
Le prime mosse del sindaco De Pasquale, che domani si insedierà nell’ufficio a Palazzo civico, partiranno – come è successo fino ad oggi – dal basso: «Ascolteremo i dipendenti comunali, saranno loro a spiegarci cosa funziona e cosa no nella macchina amministrativa». Poi le ordinanze per un maggiore decoro urbano e, insieme, la ricerca dei due assessori (allo sport e all’urbanistica) che ancora mancano in squadra, attraverso la presentazione, on line, dei curriculum degli interessati. Per arrivare al primo consiglio comunale dovranno passare venti giorni. Per il neosindaco si annuncia un luglio “di fuoco”. Per le ferie dovrà aspettare la metà di agosto.
GRILLO NON CHIAMA
Nel frattempo si gode l’abbraccio della città. E risponde candidamente alla domanda (la stessa di quindici giorni fa) sulla telefonata di Beppe Grillo. «No, non è ancora arrivata. Neppure quella di Casaleggio. Il primo a complimentarsi con me è stato mio figlio. La notte del ballottaggio dormiva, ma ieri mattina sembrava sapesse già tutto». Proprio come suo padre, all’inizio della campagna elettorale.
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