Il dolore
Nel magazzino senza magazzinieri
di Giacomo Pelfer
A Montopoli Conad inaugura un maxi polo logistico. In un’ala operano solo robot
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MONTOPOLI VALDARNO. A impilare i prodotti c’è una specie di ventosa mossa da un braccio meccanico: li sceglie uno per uno e li accatasta sopra i pancali, seguendo un ordine che può sembrare casuale ma che in realtà è già studiato per agevolare la dislocazione negli scaffali dei punti vendita. Termina l’operazione, ogni collo viene spostato in un magazzino verticale dove la presenza dell’uomo è praticamente preclusa.
Tutto si svolge in un grande parallelepipedo alto 32 metri, con scaffali metallici intervallati da tre corridoi. Ed è qui che si muovono i robot: tre gigantesche macchine dotate di un motore potente, in grado di muoversi in altezza e in orizzontale per depositare e smistare fino a 40 milioni di colli ogni anno, tutto in completa automazione. È questa la svolta tecnologica varata da Conad del Tirreno per il proprio magazzino più importante, quello di Montopoli Valdarno, destinato da qui al 2020 a diventare il principale e più avanzato polo logistico di tutto il Centro Italia, concentrando anche l’attività ospitata fino ad oggi ad Altopascio.
Una scommessa in chiave moderna, pensata per colmare il gap, anche grazie alla logistica, verso i due principali competitor che guidano il mercato toscano. Una scommessa che è solo all’inizio, o meglio alla “fase1”, come l’hanno chiamata i vertici di Conad del Tirreno. Una fase che ha portato alla realizzazione di una struttura di stoccaggio interamente automatizzata, creata a fianco del magazzino esistente già dal 2008: una “torre” come la chiamano ormai gli abitanti della zona, che non ha mancato fin da subito di generare proteste e qualche scontro politico.
«Perché l’Italia è un paese bellissimo ma complicato», ha detto l’amministratore delegato Ugo Baldi durante la cerimonia di ieri mattina: un’occasione per presentare la nuova struttura interamente automatizzata, innalzata proprio a fianco di una struttura che oggi ospita centinaia di dipendenti. La scommessa era quella di ottimizzare i costi e aumentare l’efficienza: obiettivi che Conad ha sottoposto a un team dell’università di Padova, arrivando alla stesura di un progetto affidato alla Jungheinrich, la multinazionale tedesca specializzata nella progettazione e nell’allestimento di magazzini. Tecnologia tedesca affidata a mani italiane: «Circa il 95% dei lavori – risponde Guido Ivaldi, direttore sistemi logistici di Jungheinrich Italia – è stato eseguito da aziende del nostro Paese». Il risultato è un nuovo tassello di quello sviluppo della robotica che nella vicina Valdera sembra aver trovato terreno fertile. È naturale, dunque, domandarsi se queste macchine siano destinate a soppiantare l’uomo: «No – risponde Baldi – l’uomo non sparirà ma sarà diverso. Se andiamo all’estero, dove certe tecnologie sono impiegate da tempo, vediamo magazzini pieni di dipendenti in camice bianco: quasi tutti ingegneri».
Un futuro lontano. Nell’orizzonte più prossimo di Conad, del resto, la nuova struttura automatizzata è solo il primo passo di un progetto che porterà a Montopoli «altri 20 milioni entro il 2019», annuncia il direttore generale di Conad del Tirreno Fiorella Bianchi. Il questo momento, infatti, il Consorzio è in attesa del via libera dal Comune per un nuovo ampliamento in un terreno a Est, dove è prevista la costruzione di un centro imballaggi e di un reparto per i surgelati, in attesa di un altro magazzino a Ovest che arriverà invece tra qualche anno.
