Sicurezza
Storica sconfitta nelle città simbolo della sinistra
Sconfitta secca. Sia a livello nazionale che in Toscana. Domenica nera per il Partito democratico; ai ballottaggi perde storiche capitali del governo locale
Sconfitta secca. Sia a livello nazionale che in Toscana. Domenica nera per il Partito democratico; ai ballottaggi perde storiche capitali del governo locale. Genova passa al centrodestra così come Pistoia, La Spezia e Piacenza; un ribaltamento dei rapporti di forze inimmaginabile ancora qualche tempo fa. Carrara espugnata dai Cinque stelle. Una sequenza negativa destinata a riaprire lacerazioni e scontri nel mondo sempre meno magico di Renzi capace di riprendersi il controllo del Pd ma non la simpatia nel Paese.
Questa tornata amministrativa si aggiunge al disastro di un anno fa a Roma e a Torino; al risultato zoppicante del 2015 quando la perdita della Liguria a vantaggio del centrodestra guidato da Giovanni Toti fu malamente compensata dalla riconquista della Campania di Vincenzo De Luca. Insomma quell’abbagliante 40,8 per cento ottenuto nelle ormai lontane elezioni europee del 2014 resta l’unico risultato vittorioso ascrivibile all’era renziana. Un dramma per un leader alla ricerca ossessiva di una legittimazione popolare e di una definizione del proprio campo di valori e della propria natura politica. Lo stesso secco 60 a 40 nel referendum costituzionale dello scorso dicembre è stato rapidamente archiviato come un fastidioso incidente di percorso da rimuovere rapidamente in vista delle elezioni politiche ravvicinate. Paradossalmente, dopo i dati di ieri, Gentiloni e il suo governo possono sperare di durare fino alla scadenza naturale, primavera dell’anno prossimo.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.15536366:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2017/06/25/news/i-ballottaggi-a-lucca-pistoia-e-carrara-1.15536366]]
Certo, ogni città ha una sua storia particolare. Si è votato per scegliere il miglior sindaco (o il meno peggio); si è parlato di temi locali e lo stesso Matteo Renzi si è tenuto alla larga da comizi e comparsate tv. Ma quando lo smottamento avviene in queste dimensioni in Toscana, in Emilia Romagna, in Liguria, la valenza politica del voto è innegabile.
Al contrario Silvio Berlusconi nelle ultime due settimana ha annusato il successo e si è speso in prima persona. La competizione per la leadership tra il Cavaliere azzoppato e l’aggressivo Matteo Salvini non ha indebolito l’area di centrodestra. Anzi, ha esteso la capacità di attrarre fette di elettorato rivelatosi più reattivo dei suoi stessi dirigenti. A Pistoia, per esempio, la sconfitta del sindaco uscente Samuele Bertinelli è ancora più cocente; nella capitale della cultura la coalizione vincente è guidata da Alessandro Tomasi di Fratelli d’Italia, insomma una destra-destra improvvisamente competitiva. Non è l’area di centro dunque quella determinante per le vittorie, bensì la capacità di intercettare la radicalizzazione degli umori dell’elettorato.
Carrara a cinque stelle, invece, salda un asse politico con la Livorno di Nogarin. Bruciante e netta la sconfitta di quel che resta del Partito democratico. Francesco De Pasquale, il professore pacato abituato a spiegare piuttosto che a urlare, porta in dote a Beppe Grillo l’unica grande città di questa tornata elettorale. Quella che fu la culla dell’anarchismo si ricongiunge alla culla del comunismo; Carrara e Livorno sono più vicine oggi in un antagonismo al Pd che non ha saputo trarre alcun insegnamento dalla imprevista disfatta labronica di tre anni fa. Quel risultato fu relegato ad un incidente locale. Intanto il contagio grillino si diffondeva. Carrara insomma dimostra che, pur nella difficoltà del voto amministrativo, il Movimento cinque stelle non è stato affatto messo fuori gioco dai pasticci combinati a Roma da Virginia Raggi. Alle prossime politiche sarà un competitore temibile sia per Berlusconi che per Renzi.
La Toscana si rivela ormai terra contendibile, come già era evidente due settimane fa. Nel primo turno sono stati eletti 30 sindaci: 16 sono del Pd e del centrosinistra (erano 20 cinque anni fa); otto del centrodestra (erano quattro). La caduta di Carrara e di Pistoia, Lucca riconquistata dal sindaco Alessandro Tambellini per appena 200 voti di scarto sullo sfidante di centrodestra aprono uno scenario completamente inedito per il Pd che qui in Toscana ha visto fiorire e appassire il Giglio magico renziano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
