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Emergenza siccità in Toscana: fiumi a secco. E con il ritorno della pioggia rischio allagamenti

di Stefano Taglione
Emergenza siccità in Toscana: fiumi a secco. E con il ritorno della pioggia rischio allagamenti

In un anno la portata dei corsi d'acqua è scesa dell'80%: a Grosseto l'Ombrone è quasi un rigagnolo. Gli esperti: il 29 è attesa la pioggia. Estate di temporali

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LIVORNO. Dodici metri cubi al secondo. L’Arno, a Pisa, è sgonfio come il 10 luglio dell’anno scorso, con un mese di siccità in più. Oggi il fiume toscano, alla stazione idrometrica di San Giovanni alla Vena, è quattro volte più asciutto del giugno del 2016. È vittima della pioggia e della crisi idrica che, ormai da settimane, sta mettendo in ginocchio la Toscana, con il presidente Enrico Rossi che, dopo aver dichiarato lo stato di emergenza, ha chiesto di fare lo stesso anche al governo. A dirlo sono i numeri del Servizio idrologico regionale. Secondo i dati del Sir, negli ultimi anni, tutti i fiumi della Toscana hanno perso acqua: piovendo meno, si seccano. Giorno dopo giorno sono sempre più asciutti e continueranno a prosciugarsi almeno fino a quando non tornerà a piovere sul serio, forse il 29 giugno secondo gli esperti del Consorzio Lamma. «In Maremma, attualmente, l’apporto idrico è inferiore perfino alla terribile estate del 2003 – conferma Fernando Manzella , geologo del Servizio idrologico regionale – e sulla costa, un po’ più lentamente, sta succedendo la stessa cosa. È una crisi progressiva senza soluzione di continuità».

(Nella foto il raffronto elaborato dal Centro meteorologico lombardo: qui le immagini originali)

«RISCHIO ALLAGAMENTI»

La buona notizia – secondo Tommaso Torrigiani , previsore del Lamma – è che presto pioverà. «Forse già il 29 giugno», rivela l’esperto. L’altra, buona o cattiva che dir si voglia, è che le precipitazioni continueranno a sprazzi per tutta l’estate. «Le prime indicazioni – spiega Torrigiani – ci indicano una stagione variabile, con sole e temporali. Luglio si aprirà con un abbassamento delle temperature fra gli otto e i dieci gradi e l’estate potrebbe essere più breve del solito». Ma il rischio, quando il terreno è secco e il periodo di siccità prolungato, sono gli allagamenti. «Le piogge di luglio e agosto solitamente non riescono a penetrare nelle falde – continua Torrigiani – quindi sì, c’è il rischio di alluvioni lampo».

DOVE PIOVERÀ

La pioggia – come annunciato al Tirreno nei giorni scorsi dall’amministratore unico del Lamma, Bernardo Gozzini – sta quasi per arrivare. Mancano pochi giorni, quattro o cinque al massimo. «Ci saranno temporali a macchia di leopardo – specifica Torrigiani – concentrati soprattutto nelle zone settentrionali della Toscana: nelle province di Lucca e Massa Carrara e a ridosso degli Appennini». Potrebbero essere perturbazioni brevi ma intense, tipiche dei periodi più caldi dell’anno.

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I FIUMI SI PROSCIUGANO

Ma in attesa della pioggia, i fiumi si stanno prosciugando. Oltre all’Arno – che è sempre più secco anche a Subbiano e Firenze – il Serchio in un anno ha perso tre quarti della sua portata. A certificarlo sono ancora una volta i dati del Sir, relativi alla stazione idrometrica di Ripafratta, in provincia di Pisa: 11,63 metri cubi al secondo di media nella prima metà di giugno, contro i 47,40 di giugno 2016. Una differenza importante. Che non risparmia nemmeno il Bisenzio, all’altezza di San Pietro a Ponti ridotto a meno di mezzo metro di portata al secondo (per l’esattezza 0,45) contro gli 1,66 di neanche 12 mesi fa. E nello stesso stato versano l’Ombrone, l’Elsa, il Cecina e l’Ombrone Pistoiese, solo per citare i nostri più importanti corsi d’acqua.

200 MILLIMETRI IN MENO

Per fotografare la crisi idrica basta citare un altro dato: 200 millimetri di pioggia in meno. Da ottobre, in Toscana, mancano all’appello un terzo delle precipitazioni stagionali, addirittura la metà in Maremma e nel sud della regione. È per questo che i campi sono sempre più secchi. Ha piovuto poco e i problemi li stiamo pagando ora. Quando all’asciutto, oltre al clima, c’è anche il sottosuolo. 

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