Sicurezza
In Toscana ci sono 269.000 poveri
Le famiglie in difficoltà concentrate soprattutto nelle province della costa. Caritas e Regione: funzionano i 400 euro al mese per chi vuole cercare un lavoro.
FIRENZE. In Toscana 93.300 famiglie sono povere. La loro condizione è di povertà assoluta (sotto i 3mila euro Isee) e relativa (sotto i 6mila euro Isee). Se poi ci mettiamo a contare i singoli componenti di tutte queste famiglie in difficoltà, saltano fuori 269mila persone povere su una popolazione di 3 milioni e 700mila abitanti. E' questo il dato impressionante del rapporto sulle povertà 2017 elaborato dall'assessorato al welfare della Regione Toscana tramite il proprio Osservatorio sociale. Entrando nel dettaglio ci sono 49.300 famiglie (in cui vivono 140mila persone) che tirano avanti con Isee sotto i 3mila euro l'anno, sono nuclei familiari nella condizione di povertà assoluta. Altre 44mila famiglie (corrispondenti a 129mila persone) vivono stando nella fascia tra 3mila e 6mila euro Isee, queste sono nella povertà relativa. Allargando la prospettiva al paniere di tutte le famiglie toscane, quelle povere – ovvero con un Isee inferiore a 6mila euro l'anno - rappresentano il 5,7% del totale. Lo dice l'approfondimento per fasce Isee delle famiglie, e dei loro componenti, che hanno compilato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). Le ultime Dichiarazioni disponibili sono riferite al 2014.
I poveri abitano sulla costa. Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Grosseto. Nessuna provincia del litorale è esclusa dalle tonalità di “rosso” e “nero” che si alternano in mezzo a qualche punta di “bianco”. Il rosso e il nero colorano le zone dove i potenziali beneficiari del Reddito di inserimento (Rei) previsto dal governo è alto o molto alto. Ma non se la passano bene nemmeno in Valdinievole e nella montagna tra il pistoiese e il pratese (fonte: Irpet). Questo sarebbe più che sufficiente per rendere conto del quadro desolante in cui versa la nostra regione se non fosse per la novità di questi anni di crisi. Lo scivolamento verso il basso della classe media dal 2008 a oggi. L'impoverimento di dipendenti, lavoratori precari e licenziati, famiglie giovani con figli. Prima vivevano dignitosamente, avevano un lavoro, si toglievano qualche soddisfazione tipo una cena fuori, una piccola vacanza. Ora faticano ad arrivare alla fine del mese. Taluni obbligati a cercare ospitalità nei centri di accoglienza, altri a chiedere pasta e fagioli alla rete solidale della distribuzione alimentare. E dice che è una cosa endemica, strutturale. Che tradotto vuol dire: non se ne esce.
Le azioni di Regione e Caritas. Alla presentazione del rapporto sulle povertà che si è tenuto a Firenze si è provato a ragionare su una via d'uscita a questa situazione. Regione e Caritas diocesane insieme in una sala dell'auditorium Sant'Apollonia piena in ogni ordine di posto. C'era l'assessore regionale al welfare Stefania Saccardi. C'era Alessandro Martini, direttore della Caritas di Firenze e delegato regionale per la Toscana. Le istituzioni pubbliche e il privato sociale che provano a fare dei passi nella stessa direzione. «La rete di inclusione sociale rivolta alle persone che s'impegnano a cercare un lavoro comincia a funzionare» dice Martini. Sono 400 euro di contributo mensile a chi accetta l'accompagnamento al lavoro. Mentre la assessora Saccardi ricorda: «I governi Renzi e Gentiloni hanno messo 2 miliardi nella lotta alla povertà. Non era mai successo. E la Regione sta elaborando un piano complessivo di lotta alla povertà».
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