Il Tirreno

Toscana

«Sanità toscana ai privati» La Cgil convoca la piazza 

di Samuele Bartolini
«Sanità toscana ai privati» La Cgil convoca la piazza 

Martedì la protesta sotto le finestre della Regione: attese mille persone Nel mirino i tagli nei piccoli ospedali e l’affidamento a terzi dei servizi sanitari

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FIRENZE. «In Toscana c’è una privatizzazione strisciante della sanità pubblica». Niente giri di parole per Mauro Fuso della segreteria regionale Cgil. Che dichiara guerra alla Regione, colpevole secondo il sindacato di far scivolare la sanità regionale verso la privatizzazione. E per martedì 27 convoca i lavoratori in piazza Duomo a Firenze dalle 17 alle 19. Attese oltre mille persone da tutta la Toscana. «L’accorpamento in tre mega Asl secondo noi è una buona idea – dice Fuso – manca però l’integrazione con i territori, vanno date risposte adeguate alle cure intermedie».

La Cgil punta il dito contro i piani regionali delle Case della salute. A fine 2015 dovevano essere 120, quelle realizzate invece sono meno della metà: 52. Eppure avrebbero una funzione fondamentale nel collegamento tra ospedali e territorio svolgendo il ruolo dei poliambulatori dotati di medici di medicina generale e qualche specialista.

E poi c’è la questione del depotenziamento degli ospedali periferici. Occhi puntati su Isola d’Elba, Ospedale della Versilia e San Marcello Pistoiese. Secondo la Cgil all’Isola d’Elba il presidio sanitario viene giudicato completamente inadeguato, ci vuole la Casa della Salute. L’Ospedale della Versilia, inaugurato 15 anni fa, oggi viene svuotato gradualmente di reparti (chiusi anatomia patologica e centro trasfusionale). Mentre a San Marcello, dopo la soppressione del pronto soccorso, c’è il rischio concreto di soccorsi non tempestivi nella montagna pistoiese.

Alla Cgil rimane indigesta anche la delibera regionale numero 239 del marzo scorso. «Parla della creazione di una partnership tra pubblico e privato, abbiamo chiesto all’assessore Saccardi di ritirarla, ma non c’è stata nessuna marcia indietro», dice Fuso. Secondo il sindacato le prove dello scivolamento verso la privatizzazione sarebbero nel lungo elenco di dati estrapolati dall’Agenzia regionale per la salute (Ars).

Meno posti letto: dal 2012 al 2015 sono calati di 658 unità. Le norme italiane prevedono 3,7 posti letto ogni mille abitanti, in Toscana siamo invece a 3,1. Meno degenze: sono diminuite di 33. 400 unità. Mentre sono aumentati gli accessi al pronto soccorso: 67mila persone in più. Le liste di attesa invece sono rimaste inalterate, ma nel 2015 il 42 per cento delle visite diagnostiche supera i 30 giorni di attesa. Poi la Cgil Toscana punta il dito contro i tagli alla spesa sanitaria. Dal 2010 al 2014 è calata del 3 per cento.

Inoltre dal 2009 i punti nascita sono calati del 20 per cento. Mentre resta invariato il numero dei lavoratori del comparto sanitario, «ma – spiega Fusi – è aumentato lo stress negli ospedali perché l’attività si concentra nelle fasi operatorie, poi si tende a rimandare i pazienti a casa». Il dialogo è concluso. La Cgil apre la vertenza regionale.

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