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Il cantiere è in difficoltà ma Falciai vuole il suo yacht 

Il cantiere è in difficoltà ma Falciai vuole il suo yacht 

Il presidente di Mps e socio di Mondomarine vuole portarsi via la barca non finita I lavoratori proclamano lo sciopero: «Manca l’accordo per vendere ai cinesi»

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PISA. A mettere di cattivo umore i lavoratori del cantiere Mondomarine, a Savona, non è solo la difficile situazione economica. Cassa integrazione a Pisa, problemi analoghi in Liguria. Ieri, a scatenare lo sciopero «contro la mancata formalizzazione della vendita dell’azienda ai cinesi», sarebbe stata anche la mossa di Alessandro Falciai di portarsi via la barca. Il manager livornese, laureato in ingegneria aerospaziale presidente di Mps (con l’1,8% delle quote) vorrebbe prendersi lo yacht commissionato, anche se non completato.

Secondo i lavoratori Falciai, infatti, sarebbe stato pronto a portasi via lo yacth da Savona ufficiosamente per evitare che il suo gioiellino resti invischiato nelle beghe di cessione di Mondomarine di cui è principale azionista; ufficialmente - come avrebe fatto sapere - per usarlo per una breve vacanza.

Il dato certo è che ieri i lavoratori di Mondomarine hanno proclamato uno sciopero a oltranza per protestare, appunto, contro la mancata formalizzazione della vendita dell'azienda , Ma anche per «la richiesta del principale azionista, l'imprenditore Alessandro Falciai di varare il suo yacht nonostante non sia ancora stato completato».

Secondo i dipendenti questa richiesta potrebbe essere ricondotta a un imminente fallimento di Mondomarine. Che oggi a Pisa, il sindaco Marco Filippeschi tenterà di scongiurare. È previsto in municipio con i potenziali acquirenti cinesi. Ma molto di più al momento non trapela.

Resta l’amarezza delle dichiarazioni dei sindacati: «Ci era stato promesso per il 2 giugno un documento che attestasse il passaggio dell'azienda a una nuova proprietà cinese - spiegano - ma in questi giorni in un incontro abbiamo scoperto che a oggi non esiste alcun contratto. Ci dicono che esiste un accordo ma non ci sono documenti che lo certifichino. Anche il deposito a garanzia per proseguire con la ristrutturazione del debito non c'è stato».

I lavoratori di Savona hanno così proclamato lo sciopero per bloccare il varo dello yacht di Falciai. Quelli di Pisa hanno evitato lo sciopero: tanto non hanno lo yacht e, comunque, sono in cassa integrazione. «Dato che l'udienza in tribunale per decretare o meno il fallimento è prevista per il 14 giugno - proseguono i sindacati -, pensiamo che il proprietario voglia semplicemente mettere in acqua la sua barca prima di quella data e andarsene, magari facendola rimorchiare altrove evitandone il sequestro. Abbiamo quindi deciso di trattenerla qui: l'unica garanzia che abbiamo».

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