Il Tirreno

Toscana

Scogli o sabbia, l’acqua del mare è eccellente 

di Lara Loreti

L’Arpat stila la classifica: bene la Maremma, la Costa Etrusca, piccolo neo in Versilia

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LIVORNO. Andrea Camilleri adora l’orizzonte blu della Maremma con i suoi silenzi già cari al Montale. Il compianto Giorgio Faletti scrisse una lettera all’Elba, descrivendo il suo «grande privilegio: da casa mia si vede il mare». Andrea Marcolongo, la giovane scrittrice ex ghostwriter di Matteo Renzi, ha mollato baracca e burattini e da Firenze, dopo aver vissuto tra Torino e Milano, ha scelto i canali del quartiere della Venezia, a Livorno. E che dire di Sandro Veronesi che per le sue opere prende ispirazione dai lidi della Versilia meno vip che già ammaliarono Thomas Mann. La storia della letteratura ci insegna ciò che per l’Arpat è statistica, supportata dalla tecnica: il mare della Toscana attualmente è classificato “eccellente” per il 96% dei chilometri costieri controllati. Niente male come notizia alla vigilia dell’estate. Che sia sabbia, scoglio o ghiaia, il bagno è servito. Un dato positivo – per ora – in linea con quello del dicembre dell’anno scorso e anche con il 2015. Dunque quella distesa azzurra che ha sedotto scrittori e naufraghi per scelta, oltre a essere bella, è anche pulita. Lo dimostrano i prelievi effettuati periodicamente, dal 1 aprile al 30 settembre, dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale.
BELLO E PULITO, PERÒ...
Ma attenzione: la stagione balneare 2017 è solo agli esordi e il rischio di inquinamento è dietro l’angolo. Il livello di allerta deve rimanere alto, soprattutto per un annoso problema che è tutt’altro che vicino dall’essere risolto: gli impianti di depurazione sono soggetti a malfunzionamenti. Basti dire che – come spiegano gli esperti di Arpat – gli episodi di inquinamento, con conseguenti divieti di balneazione scattati in alcuni lidi durante la scorsa estate, sono dipesi più da malfunzionamenti dei sistemi di collettamento e depurazione delle acque reflue (è successo ad esempio a Follonica, Livorno, Grosseto, San Vincenzo e Scarlino) che da criticità messe in evidenza dalle precipitazioni (come è capitato in alcuni punti del litorale apuo-versiliese e di quello livornese). E molti dei problemi restano irrisolti.
CLASSIFICA E PARAMETRI
Per il momento, in base ai primi rilievi stagionali effettuati da Arpat sulla qualità delle acque in tutta la regione (parametrati su enterococchi intestinali ed escherichia coli), basate sul controllo delle concentrazioni microbiologiche degli ultimi 4 anni, tra le aree balneabili solo il Rio Felciaio, in centro a Livorno, è risultato “scarso”, che è il gradino più basso della classifica (poi ci sono sufficiente, buono ed eccellente). Ma è una vera eccezione perché il litorale livornese risulta il più pulito e ambito della regione, seguito dal Grossetano e dalla costa pisana.
Nelle altre aree della Toscana che a fine 2016 risultavano classificate come scarse è stato invece istituito il divieto permanente. L’area del Rio Felciaio fa eccezione ed è stata mantenuta balneabile dalla Regione Toscana in considerazione delle misure straordinarie previste dall’amministrazione comunale per superare i problemi. Arpat sta comunque monitorando la situazione per assicurarsi che le promesse siano mantenute. Le altre tre classi invece (sufficiente, buona ed eccellente) garantiscono la piena balneabilità, pur nella differenza di qualità dell’acqua.
OCCHIO A RII E FOSSI
In Toscana si contano sulle dita di una mano le spiagge dove il mare è risultato solo “sufficiente”. A strappare il “sei” ai tecnici dell’Arpat sono per lo più i tratti della costa toscana settentrionale (litorale apuo -versiliese), dove risulta la maggior percentuale di aree in classe non eccellente (quasi 1 su 3). Le zone dove l’acqua è meno pulita, con un’area scarsa e tre sufficienti, sono tutte situate in corrispondenza della foce di piccoli fossi (Magliano, Fiumetto, Motrone e Abate): in una costa che rappresenta il 6% di quella regionale si trovano la metà delle aree di classi peggiori.
Le altre zone non eccellenti sono spesso localizzate in prossimità di sbocchi a mare di corsi d’acqua (oltre al Rio Felciaio ci sono il fiume Cecina e l’Albegna nel Grossetano), alcuni dei quali con divieto permanente di balneazione per motivi igienico-sanitari (Fossa Calda a Torre Nuova, tra Piombino e S. Vincenzo; Gora delle Ferriere a Follonica). Tuttavia, va detto che nel 2016, rispetto all’anno precedente, ci sono stati miglioramenti grazie a interventi di rimozione delle cause di inquinamento (per esempio nel Botro dei Marmi a San Vincenzo e nel Canale Solmine a Scarlino). I divieti permanenti in tutto sono 58, di cui dieci per motivi igienico sanitari, sei in aree naturalistiche o militari (Accademia, carcere di Gorgona) e 42 in zone portuali.
L’IMBARAZZO DELLA SCELTA
Per il resto, dei quasi 400 chilometri di costa della terra ferma alle meravigliose isole dell’Arcipelago, c’è solo da scegliere il luogo che più confà ai propri gusti: tra i più gettonati, Porto Santo Stefano, la Marina di Grosseto, Cala Moresca a Piombino, Marina di Bibbona, il Rogiolo a Livorno, Marina di Pisa, Torre del Lago fino a Marina di Carrara. E come dice Paolo Virzì, un bel tuffo e passa tutto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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