Il Tirreno

Toscana

Lo scandalo che indigna Cantone 

di Gabriele Baldanzi
Lo scandalo che indigna Cantone 

Dopo l’accusa del presidente Anac, Sei Toscana chiede rispetto per i lavoratori

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SIENA . Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, parla del caso giudiziario di Sei Toscana. Lo fa all’Università di Pisa, davanti a studenti, docenti e giornalisti e le sue parole – pesanti come macigni («Il caso Sei è la questione più rilevante in Toscana. Sono emersi fatti molto gravi») – rimbalzano a Siena, ad Arezzo e in Maremma, laddove Sei, pur commissariata, resta un punto di riferimento e garantisce un servizio essenziale. Il commissariamento era scattato lo scorso 20 marzo con l’arrivo di Maurizio Galasso, Paolo Longoni e Salvatore Santucci nominati dal prefetto di Siena Armando Gradone, dopo la richiesta della stessa Anac in seguito all’inchiesta per turbativa d’asta e corruzione della Procura di Firenze sul presunto appalto truccato da Sei Toscana per un importo di 3,5 miliardi di euro.

Il presidente Roberto Paolini, attraverso l’ufficio stampa di Sei Toscana, fa sapere di non voler commentare le parole di Cantone, essendoci una delicata inchiesta giudiziaria in corso.

«Confermiamo – scrive – la volontà a collaborare pienamente con i commissari, come peraltro già dimostrato in questi primi tre mesi, assicurando la massima trasparenza possibile». Nell’attesa della conclusione dell’iter giudiziario i vertici di Sei Toscana si augurano che siano usati toni equilibrati nel commentare le notizie inerenti l’inchiesta, «per il rispetto dovuto all’azienda e soprattutto ai suoi oltre mille dipendenti che ogni giorno assicurano un servizio pubblico importante a oltre un milione di cittadini della Toscana».

Sei Toscana ha appena ricevuto conferma dalla Prefettura di Siena del prolungamento della gestione commissariale temporanea e straordinaria. «I nove mesi previsti sono una decisione preventivata e prevedibile, vista la complessità e l’articolazione del contratto di servizio – si legge in una nota – speriamo si faccia chiarezza, a tutti i livelli, nella gestione del servizio pubblico, svolto dalla società dopo l’aggiudicazione della gara indetta da Ato Toscana Sud che rappresenta i Comuni del territorio».

Riguardo agli sviluppi dell’inchiesta sulla gara che ha portato all’affidamento della gestione dei rifiuti nell’Ato Toscana Sud, Sei Toscana comunica di aver ricevuto a fine maggio l’avviso della conclusione delle indagini preliminari. La società ribadisce la massima fiducia nell’operato della magistratura «confidando che si faccia tutto il possibile per chiudere con la necessaria chiarezza, ma soprattutto rapidamente, questa spiacevole vicenda». Per Sei Toscana è indubbiamente una fase complessa, «in cui l’obiettivo principale – si legge ancora nella nota – è offrire ai cittadini servizi all’altezza delle aspettative così come sempre fatto in questi anni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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