Il Tirreno

Toscana

«Tirrenica a 4 corsie: il Governo si opponga alla censura europea» 

Regione, l’assessore Ceccarelli reclama risposte e fondi da Delrio: «Chiarisca se vuole abbandonare il progetto» 

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FIRENZE. Basta melina. Ora serve chiarezza. Il Governo deve dire alla Toscana se e come realizzerà la Tirrenica. Lo deve dire già la prossima settimana nell’incontro con il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. Deve dire se sarà un’autostrada o meno. Se intende revocare la concessione per costruirla a Sat, la società del gruppo Atlantia, il colosso delle infrastrutture. Oppure - chiede senza mezzi termini, Vincenzo Ceccarelli, assessore regionale ai Trasporti - se il Governo (finalmente) intende mettere le cose in chiaro con l’Europa e rispondere punto su punto alla procedura di infrazione aperta da Bruxelles contro l’Italia. La terza, dal 2009, contro il corridoio tirrenico, previsto sulle mappe stradali europee dagli anni Sessanta e mai realizzato.
Motivo della contestazione, dal 2009, sempre il solito: non le questioni ambientali, non il tracciato. Il fatto che lo Stato abbia prorogato a Sat la concessione per costruire la Tirrenica senza gara d’appalto. Le spiegazioni fornite dall’Italia a Bruxelles non sono piaciute. I rimedi proposti non hanno convinto: la riduzione della concessione dal 2046 al 2038, l’obbligo per Sat di appaltare a ditte esterne il 100% dei lavori, la decadenza della concessione in caso di mancato rispetto di questa clausola. Così l’opera è di nuova bloccata.
La Regione, però, questa volta non ha intenzione di aspettare di nuovo anni per sapere che cosa accadrà. Non dopo che si deve accontentare anche di una ferrovia costiera a velocità ridotta. Stefano Baccelli , presidente della commissione Ambiente della Regione, e Antonio Mazzeo, presidente della commissione Costa della Regione, chiedono a Delrio di prevedere fondi adeguati nel Del (Il Documento Economia e Finanza dello Stato, il bilancio di fatto) perché «il completamento dei lavori dell’autostrada Tirrenica non è più rinviabile». Infatti - rincara Ceccarelli - serve «al Paese e serve allo sviluppo e alla mobilità della Toscana: ora ci aspettiamo che il Governo prenda una posizione chiara e che porti avanti un'iniziativa forte. Il Governo intende resistere di fronte alla Corte di giustizia europea? Oppure intende revocare la concessione ed abbandonare il progetto? Se intenderà abbandonare la soluzione autostrada, quali saranno le risorse a disposizione per la realizzazione dell'infrastruttura? La Toscana merita delle risposte. Serve infatti chiarezza verso i cittadini e le imprese, così come è necessario evitare soluzioni che portino ancora una volta a dilatare i tempi o a riavviare iter burocratici infiniti e lungaggini di ogni tipo. La Toscana chiede una risposta chiara, come chiara è la nostra posizione: l'infrastruttura deve avere quattro corsie, tempi e costi di realizzazione veloci e definiti, una volta per tutte».
Dal 2009 a oggi, infatti, sono stati realizzati solo i 15 chilometri della Civitavecchia-Tarquinia e i 6 chilometri (con pedaggio a 60 centesimi) della Cecina-Rosignano. Ma da San Pietro in Palazzi a Grosseto c’è ancora la vecchia Variante «che non può esserci riconsegnata - sottolinea Ceccarelli - solo dopo un’operazione di maquillage, la sicurezza viene prima di tutto. Ci ha sorpreso il deferimento dell'Italia perché dal ministero dei Trasporti avevamo sempre avuto rassicurazioni sulla composizione positiva della vertenza, dopo l'ammonimento Ue del 2014.
Anche la stessa apertura della Conferenza dei Servizi ha fatto pensare che questa fosse la volta buona ed i problemi tra Governo e Commissione europea fossero superati. Non ci hanno preoccupato le vicende del rinvio al project review (revisione del progetto) perché la revisione del progetto è in corso dal 2013, cioè da quando la Regione approvò il corridoio infrastrutturale chiedendo garanzie e dando indirizzi che tenevano conto dei pareri espressi dai Comuni interessati». Non solo. Sat a febbraio ha presentato il progetto revisionato anche alla luce delle «indicazioni date nella prima seduta della Conferenza dei Servizi, come altre correzioni - assicura Ceccarelli - possono trovare spazio nelle prescrizioni finali al progetto». Eppure la Tirrenica resta ancora al palo.
Ilaria Bonuccelli

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