Il Tirreno

Toscana

Il maxi concorso delle Università: i migliori dipartimenti in gara per un tesoro

Stefano Taglione
Studenti dell'Università di Pisa durante l'inaugurazione di un laboratorio tecnologico
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Studenti dell'Università di Pisa durante l'inaugurazione di un laboratorio tecnologico

Sette atenei toscani piazzano 39 aree didattiche fra le migliori 352 di tutta Italia. Solo 180 potranno ricevere il super finanziamento pubblico di 271 milioni l’anno. I progetti al vaglio della commissione del ministero

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PISA. Pisa scende in campo con biologia e matematica. Firenze risponde con chimica e scienze giuridiche, mentre Siena schiera la sua punta di diamante: filosofia e critica delle letterature. Sette università toscane, una torta da oltre un miliardo e 300 milioni di euro per cinque anni: il ministero dell’Istruzione ha scelto i 352 dipartimenti migliori d’Italia e ben 39 (l’11 per cento) sono “nostri”: 14 a Firenze, 10 a Pisa, 9 a Siena, due ciascuno (en plein) per la Scuola superiore Sant’Anna e la Normale e uno, cioè l’intero ateneo, per l’Imt di Lucca e l’università per Stranieri di Siena. Tutti i loro direttori potranno fare domanda, nel corso dei prossimi mesi, per aspirare a entrare nella rosa dei migliori 180 che potranno beneficiare, dal 2018 al 2022, di un fondo extra di 271 milioni l’anno, utilizzabile per potenziare il personale docente, la didattica e le attività di ricerca.

LA SELEZIONE
Ma in cosa consiste la selezione? È una gara riservata ai “secchioni”: ai migliori atenei d’Italia, certificati dal ministero secondo un algoritmo che si chiama “Ispd”, Indicatore standardizzato di performance dipartimentale. Analizza, attraverso un calcolo molto complicato, la qualità della ricerca e la bravura dei docenti che vi insegnano. Poi stila una classifica, che vede alcuni atenei toscani primatisti assoluti: è il caso delle scuole di specializzazione più rinomate, come la Normale e il Sant’Anna di Pisa, ma anche l’Imt di Lucca, che hanno piazzato tutti i dipartimenti in testa alla graduatoria. In questa prima fase, dove a comandare è stato l’algoritmo, il Nord ha decisamente prevalso sul Sud e sulle isole, rimasti in corsa solo con 48 dipartimenti (il 13,6%) e la Federico II di Napoli come miglior università. Ora, però, conteranno i progetti presentati dai presidi: attorno al 10 giugno la speciale commissione del ministero ne deciderà i criteri e, finalmente, gli atenei potranno scoprire le proprie carte finora ben nascoste.

PISA
L’università di Pisa scende in campo con 10 dipartimenti: civiltà e forme del sapere, oltre a filologia, letteratura e linguistica, sono al top della classifica. Poi, quasi in testa, ecco biologia e patologia chirurgica e medica. A seguire, sempre in ottime posizioni, matematica, ingegneria dell’informazione, farmacia, fisica, giurisprudenza e informatica.

FIRENZE
L’ateneo fiorentino, come numero di dipartimenti ammessi alla fase finale, per ora supera quello di Lungarno Antonio Pacinotti 14 a 10. Firenze schiera ben cinque strutture al top: sono scienze biomediche, scienze giuridiche, chimica, storia archeologia geografia arte e spettacolo e scienze della terra. Più in basso, ma sempre in lizza per i finanziamenti pubblici, troviamo lettere e filosofia, lingue, letterature e studi interculturali, medicina sperimentale e clinica, scienze politiche e sociali e biologia. Ma l’elenco continua: statistica, informatica e applicazioni, scienze per l’economia e per l'impresa, scienze della formazione e psicologia e, infine, fisica e astronomia.

SIENA
Bene anche l’università di Siena con nove dipartimenti: filologia e critica delle letterature in cima alla classifica, seguito da scienze sociali, politiche e cognitive, biotecnologie, chimica e farmacia, biotecnologie mediche, studi aziendali e giuridici, giurisprudenza, scienze della vita, scienze della formazione e scienze storiche e dei beni culturali. Anche l’altro ateneo cittadino, l’università per Stranieri, è in lotta per accaparrarsi il denaro con il dipartimento per la didattica e la ricerca.

LA COMMISSIONE
A decidere chi beneficerà dei finanziamenti sarà una commissione composta da sette persone, guidata dall’ex ministra della Giustizia, Paola Severino. Con lei anche due professori toscani: l’endocrinologo fiorentino, in pensione dallo scorso ottobre, Gianni Forti, ed Elisa Bertino, docente alla Purdue University di West Lafayette, negli Stati Uniti, ma laureata in informatica a Pisa. Gli altri membri della commissione sono Maria Andaloro, Maria Esteban, Carlo Sirtori e Luigi Guiso, già professore all’Istituto universitario europeo di Firenze.

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di Redazione web