Gioco
Al nido solo vaccinati la Toscana fa la legge
di Samuele Bartolini
Già a giugno, includerà i maestri. L’Ordine: obbligare anche i medici
3 MINUTI DI LETTURA
FIRENZE. Colpo di scena. Il consiglio regionale darà il via libera alla legge sui vaccini nella prima seduta di giugno. La proposta prevede che per potersi iscrivere ad asili nido (0-3 anni) e scuole materne (3-6 anni), i bambini debbano aver espletato tutti i vaccini previsti: sia quelli obbligatori (poliomelite, difterite, tetano, epatite B) sia quelli raccomandati (come pertosse, haemophilus B, meningococco B e C, pneumococco, morbillo, rosolia, parotite, varicella, etc.). Per l’iscrizione alle materne sarà necessario aver “fatto” i vaccini obbligatori, mentre è possibile una deroga per quelli raccomandati. Tale deroga prevede che i genitori diano la disponibilità a seguire corsi informativi sui vaccini al momento della richiesta di iscrizione dei figli alla materna. I corsi, che dovranno essere assolti prima dell’inizio dell’attività annuale, saranno svolti dalle Asl e saranno a carico dei genitori.
Per il personale scolastico è prevista la presentazione di un’autocertificazione attestante l’assolvimento degli obblighi vaccinali rilasciata dal servizio sanitario. Molto soddisfatti l’assessora alla sanità Stefania Saccardi, il capogruppo del Pd Leonardo Marras e il presidente della commissione sanità Stefano Scaramelli che annunciano: «Sarà la legge più avanzata d’Italia sul tema, di gran lunga la più coraggiosa e completa di quelle approvate o in discussione nelle altre regioni. L’obiettivo che abbiamo perseguito come Pd è stato di favorire un processo di consapevolezza e di conoscenza». Anche se è probabile che la norma troverà molte famiglie anti-vacciniste contrarie. Soprattutto sui corsi di formazione a spese dei genitori.
Comunque nel testo non c’è nessun riferimento all’obbligo vaccinale per i professionisti sanitari (medici e infermieri). Rimane dunque inascoltato l’appello lanciato dal presidente dell’Ordine dei medici toscani Giuseppe Figlini che chiede d’inserire l'obbligo vaccinale «per tutti i professionisti sanitari impegnati sia nel servizio pubblico che nel privato e al personale delle scuole dell’obbligo». Il nuovo testo ascolta la sua voce solo sull’obbligo del personale scolastico. Ma l’assessora Saccardi chiarisce: «Sugli operatori sanitari rimandiamo alla norma nazionale oppure faremo riferimento alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Vedi i reparti di ostetricia e di ginecologia dove è più facile il contagio. Intanto ci attrezziamo con i bandi di gara. I professionisti sanitari vincitori potranno essere assunti solo se vaccinati».
Ma rimane alta la preoccupazione sul fronte morbillo. Su 2.400 casi segnalati in Italia nel 2017, la Toscana si piazza al quarto posto dietro a Lazio (700), Piemonte (533) e Lombardia (317) con 289 casi. Così dicono ministero e Istituto superiore di sanità. Preoccupanti anche i dati aggiornati al 30 aprile del Sistema di sorveglianza della Regione Toscana dove i casi di morbillo si fermavano a quota 249, di cui 39 operatori sanitari. Nel frattempo a Roma procede a passo spedito il decreto del governo per l’obbligatorietà per l’iscrizione alla scuola dell’obbligo. I tecnici sono al alvoro e il decreto, ha confermato la ministra Beatrice Lorenzin, dovrebbe essere all’esame del prossimo Consiglio dei ministri.
Per il personale scolastico è prevista la presentazione di un’autocertificazione attestante l’assolvimento degli obblighi vaccinali rilasciata dal servizio sanitario. Molto soddisfatti l’assessora alla sanità Stefania Saccardi, il capogruppo del Pd Leonardo Marras e il presidente della commissione sanità Stefano Scaramelli che annunciano: «Sarà la legge più avanzata d’Italia sul tema, di gran lunga la più coraggiosa e completa di quelle approvate o in discussione nelle altre regioni. L’obiettivo che abbiamo perseguito come Pd è stato di favorire un processo di consapevolezza e di conoscenza». Anche se è probabile che la norma troverà molte famiglie anti-vacciniste contrarie. Soprattutto sui corsi di formazione a spese dei genitori.
Comunque nel testo non c’è nessun riferimento all’obbligo vaccinale per i professionisti sanitari (medici e infermieri). Rimane dunque inascoltato l’appello lanciato dal presidente dell’Ordine dei medici toscani Giuseppe Figlini che chiede d’inserire l'obbligo vaccinale «per tutti i professionisti sanitari impegnati sia nel servizio pubblico che nel privato e al personale delle scuole dell’obbligo». Il nuovo testo ascolta la sua voce solo sull’obbligo del personale scolastico. Ma l’assessora Saccardi chiarisce: «Sugli operatori sanitari rimandiamo alla norma nazionale oppure faremo riferimento alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Vedi i reparti di ostetricia e di ginecologia dove è più facile il contagio. Intanto ci attrezziamo con i bandi di gara. I professionisti sanitari vincitori potranno essere assunti solo se vaccinati».
Ma rimane alta la preoccupazione sul fronte morbillo. Su 2.400 casi segnalati in Italia nel 2017, la Toscana si piazza al quarto posto dietro a Lazio (700), Piemonte (533) e Lombardia (317) con 289 casi. Così dicono ministero e Istituto superiore di sanità. Preoccupanti anche i dati aggiornati al 30 aprile del Sistema di sorveglianza della Regione Toscana dove i casi di morbillo si fermavano a quota 249, di cui 39 operatori sanitari. Nel frattempo a Roma procede a passo spedito il decreto del governo per l’obbligatorietà per l’iscrizione alla scuola dell’obbligo. I tecnici sono al alvoro e il decreto, ha confermato la ministra Beatrice Lorenzin, dovrebbe essere all’esame del prossimo Consiglio dei ministri.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
