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Toscana

Sequestrato il tesoro dei rom falsi poveri 

Sequestrato il tesoro dei rom falsi poveri 

Prato, sigilli ai beni degli Ahmetovic per 2 milioni e mezzo La capostipite Djula viveva nell’alloggio del Comune

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PRATO. Appartamenti, conti correnti, libretti postali, polizze vita, titoli. Il patrimonio di 2 milioni e 412 mila euro della famiglia rom Ahmetovic da ieri a Prato è sotto sequestro. Sigilli anche al villino di via dei Pioppi. In giardino svetta una scultura bianca oltre la quale si alza una scalinata in marmo. Accanto al garage è parcheggiato un grosso camper. Una ricchezza ostentata, che contrasta con una dichiarazione Isee da nullatenti e con le denunce dei redditi mai presentate dalla famiglia Ahmetovic. Ieri è scattato il blitz del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza pratese. Un’operazione denominata, non per nulla, “falsi poveri”, al culmine di due anni di indagini condotte dai pm Antonio Sangermano e Lorenzo Gestri coordinati dal procuratore capo Giuseppe Nicolosi. L’inchiesta ha consentito di accertare che il patrimonio milionario degli Ahmetovic, dalla capostipite ai quattro figli fino a parenti acquisiti è del tutto sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Al punto che, paradosso già al centro di roventi polemiche politiche, due rom, fra cui la capostipite Djula Ahmetovic, risultano beneficiare di alloggi popolari proprio per la loro indigenza. In realtà, come ha poi spiegato il Comune, le due rom non sono assegnatarie di case popolari, ma usufruiscono di un alloggio temporaneo dopo l’allontanamento da viale Marconi dove occupavano abusivamente un terreno pubblico.

L’operazione di ieri è un sequestro finalizzato alla confisca per il quale la procura ha dovuto ottenere il consenso del tribunale di Prato. La formula è la stessa delle confische di beni nei confronti delle associazioni mafiose. Per diventare vera e propria confisca si dovrà aspettare la decisione del tribunale del riesame, al quale la famiglia ha diritto di appellarsi. Per il momento i rom sono a piede libero ma il sostituto procuratore Lorenzo Gestri ha aperto un fascicolo a carico delle quattro figure principali per autoriciclaggio e intestazione fittizia dei beni.

Al centro della famiglia, considerata la capostipite, c’è Djula Ahmetovic, beneficiaria principale anche se i beni risultano intestati ad altri parenti. (f. a.)

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