Gioco
Turismo, la Toscana dei 124 borghi gioca all’attacco
Presenze in crescita costante, Ministero e Regione mettono in campo iniziative di promozione internazionale. Durante l'estate "Il Tirreno" dedicherà un evento itinerante ai paesi-gioiello
ROMA. Lungo la fiancata dei taxi di Londra, la scorsa settimana, c’era un profilo che per noi toscani è familiare: uno skyline di campanili, torri merlate, chiese e mura antiche. È l’icona di un borgo storico, lì assemblata in un collage di scorci veri (uno è in Val d’Orcia). L’hanno vista tutti e la sognano in molti. Quel disegno era incollato anche sui bus di Bruxelles, mentre in versione dinamica diventava uno spot sul tabellone elettronico dell’open di tennis di Madrid, all’inizio di maggio, durante i cambi di campo del torneo vinto da Rafael Nadal.
Gioco, partita, incontro: l’Italia dei borghi si è lanciata così in Europa, iniettando dolci e sottili dubbi nei progetti di chi sta pianificando le sua vacanze del 2017: sei proprio sicuro di andare solo a Venezia, Roma o Firenze? Sai che a Montecatini Alto di notte sembra di volare sulla vallata piena di luci, e che a Certaldo o a Bolgheri c’è una bottega dove un vecchio artigiano sta preparando a mano l’oggetto che stai cercando da anni?
Così, tra una partita di tennis e una mancia al tassista di Piccadilly, il turismo nei borghi, vero segreto di questa penisola, si fa largo nei pensieri della gente d’Europa. Ora il Mibact lo presenta all’Italia, alle Terme di Diocleziano, tra rovine magnifiche dove nel 300 dopo Cristo trovavano posto e relax tremila romani. Ogni giorno, una regione: un evento “Ai confini della meraviglia”. E ieri in calendario c’era la Toscana.
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Il Tirreno nei borghi ci crede al punto che dedicherà a loro l’evento itinerante dell’estate: nel centoquarantesimo anno della storia del nostro giornale saremo in alcuni degli scrigni che contengono i tesori della nostra regione, con una rassegna che parlerà di prodotti tipici e leggende locali, di notizie e di itinerari, di immagine-simbolo e di gente comune. «L’iniziativa che facciamo ogni anno insieme al Tirreno, “L’altra estate”, sarà dedicata proprio ai borghi toscani con un’attenzione particolare ai centri non lontani dalla costa», è l’anticipazione di Toscana Promozione durante la conferenza stampa.
C’è davvero bisogno di richiamare i turisti di tutto il mondo nelle piccole, deliziose piazze dei villaggi italiani, affacciati a una balaustra per guardare panorami come quadri, appoggiati al muro di quel vicolo, sotto la volta antica, dove il cielo sbuca nell’ombra delle pareti medioevali?
Sì, ce n’è bisogno. Non perché Montalcino o Pitigliano – per restare in Toscana – non siano luoghi conosciuti nel mondo o nel famoso, citatissimo immaginario collettivo; ma perché la concorrenza è grande e i programmi delle vacanze sono sempre più congestionati, pieni di cosiddette “tappe d’obbligo” nelle città d’arte dove proprio non si può mancare, e insomma tra tante teste di serie, tra torri di Pisa e David all’Accademia, si rischia di guardare una cosa perdendone un’altra.
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Per l’assessore regionale Stefano Ciuoffo, nella partita del turismo internazionale la Toscana non è una solista, ma la punta di una squadra. «L’immagine che raccontiamo qui a Roma è quella trasmessa dai borghi, grazie a questa collaborazione con il Mibact. Siamo portatori di alcune eccellenze assolute, lo sappiamo; ma da soli non saremmo niente, vogliamo stare in un sistema, in un percorso strutturato. Solo così siamo certi di poter vincere una competizione mondiale».
La Toscana ha un patrimonio di 124 borghi: «Negli ultimi sei anni – ha illustrato Alberto Peruzzini, direttore di Toscana Promozione Turistica – le presenze turistiche nei borghi toscani sono cresciute mediamente del 6.9%. E nel 2016 abbiamo superato i 7.4 milioni. Cifra che rappresenta il 16% delle presenze turistiche regionali. Una crescita determinata in primo luogo del turismo internazionale, anche se la bilancia tra italiani e stranieri è in pareggio. Dal 2005 ad oggi, però, il turismo estero nei nostri borghi ha fatto registrare un aumento del 21%». Insomma parlare alla gente del mondo. Usando la grande bellezza e i piccoli tesori.
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