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Toscana

INCHIESTA CHIANTIBANCA 

Perquisizioni a raffica all’ex cda 

FIRENZE. Perquisite 15 persone nell’ambito dell’inchiesta della procura di Firenze su Chiantibanca. I blitz delle fiamme gialle hanno riguardato tutti coloro che al momento sono finiti sul registro...

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FIRENZE. Perquisite 15 persone nell’ambito dell’inchiesta della procura di Firenze su Chiantibanca. I blitz delle fiamme gialle hanno riguardato tutti coloro che al momento sono finiti sul registro degli indagati. Perquisizioni domiciliari sono state eseguite a carico dei membri del consiglio di amministrazione in carica fino al 2015, compresi l’allora presidente Stefano Corsi e il vicepresidente Stefano Mecocci.

I finanzieri hanno bussato anche alla porta di tre revisori del collegio sindacale e dell’ex direttore generale Andrea Bianchi. Acquisizioni di documenti sono state effettuate anche nella sede della direzione generale della banca e presso la Fondazione Chiantibanca, che si trovano entrambe a San Casciano Val di Pesa. I reati ipotizzati nell’inchiesta, coordinata dal pm Luca Turco, sono quelli di falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza. In particolare l’attenzione degli inquirenti si sarebbe concentrata sulla classificazione nei bilanci di un Btp da 100 milioni di euro con scadenza nel 2046. Dalle indagini è stato accertato che il Btp è stato acquistato e rivenduto in un anno, senza aspettare la sua scadenza naturale nel 2046. L’operazione, che ha portato un utile di 3,5 milioni di euro, sarebbe stata condotta in violazione alle normative bancarie, per presentare un bilancio robusto all’assemblea dei soci.

Altre questioni al vaglio dell’inchiesta sono la modifica di verbali di riunioni del consiglio di amministrazione, la gestione dei crediti deteriorati rispetto alle indicazioni date dagli ispettori di Bankitalia, le aperture e le chiusure di filiali per le spese sostenute per i lavori di allestimento e l’erogazione di alcune consulenze esterne. L’inchiesta, ancora lontana dalla sua conclusione, è nata da un esposto presentato dall’organo di vigilanza interno della banca, organismo privato previsto dalla legge 231 sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Nel documento venivano segnalate ai pubblici ministeri di Firenze una serie di anomalie nella gestione della banca cooperativa, portando a corredo anche verbali del Cda, rapporti di alcuni audit e altri atti interni.

Matteo Leoni

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