A quel punto, «il centro di Montopoli avrà bisogno di altri 30 o 40 dipendenti – annuncia Paolo Vadalà (direttore logistica) – per un totale di oltre 500 unità». Con l’obiettivo di migliorare le prestazioni in un mercato dove, spariti vecchi paletti, la concorrenza è più che mai spietata. Entro l’anno Conad del Tirreno si prepara ad aprire a Viareggio, mentre nel 2018 sarà il turno di Santa Croce sull’Arno, Cascina ed Empoli. «Siamo terzi in Toscana – dice Baldi – ma grazie anche a innovazioni come queste, chissà che non possiamo fare la volata sul secondo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Tutto si svolge in un grande parallelepipedo alto 32 metri, con scaffali metallici intervallati da tre corridoi. Ed è qui che si muovono i robot: tre gigantesche macchine dotate di un motore potente, in grado di muoversi in altezza e in orizzontale per depositare e smistare fino a 40 milioni di colli ogni anno, tutto in completa automazione. È questa la svolta tecnologica varata da Conad del Tirreno per il proprio magazzino più importante, quello di Montopoli Valdarno, destinato da qui al 2020 a diventare il principale e più avanzato polo logistico di tutto il Centro Italia, concentrando anche l’attività ospitata fino ad oggi ad Altopascio.
Una scommessa in chiave moderna, pensata per colmare il gap, anche grazie alla logistica, verso i due principali competitor che guidano il mercato toscano. Una scommessa che è solo all’inizio, o meglio alla “fase1”, come l’hanno chiamata i vertici di Conad del Tirreno. Una fase che ha portato alla realizzazione di una struttura di stoccaggio interamente automatizzata, creata a fianco del magazzino esistente già dal 2008: una “torre” come la chiamano ormai gli abitanti della zona, che non ha mancato fin da subito di generare proteste e qualche scontro politico.
«Perché l’Italia è un paese bellissimo ma complicato», ha detto l’amministratore delegato Ugo Baldi durante la cerimonia di ieri mattina: un’occasione per presentare la nuova struttura interamente automatizzata, innalzata proprio a fianco di una struttura che oggi ospita centinaia di dipendenti. La scommessa era quella di ottimizzare i costi e aumentare l’efficienza: obiettivi che Conad ha sottoposto a un team dell’università di Padova, arrivando alla stesura di un progetto affidato alla Jungheinrich, la multinazionale tedesca specializzata nella progettazione e nell’allestimento di magazzini. Tecnologia tedesca affidata a mani italiane: «Circa il 95% dei lavori – risponde Guido Ivaldi, direttore sistemi logistici di Jungheinrich Italia – è stato eseguito da aziende del nostro Paese». Il risultato è un nuovo tassello di quello sviluppo della robotica che nella vicina Valdera sembra aver trovato terreno fertile. È naturale, dunque, domandarsi se queste macchine siano destinate a soppiantare l’uomo: «No – risponde Baldi – l’uomo non sparirà ma sarà diverso. Se andiamo all’estero, dove certe tecnologie sono impiegate da tempo, vediamo magazzini pieni di dipendenti in camice bianco: quasi tutti ingegneri».
Un futuro lontano. Nell’orizzonte più prossimo di Conad, del resto, la nuova struttura automatizzata è solo il primo passo di un progetto che porterà a Montopoli «altri 20 milioni entro il 2019», annuncia il direttore generale di Conad del Tirreno Fiorella Bianchi. Il questo momento, infatti, il Consorzio è in attesa del via libera dal Comune per un nuovo ampliamento in un terreno a Est, dove è prevista la costruzione di un centro imballaggi e di un reparto per i surgelati, in attesa di un altro magazzino a Ovest che arriverà invece tra qualche anno.
A quel punto, «il centro di Montopoli avrà bisogno di altri 30 o 40 dipendenti – annuncia Paolo Vadalà (direttore logistica) – per un totale di oltre 500 unità». Con l’obiettivo di migliorare le prestazioni in un mercato dove, spariti vecchi paletti, la concorrenza è più che mai spietata. Entro l’anno Conad del Tirreno si prepara ad aprire a Viareggio, mentre nel 2018 sarà il turno di Santa Croce sull’Arno, Cascina ed Empoli. «Siamo terzi in Toscana – dice Baldi – ma grazie anche a innovazioni come queste, chissà che non possiamo fare la volata sul secondo».
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