Il Tirreno

Toscana

Migliaia di bimbi devono vaccinarsi entro settembre

di Stefano Taglione
Migliaia di bimbi devono vaccinarsi entro settembre

L'obbligo in Toscana. Le Asl assicurano: siamo in grado di rispondere alle richieste. Intanto l'assessore Saccardi annuncia  che la Regione rinuncerà alla legge-obbligo: "Va bene la norma nazionale varata dal governo"

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FIRENZE. Niente legge regionale sui vaccini. Parola dell’assessora regionale alla Salute, Stefania Saccardi, ampiamente soddisfatta del decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri. Il governo, due giorni fa, ha adottato un provvedimento quasi fotocopia di quello toscano, ma su scala nazionale (l’obbligo di vaccinazione per accedere a nidi e materne), rincarando con multe da 500 a 7.500 euro per i genitori che non renderanno immuni i figli fra i 7 e i 16 anni, durante le scuole dell’obbligo. «Eravamo pronti a varare il nostro regolamento entro giugno – spiega Saccardi – ma dal mio punto di vista ora ogni discussione è inutile: il governo ha preso una decisione e non possiamo fare dei doppioni. Sono molto soddisfatta che la ministra Beatrice Lorenzin, con la quale mi sento spesso, abbia preso spunto dalla mia idea. Se poi il Consiglio regionale vuole comunque andare avanti, lo faccia». «Attendiamo di leggere il testo in Gazzetta ufficiale – spiega Antonio Mazzeo, vicesegretario toscano del Pd – solo dopo valuteremo il da farsi».

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VACCINAZIONI ANCHE DAI MEDICI DI FAMIGLIA
Risolta la legge, ora bisogna passare all’azione. Entro settembre – quando suonerà la prima campanella – tutti i bambini da 0 a 6 anni dovranno per forza vaccinarsi. Tempistica valida, in realtà, per tutti gli under 16, visto che dal settimo anno di vita è vero che non c’è l’obbligo in senso stretto, ma per i genitori “antivax” scattano pesanti sanzioni. È per questo che le Asl vogliono coinvolgere anche i medici di famiglia e non solo i colleghi pediatri e quelli dei centri di igiene pubblica. «Vogliamo riorganizzare il servizio in questo senso – conferma Enrico Desideri, direttore generale dell’Usl Toscana sud est – ma sono sicuro che non ci saranno problemi: con un calendario ben preciso, da qui a settembre, riusciremo a vaccinare tutti regolarmente. Da noi i problemi si presentano solo nei giorni dopo un caso di meningite, quando negli ambulatori si riversano 200 persone e purtroppo non riusciamo ad accontentare tutti. Non sarà questo il caso».

IL NUOVO ELENCO
Secondo quanto deciso a Roma, oltre a quelli contro difterite, tetano, epatite B e poliomielite, diventano obbligatori anche i vaccini contro meningococco B e C, morbillo, parotite, rosolia, varicella e haemophilus influenzae. La Regione, in realtà, aveva incluso anche lo pneumococco, ma Saccardi conferma che «per quanto mi riguarda non ha senso fare una legge apposta solo per questo batterio», che è il principale responsabile della polmonite nella popolazione adulta.

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I NUMERI
In Toscana – secondo l’Istat – sono coinvolti 540.000 bambini e ragazzini da 0 a 16 anni. Circa 7.700 sarebbero coloro che, fra gli 0 e i 24 mesi, ad oggi devono ancora vaccinarsi. Varicella, rosolia, morbillo e parotite sono gli antidoti che destano più preoccupazione: solo il 78,2% dei bimbi da 0 a 2 anni, ad esempio, nel 2015 si è reso immune alla varicella. Un «dato allarmante» secondo il responsabile della rete vaccinale regionale, Giovanni Vitali Rosati, che non più tardi di qualche mese fa è stato ospite al Tirreno del forum contro la meningite. «La soglia minima di sicurezza è pari al 95% – spiega il pediatra – ed è lontana. Obbligare le persone a vaccinare i propri figli è una sconfitta: significa che non siamo riusciti a trasmettere il messaggio alle famiglie. Spero che questa misura sia solo transitoria».

«ORA ARRIVIAMO AL 100%»
Non vuole più la legge, ma non la dimentica. L’assessora Saccardi intende raggiungere «il 100% di copertura su tutte le vaccinazioni». «Ho puntato fin da subito su una legge molto spinta, non la stessa che sarebbe uscita dal Consiglio regionale – afferma – quindi sono in sintonia con il governo». Nel frattempo, ieri, alcuni genitori “no vax” hanno protestato contro il decreto di fronte all’hotel Principe di Piemonte di Viareggio, dove era in corso un convegno della Società italiana di pediatria.

I PEDIATRI SONO PRONTI
I pediatri sono pronti a vaccinare e la decisione del governo non li ha colti di sorpresa. E – sia con, sia senza l’aiuto dei medici di famiglia – sono pronti a partire con il nuovo calendario vaccinale. «Il 60% dei miei colleghi è in grado di fare le punture direttamente in ambulatorio – conferma Paolo Biasci, segretario regionale della Federazione italiana medici pediatri – e in estate saremo in grado di far fronte a ogni necessità. Non dimentichiamo che in Toscana, dal 2016 ad oggi, abbiamo svolto 300.000 sedute vaccinali. Vinceremo anche questa sfida». Anche Antonio Panti, presidente dell’Ordine dei medici di Firenze, è molto fiducioso. «Ci riusciremo – dice – e per altro credo che la Regione spenderà poco: non saprei dire esattamente quanto, ma molto meno di un milione di euro».

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