Il Tirreno

Toscana

Navi, aerei e ferrovia: la Rotterdam del Tirreno 

di Francesco Loi
Navi, aerei e ferrovia: la Rotterdam del Tirreno 

Pisa nel sistema portuale livornese per rafforzare logistica e infrastrutture Bonadio: «Il territorio è in grado di competere con quelli del Nord Europa»

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PISA. Entrerà anche Pisa nel sistema portuale dell’Alto Tirreno. Stoccaggio, logistica e smistamento merci sono parole che tratteggiano uno scenario di sviluppo economico dell’area che si è messo in movimento. E che vedrà protagoniste le zone industriali di Ospedaletto e soprattutto Montacchiello, oltre alla Darsena e al canale dei Navicelli (grazie anche alla prossima apertura del collegamento con l’Arno attraverso l’Incile). Una sinergia con Livorno in piena regola, «per arrivare a competere con i sistemi logistici del Nord Europa: sapete che le merci a Milano arrivano ora da Rotterdam? Qui ci sono tutte le infrastrutture e le possibilità per inserirsi in modo competitivo». Di questo è ben convinto l’ingegner Giovanni Bonadio, già presidente di Logistica Toscana. Il consiglio regionale lo ha designato come suo esponente nel Comitato portuale Alto Tirreno, composto dai rappresentanti dei Comuni partecipanti (Livorno e Piombino), della Regione Toscana e della Capitaneria di Porto. La riforma dei porti ha previsto per la Toscana due sistemi. Uno è quello dell’Alto Tirreno, con Livorno e Piombino. L’altro è il sistema ligure-orientale, con Carrara e La Spezia.
Da metà marzo Stefano Corsini è stato nominato presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Alto Tirreno: è il vertice di quella governance di Palazzo Rosciano che ha Bonadio tra i suoi componenti. Un pisano (d’adozione), dunque, nella cabina di regia dei porti. Forse anche per questo gli viene semplice spiegare come Pisa in realtà faccia già parte del sistema portuale. Anzi, questo sarà uno dei principali fronti di impegno, soprattutto in tempi di crescita esponenziale dell’e-commerce, il commercio elettronico via web, che significa premere l’acceleratore in termini di stoccaggio, logistica e servizi collegati. «Un sistema portuale – dice Bonadio – non è fatto solo di opere a mare. Sì, al 50% è composto di opere a mare, ma al 50% anche di opere a terra, ovvero di collegamenti infrastrutturali con i mercati di provenienza e destinazione delle merci. Un porto è tanto più competitivo quanto più è in grado di portare merci nei mercati di destinazione. I porti toscani hanno le caratteristiche per competere con i sistemi logistici del Nord Europa. Hanno ciò che serve per riuscire a contenere i costi, diventando così competitivi, grazie alle infrastrutture presenti e ad una logistica ben organizzata».
Ma come c’entra Pisa? «Il retroterra del porto di Livorno è costituito da un triangolo che ha per vertici Pisa, Livorno e Pontedera. Un’area con grandi potenzialità logistiche, peraltro già oggetto di interesse da parte di grandi investitori. È ancora recente l’incontro del ministro Delrio e del governatore Rossi con il presidente delle ferrovie cinesi, il China Railway International Group. La visita in Cina del presidente Mattarella e del premier Gentiloni s’inserisce in un quadro di rapporti e di accordi che potrebbero sfociare in situazioni di grande interesse».
E quali carte possono giocarsi Livorno e Pisa in tale contesto? «Intanto Pisa ha la presenza del sistema aeroportuale. Inoltre ha il canale dei Navicelli, che rappresenta una via d’acqua per le merci che conduce direttamente al porto di Livorno. E nella sua darsena ha spazi idonei per una city logistic dell’area metropolitana della costa, ovvero la distribuzione urbana delle merci. Per tutto questo la proposta che faccio è quella dell’inserimento di Pisa nel sistema portuale dell’Alta Toscana, con un comitato di coordinamento dove includere un rappresentante locale. Una proposta coerente con la linea della commissione costa, presieduta da Antonio Mazzeo, e che coincide con la volontà del governatore Rossi. Inoltre la valorizzazione del sistema portuale porterà in primo piano le aree di Ospedaletto e Montacchiello». Questo è un passaggio che deve essere spiegato. «La chiave di volta – riprende Bonadio – è il collegamento diretto del porto di Livorno alla linea ferroviaria nord-sud che passa per Firenze, ma senza transitare per il nodo, ormai congestionato, di Pisa. Si tratta quindi di passare attraverso il collegamento della linea ferroviaria Pisa-Collesalvetti-Vada con la Pisa-Firenze che avviene all’altezza delle aree industriali di Pisa, restando valida in prospettiva anche l’opzione di un collegamento fino a Pontedera». Se il collegamento con l’Interporto di Guasticce è ormai un fatto acquisito («Rfi pubblicherà i bandi entro l’anno»), ora è da definire il collegamento con Montacchiello, una linea di non molti chilometri e spesa non eccessiva. Nella zona, lato mare, gli strumenti urbanistici già prevedono la realizzazione di una stazione. Il progetto si chiama “Raccordo” (Rail Access from Coast to Corridor-Accesso ferroviario dalla Costa al Corridoio di Trasporto) ed è stato elaborato dalla Direzione Sviluppo ed Innovazione dell’Autorità portuale Alto Tirreno.
«Questa, come idea progettuale, ha già ottenuto l’approvazione dell’Unione Europea – sottolinea l’ingegnere –. Rossi ha chiesto un incontro all’amministratore delegato di Rfi, Maurizio Gentile, per concordare le linee operative». Peraltro uno sviluppo del genere «aumenta l’esigenza – aggiunge Bonadio – del completamento della linea Tirrenica con un tratto dalle caratteristiche autostradali. La commissione costa ha scritto al ministro Delrio per sollecitare la definizione dell’infrastruttura». Le sinergie tra Livorno e Pisa potrebbero non finire qui. Bonadio, che è anche consigliere di Toscana Aeroporti, promette: «Mi adopererò per un coordinamento tra sistema aeroportuale e portuale, con l’obiettivo di avere a Livorno le crociere di testa».

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