Sicurezza
La Toscana di charme: un affare da 8 miliardi
Ottanta milioni di presenze, il 25% in strutture a 4 o 5 stelle. Da Obama a Elton John, qui i vip cercano una vacanza diversa
Con le dita sfiorava i tasti del pianoforte tra i broccati della hall tentando di non annoiare gli esigenti, talvolta un po’ distratti, ospiti del Four Season. Poi lo sguardo si è diretto infondo al salone e, lì, fermo ad ascoltarlo c’era Elton John. La notizia della vacanza toscana dell’artista inglese è stata diffusa solo perché la popstar ha atteso che il musicista del piano bar finisse il suo turno per fargli i complimenti. E lui, con il sorriso più largo della vita, l’ha scritto su Facebook. Con foto. Pare che Elton John venga a Firenze spesso. Anche solo per mangiarsi una Fiorentina al sangue. Bruce Springsteen dopo il concerto del 2003 invece noleggiò una manciata di Harley Davidson per andare a mangiare alla Casa del prosciutto di Vicchio. Ne parlarono tutti. La cantante Beyoncé invece non se n’è tornata in America senza prima bersi una bottiglia di Sassicaia alla cantina Citai di San Guido. E chi dimentica Robert De Niro a Grosseto?
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Il cono gelato gustato da Michelle Obama passeggiando per Montalcino mentre il marito giocava a golf nella tenuta di Ferragamo sono solo le ultime righe finite sulle nostre cronache. Pagine ricche di turisti toscani a cinque stelle ma parzialissime perché a fianco di visite non ufficiali, ma stra-raccontate, ci sono i soggiorni vip nascosti a giornalisti e fotografi o vissuti dai Paperoni del mondo con portafogli pieni e nomi anonimi per i più. Artisti, manager, industriali di tutto il mondo che vengono in Toscana. E poi ritornano. Una, due, tre volte.
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Benvenuti nella Toscana di charme.La filiera del turismo attiva 8 miliardi di spesa complessiva, circa il 6,5% del Pil della regione. Ogni anno vengono firmati un milione e 290.000 contratti. Il settore non conosce crisi. E se il turismo è di lusso si può parlare tranquillamente di numeri che salgono senza sosta, come una scala mobile.
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DUE DIPENDENTI PER OGNI OSPITE
Negli hotel a cinque stelle ci sono due dipendenti per ogni ospite. Le presenze, tra strutture ufficiali e non censite, raggiungono quota 80 milioni all’anno. Di queste il 25% sono in hotel a quattro o a cinque stelle. «Una minoranza senza dubbio per il turismo toscano – commenta Enrico Conti, responsabile turismo dell’Irpet – ma con dati straordinari: l’incidenza sul totale è triplicata e le presenze sono aumentate del 286% in 15 anni contribuendo a dare posti di lavoro più stabili rispetto alla media del settore che in Toscana ha creato 10.600 nuovi posti di lavoro».
NUMERI STRAORDINARI
Si è instaurato un ciclo virtuoso nella Toscana dell’ospitalità di lusso. Più i numeri sono positivi più le stelle sono numerose. Lo dicono le rielaborazioni di Irpet e anche i dati di Banca d’Italia.
La costa nel centro sud della Toscana, Costa degli Etruschi e tutto il litorale fino oltre l’Argentario, ha avuto un incremento del turismo del 36% in 15 anni. «In Maremma è cambiata la percezione dell’ospitalità», entra nel merito Alberto Peruzzini, direttore di Toscana Promozione. «Sono nate 4-5 strutture luxury che vendono l’esperienza della Toscana anche fuori dai grandi itinerari. C’è stato uno sviluppo generato da un’imprenditorialità illuminata e anche l’aeroporto di Grosseto, seppur molto piccolo, ha saputo reinventarsi. Così come ha pagato l’aver preservato l’autenticità dei luoghi».
LA VACANZA EMOZIONALE
Non è quest’ultimo un elemento banale. I turisti vanno in Maremma e nelle spiagge del Grossetano perché vivono una vacanza definita “turismo emozionale ed esperenziale”. Tradotto. «Si può andare in bicicletta in circondati da una cornice autentica, bere i vini migliore, assaggiare i nostri piatti e godersi l’atmosfera che solo la Toscana sa regalare. Molti scelgono di percorrere lunghi tratti a piedi e in bici. Si sceglie questa parte della regione per rigenerarsi. E’ un tipo di vacanza originale, fuori dagli schemi, cool. Ed oggi è considerato lusso, vero lusso. Prendersi il proprio tempo».
Obama nel suo breve soggiorno ha raccontato tutto questo. Il cuore pulsante di questa vacanza libera e ancora fuori dalle statistiche ufficiali è l’area a sud di Siena. Gli stranieri amano Montalcino, Pienza, la via Francigena, ancora il Chianti e la Val d’Orcia sempre attualissimi. In 15 anni, citiamo i dati Irpet, il turismo nei borghi e nella campagna senese è cresciuto dell’89% e negli anni della crisi ha tenuto con un più 22%. «Crescite record insieme a Firenze – aggiunge Conti – che continua ad essere attrattiva non solo come città d’arte ma anche come luogo in cui frequentare eventi, soggiornare in relais di lusso. Una città in cui la prima volta si fa l’itinerario classico e poi si torna per partecipare a uno spettacolo, a una festa, a una sagra, a un concerto. Del resto il 28% delle iniziative attrattive della Toscana sono organizzate qui. Il nostro sforzo è incrementare il numero di chi ritorna offrendo itinerari in altre zone della regione, meno conosciute».
FIRENZE FIRST LADY ITALIANA
Firenze nell’immaginario del turista straniero è la first lady italiana, è la città che ogni volta ti strizza l’occhio. E’ con queste parole che la definisce il direttore Peruzzini che, con sguardo benevolo, introduce anche il tema Versilia come un luogo di stile ma che sa rinnovarsi. Nonostante le performance non così brillanti come nel resto regione. Si salva Forte dei Marmi certo ma crolla Massa. Torna quindi l’idea del turismo del lusso che rigenera. E comunque c’è da tener conto che siamo in zone turisticamente mature che piacciono molto a chi ancora ama ostentare il lusso. Ed ecco che qui la lingua cambia e il francese, l’olandese e il tedesco lasciano sempre più spazio al russo e al mandarino.
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