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Parla l'orefice: "Ha sparato lui per primo, io ho risposto ai suoi colpi"
Le prime parole al Tirreno di Ferretti. A terra i carabinieri hanno trovato diversi bossoli ora all'esame balistico. Il commerciante è indagato per omicidio volontario. Identificato il bandito: è un italiano con numerosi precedenti per rapina, era da poco uscito dal carcere di Pisa
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PISA. «Ha sparato lui». Daniele Ferretti, il gioielliere 70enne pisano che martedì 13 giugno sera ha sparato a un rapinatore uccidendolo, è piccolo di statura. Un tipo tranquillo, non ha l’aspetto del pistolero. Seduto nell’auto dei carabinieri, accanto alla moglie, pochi istanti dopo aver subìto l'agguato, ha atteso il trasferimento in caserma per essere sentito come persona informata sui fatti.
Intanto mercoledì 14 giugno è stata formalizzata l'iscrizione del commerciante nel registro degli indagati, per il reato di omicidio volontario. Lo si apprende da ambienti investigativi. Sempre da quanto appreso l'iscrizione collegata all'espletamento di accertamenti irripetibili e all'autopsia sul rapinatore morto, ai fini di assicurare tutte le garanzie a difesa dell'indagato. Ferretti è iscritto sul registro degli indagati per omicidio volontario.
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Al Tirreno, pochi istanti dopo la rapina, prima di partire con i militari, il commerciante ha detto ancora sconvolto: «Ha sparato lui per primo e ho risposto. I bossoli sono in terra. Tanti colpi ha sparato lui, tanti ne ho sparati io». Frasi pronunciate pochi minuti dopo un conflitto a fuoco. Una situazione di estremo pericolo che, per uno che fa quel mestiere, è sempre dietro l’angolo, anche se spera di non doverla mai affrontare. Dalle sue parole dunque emergerebbe la legittima difesa del gesto.
VIDEO: Il procuratore: "Al vaglio la posizione dell'orefice"
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Ma saranno gli inquirenti ad analizzare l'esatta sequenza dei fatti. Per il momento quello che è emerso è che a terra, all'interno del negozio di gioielli che si trova a Pisa, nel quartiere Pratale, c'erano nove bossoli, di calibro diverso e quindi sparati da due armi differenti. Dunque i primi reperti catalogati dai carabinieri, che seguono le indagini, sembrerebbero confermare le parole di Ferretti. Il gioielliere era nel suo negozio con la moglie quando due rapinatori hanno fatto irruzione all'interno: uno è rimasto ucciso, l'altro è scappato, pare con un complice e con il "palo" che era rimasto all'esterno del negozio.
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Intanto nella mattina di mercoledì fervono le indagini su un doppio binario: da una parte, da un punto di vista giudiziario, la Procura ha iscritto l'orefice sul registro degli indagati. Un atto dovuto, in presenza di un reato, che gli permetterà di nominare un avvocato e un medico legale, quando sarà eseguita l'autopsia sul corpo del rapinatore. Il commerciante sarà dunque riascoltato dai carabinieri e dalla Procura, questa volta in presenza di un legale. Subito dopo la sparatoria, è stato ascoltato come persona informata sui fatti, come vittima di rapina.
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Nelle prossime ore sarà anche svolto l'esame autoptico sul rapinatore, che nel frattempo è stato identificato grazie alle impronte digitali. Si tratta di Simone Bernardi, 43 anni, originario di Latina ma domiciliato a Pisa, con numerosi precedenti per rapina. Era uscito a marzo dal carcere di Pisa dove aveva scontato una precedente condanna per reati commessi altrove. Secondo quanto si è appreso, inoltre, il commando in azione era composto da tre persone, due delle quali tuttora in fuga. Il bandito morto era anche l'unico ad avere agito con il volto travisato da una calzamaglia e da un paio di occhiali da sole.
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Dall'altro lato, sul secondo binario, proseguono a ritmo serrato le indagini dei carabinieri. In particolare i militari dell'Arma si stanno concentrando sulla caccia al bandito in fuga. Gli investigatori stanno visionando le telecamere della zona e raccogliendo più testimonianze possibili. All'esame della sezione scientifica dei carabinieri anche la Panda usata dai banditi per raggiungere la gioielleria che martedì sera è stata abbandonata dai rapinatori e poi sequestrata dai militari. All'interno potrebbero esserci impronte preziose.
Nelle prossime ore ci saranno anche esami balistici sui colpi esplosi per cercare di capire quale arma sia stata usata dai banditi, quanti colpi siano stati esplosi e chi abbia agito per primo.
IL BANDITO NEL NEGOZIO IL GIORNO PRIMA
#nessunotocchiDaniele https://t.co/f6Q8kJQQuN pic.twitter.com/IXhbbA76ry
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) 14 giugno 2017
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